Antisessismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, Personale/Politico, R-Esistenze, Sessualità, Violenza

#Tiziana e quelle che “a me giammai sarebbe potuto capitare…”

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ho visto gente a stracciarsi le vesti ed è la stessa gente che fino a ieri insultava qualcuna per qualunque motivo, perché non c’è nulla di più alto del tribunale della rete. ci sono donne che si ergono a paladine dell’onore del fidanzato tradito e stereotipando indulgono nel definire lei, vissuta sempre e solo come una rivale, una zoccola, né più e né meno.

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Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, Sessualità, Storie, Violenza

Mi piace il sesso e non per questo merito la gogna

Cara Eretica,

è molto difficile riuscire a scrivere questa mail perché so che mi farà male tirare fuori ogni sillaba per descrivere quello che mi è successo. Sono arrivata purtroppo o per fortuna a compiere il mio ventisettesimo anno di età. Mi sono liberata nel frattempo di paure, chili, uomini, genitori, persone che mi hanno fatto del male, ma non riesco a liberarmi di quella parte di me stessa che continua a sabotare la mia vita impedendomi di realizzarmi fino in fondo.

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Recensioni, Violenza

Regression: i falsi ricordi generati da psichiatri e puritani

::Avviso Spoiler::
(chi non vuole sapere nulla del film si fermi qui)

Regression è un film diretto da Alejandro Amenábar e racconta una storia, ispirata da fatti assolutamente reali, che affronta il tema della regressione psicologica come meccanismo ormai screditato perché responsabile di aver creato falsi ricordi. Fu una donna, in particolare, negli anni ottanta che fece causa allo psichiatra responsabile, secondo lei, di aver creato falsi ricordi. La faccenda aveva a che fare con episodi di suggestione e isteria collettiva che, per guardare più da vicino, avrete potuto riconoscere anche in fatti di cronaca italiani. Si parlò di satanismo, sacrifici umani, cannibalismo, orge, stupri e abusi su minori. La faccenda assumeva tanta credibilità quanto più ci si avvicinava a contesti religiosamente repressivi. Il film tenta di ripercorrere, in maniera egregia, quel che fu un tempo in cui bastava nominare Satana e già la gente si scatenava con milioni di fobie. Siamo in una famiglia terribile, dalla quale è comprensibile che i figli volessero sfuggire. Il figlio viene cacciato di casa perché “sodomita” e la figlia stava segregata, con fantasie sessuali nei confronti di amici di famiglia, con una adolescenza smorzata dai divieti e dalle censure religiose, dove la religione costituiva l’elemento utile ad autoinfliggersi penitenze per cattivi comportamenti ricondotti all’uso di alcool, alle percosse ai figli, alla depressione della madre.

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Disciplina anti-masturbazione: se ti tocchi ti ustiono le mani!

Ancora su masturbazione infantile e censura da parte degli adulti.

Jenny, aveva cinque anni. Si sfregava il pube continuamente e la nonna materna, un giorno che faceva da baby sitter, ebbe la geniale idea di ustionarle le mani per farle capire che non avrebbe più potuto toccarsi. Jenny subì non solo il terrorismo psicologico della nonna ma dovette anche riparare le manine bruciate dopo che la nonna le avvicinò al fuoco della cucina a gas. Il criterio nonnesco era quello di far capire alla piccola che quel gioco era pressappoco una via per l’inferno e, per insegnarle quanto la destinazione fosse orrenda, quale soluzione migliore se non quella di anticipare alla bimba un esempio delle gravi ustioni che avrebbe subito nell’inferno?

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Se guardi immagini di nudo arriva il menarca precoce…

1476615_255602317926981_857554357_nStavo pensando alla storia del mio amico, chiamiamolo Giosuè, che una volta mi disse che nonostante il suo pene piccolo pensava di poter avere ottime possibilità di carriera come attore porno. Quelli intrisi di machismo rideranno ma dal mio punto di vista uno così avrà sviluppato ottime capacità in altre prestazioni – con o senza dildi – di cui si può godere a prescindere. Dovrò chiedergli prima o poi se ha mai tentato o se la sua sessualità va a gonfie vele come diceva allora.

In ogni caso, ecco, pensavo a questo, dopodiché vado a leggere i commenti in fondo al mio post su Il Fatto Quotidiano e trovo un paio di appunti sostanziali. Una signora mi dà del “maschietto”, perché è più facile negare che una donna che la pensa in modo differente esista piuttosto che accettarla e discuterci ad armi pari, e un’altra tira fuori addirittura delle ricerche scientifiche (?!?) per dirmi che alle ragazzine verrebbero le mestruazioni precoci (che lei chiama “menarca”) se esposte a immagini “esplicitamente sessuali”. Su facebook le amiche mi rispondono con vari spunti utili a trattare la questione. In primo luogo c’è chi rincara la dose e scrive che “alle bambine vengono le mestruazioni quando gli si parla di sesso per la prima volta, per questo non bisogna insegnare queste cose brutte alle femminucce, se vedono un’immagine porno perdono direttamente la verginità” o che “con un bacio si rimane incinte” e infine che “ho sempre creduto che le immagini pornoerotiche facessero allungare le mestruazioni alle donne in età avanzata evvvvvai con la produzione ormonale!

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Acchiappa Mostri, Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze, Sessualità

La diciassettenne dell’est e i due italici fotografi hard

Una compagna mi segnala questo pezzo. Dice che c’è una ragazza che fa sesso orale con due ragazzi. Uno fa una foto. Lei, 17 anni, è consenziente. L’altro condivide quella immagine e in men che non si dica si trovano tutti nei guai. Lei deve cambiare scuola, gli altri, circa in tredici, sono colpiti da una accusa di possesso di materiale pedopornografico. Questa è più o meno la storia.

Come ne parla l’articolo? Fin dal sommario bisogna precisare che la studentessa è “originaria” dell’est europeo. Le “nostre” brave ragazze ‘ste cose non le fanno, chiaro, no? Mi chiedo se la narrazione nelle cronache locali non abbia violato la privacy di questa ragazza sommando dettagli che potrebbero renderla più riconoscibile. Comunque sia continuo nella analisi del pezzo. Si definisce la questione come una “goliardata” dalla quale non può che conseguire, secondo il tono dell’articolo, una giusta punizione.

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Comunicazione, Critica femminista, Culture, Precarietà

Donna, suora e partoriente: perciò merita la gogna mediatica!

La suora incinta. In primo luogo vorrei capire chi è che ha violato la sua privacy regalando questa notizia a gente morbosa e priva di tatto che ha ricamato sopra questa storia senza alcun rispetto per la persona. La notizia è partita dall’ospedale? Dal convento? Da dove? E in quale modo e perché dovrei giudicare “notizia” una faccenda privata che riguarda una donna, come tante, che ad un certo punto della vita restano incinte e hanno un figlio? Dove sta il problema?

Io di problema ne vedo solo uno. Il fatto che a lei abbiano attribuito colpe perché “non ha saputo resistere alle tentazioni” e lì, con tutto il rispetto, mi chiedo se faccia bene a queste tante donne “resistere alle tentazioni” e pretendere di non avere alcuna vita sessuale, neppure masturbatoria, in nome della “fedeltà” assoluta a Cristo che, come cultura iconografica vuole, parrebbe essere un bel figlio ma ‘sta poligamia sfacciata, essendo pure un minimo defunto, difficilmente può gestirla.

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