La giornalista lesbica Lyra McKee a sostegno del gruppo GenderJam Northern Ireland
Oggi SWAI, Sex Workers Alliance Ireland scrive sulla sua pagina FB: Lyra McKee era una delle tante femministe dell’Isola d’Irlanda che capiva l’importanza dell’inclusione delle persone trans e d* sex worker nel movimento femminista. Era una grande sostenitrice delle nostre lotte. RIP, rest in power, Lyra”
Il gruppo “femminista” che preme per ottenere ad Amsterdam nuove leggi contro il sex work ha sbagliato tutto. È solo una crociata moralista (tesa a tutelare la virtù) mascherata da preoccupazione, tra l’altro condotta da persone che non capiscono ciò di cui dicono di volersi occupare.
Lo fanno perché è sesso. Lo fanno perché è conveniente. Lo fanno perché è veloce. Lo fanno perché non crea problemi. O almeno, finché non ti pizzicano.
Bologna: Sexyshock e Comitato per la difesa dei diritti civili delle prostitute
VERSO UN MOVIMENTO PER I DIRITTI DELLE DONNE PIÙ INCLUSIVO PER LE LAVORATRICI SESSUALI
traduzione di: Feminism Needs Sex Workers, Sex Workers Need Feminism, ICSRE, 2016 liberamente tradotto da una sex worker napulitan per l’8 marzo 2019.
Le lavoratrici sessuali in Europa e Asia Centrale spesso vivono e lavorano in contesti precari e pericolosi. Le motivazioni di tutto questo sono la criminalizzazione del lavoro sessuale, la precarizzazione del lavoro, la femminizzazione della povertà e la violenza strutturale, istituzionale e interpersonale contro le donne e la comunità LGBT. Questo breve opuscolo esplora le intersezioni tra ideologie femministe, diritti delle donne e diritti delle lavoratrici sessuali, e gli ideali femministi che sono inclusivi e supportano l’attivismo nel lavoro sessuale. Invita il movimento femminista a considerare sempre più evidente la necessità di supportare la lotta per la decriminalizzazione, costruire un’alleanza con le lavoratrici sessuali e le loro organizzazioni, e supportare attivamente le battaglie per i diritti delle lavoratrici sessuali e la decriminalizzazione del lavoro sessuale.
Una donna scrive ‘Sicurezza per le Sex Workers Adesso!’ – Primo marzo, giornata internazionale per i diritti delle sex workers. Dublino, Irlanda (Foto di Artur Widak)
Non si tratta di stabilire se il lavoro sessuale sia o meno degradante o emancipante – si tratta di affrontare la realtà di 70.000 donne che oggi scambieranno sesso per denaro e che non sono protette dalla legge
Di: Niki Adams, Portavoce del collettivo inglese delle prostitute
Articolo originale pubblicato il 1° Marzo 2019 sull’edizione online inglese del quotidiano Huffington Post: qui – Traduzione di Francesca e Nicoletta del gruppo Abbatto i Muri.
Alcune persone che ci seguono ci chiedono come mai in questi giorni si parla della Legge Merlin, quella contro le case chiuse per intenderci, e di cosa si parla in realtà.
Detto semplicemente: la legge Merlin dichiarò illegali le case chiuse, volute in epoca fascista a gestione di maitresse con le prostitute a lavorarvi dentro. Le legge dichiarò illegale lo sfruttamento della prostituzione, ovvero di chi ci guadagna sfruttando chi la esercita, in special modo se si tratta di minorenni. La legge istituisce anche il reato di favoreggiamento ed induzione alla prostituzione. Indurre alla prostituzione significa portare una persona ad esercitarla e favorirla significa agevolare l’esercizio della prostituzione.
Ho una relazione abusante con Julie Bindel e non riesco a uscirne. Una relazione abusante nel mondo multimediale del 21° secolo non ha bisogno di avere connotati sentimentali o sessuali.
Vengo da una famiglia abusante, ho lavorato con gente sopravvissuta ad abusi, mi sono laureata in Trauma Studies con una tesi sulle conseguenze dell’abuso. Io so che aspetto ha l’abuso e che sensazione dà. L’aspetto che ha è il seguente.
Cara Eretica, sono una donna di 36 anni che nella vita ha fatto di tutto per essere indipendente. Sono stata fin da subito disposta a viaggiare per lavoro, sono andata ovunque e ho fatto qualunque cosa. Però non ne ho ricavato nessuna stabilità ed è stato un po’ come vivere alla giornata. Ho deciso perciò di fare la sex worker e quello che non mi aspettavo era il giudizio di donne più grandi di me che pensano di sapere quello che dovrei fare con il mio corpo.
Ho detto subito alle mie amiche cosa avevo scelto di fare e ho portato la mia esperienza nelle riunioni e nella vita di tutti i giorni. Sapete qual è stato il danno maggiore? Quello che mi hanno procurato queste donne perbene che non fanno che giudicarmi e colpevolizzarmi. Naturalmente l’otto marzo io sciopererò e parteciperò alle manifestazioni che saranno organizzate ma non mi piace sentirmi giudicata e quindi sceglierò come sempre di stare con le mie amiche transfemministe e queer.
Uno, due e tre febbraio a Bologna si celebra Lesbicx. Un evento in cui il movimento lesbico si incontra per ribadire alcuni principi e raccontare le proprie rivendicazioni. Paola Guazzo, una delle relatrici dell’evento, lo introduce così:
[guarda il video El abolicionismo, una cuestión de raza y de clase, Linda Porn, 2018: https://youtu.be/tkkNrPMrQUA]Post originale QUI. Scritto da Linda Porn*.
(Traduzione di Margherita e Angela del gruppo di lavoro Abbatto i Muri)
Il movimento abolizionista è nato come un movimento guidato da élite conservatrici e religiose dell’epoca vittoriana contro una legge promossa da Napoleone I che, individuando le prostitute come focolai di infezione, le obbligava ad essere sottoposte a controlli medici obbligatori per dimostrare il proprio stato di salute e quindi essere in grado di lavorare. Alcuni membri del movimento hanno definito il regolamento “lo speculum”, imposto dallo Stato stupratore. Le abolizioniste combattevano per sottoporre ai controlli non solo le prostitute, ma anche i clienti.
Scritto da Maggie McNeill (traduzione di Giulia e Fiore)
“L’umanità è la lavandaia della società che strizza in lacrime i suoi panni sporchi.” Karl Kraus
Le Magdalene Laudries irlandesi sono state il risultato di una pratica secolare iniziata nel Tredicesimo secolo. Sebbene la Chiesa abbia sempre considerato la prostituzione un “male necessario”, il fervore religioso del 1200 portò “La Chiesa (e la maggior parte dei governi) a tollerare la professione ma cercò di redimere il maggior numero di prostitute possibile insegnando loro “l’errore della loro condotta”, eventualmente rinchiudendole nelle Magdalene homes.
Le condizioni di queste case variavano da tollerabile a terribile in base alle sovvenzioni e alla gestione generale; poche si occupavano delle ex-prostitute a tempo indeterminato mentre cercavano loro un marito, la maggior parte invece erano semi-prigioni in cui le donne venivano “purificate” insegnando loro “il valore di un lavoro onesto” (in altre parole estenuante e non retribuito) attraverso un regime serrato fatto di lunghe ore, minime razioni e regole ferree in cui le sorveglianti leggevano passi della Bibbia o trattati didattici.
Uno dei temi ricorrenti nelle discussioni tra donne è quello della sessualità maschile. Così emergono anche alcuni stereotipi espressi dalle donne stesse. Le preferenze personali non possono essere messe in discussione ma quel che noto sempre è quella tendenza a generalizzare sovrapponendo il proprio sentire a quello di tutte le altre.
Se a lei non piace la penetrazione dirà che “ogni penetrazione è stupro”, mettendola dal punto di vista della femminista radicale Dworkin che di preconcetti contro la sessualità maschile ne aveva davvero moltissimi. Di conseguenza a tutte le donne alle quali piace la penetrazione viene detto che sono traditrici della causa. Il pregiudizio sulla sessualità maschile in questo caso soffoca gli stessi desideri di molte donne. Le femministe radicali, quelle della seconda onda, si scontrarono molto su questo punto con le altre femministe dette sex positive. Le ultime erano quelle che non criminalizzavano la sessualità maschile e non chiedevano che se lo mozzassero prostrandosi pentiti per tutto il male che altri uomini avevano fatto alle donne.