Antisessismo, La posta di Eretica, R-Esistenze, Violenza

Violenza di genere: Fingersi morte per restare vive?

Lei scrive:

Cara Eretica,

ho una figlia che va al liceo e l’altro giorno è tornata con una novità. Mi ha raccontato che ha assistito ad un seminario sulla violenza sulle donne. Ho detto: che bello! Una scuola che parla di rispetto di genere. Invece no. Lei ha detto che c’erano due uomini e una donna, due membri delle forze dell’ordine e una volontaria di una associazione cattolica.

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Contrattacco maschilista: padre separato femminicida

Dan Roberts è stato condannato a 55 anni di prigione per il femminicidio di Melissa Mendoza. Ha cercato di appellarsi ma non c’è riuscito perché le prove confermano quanto stabilito nella condanna.

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Contrattacco maschilista: maniaci del controllo

Una delle faccende più inquietanti delle nuove riforme sul diritto di famiglia (divorzio+affidi dei figli) che riguarda gli USA è la manìa di registrare conversazioni e telefonate della partner per screditarla agli occhi dei giudici. Lei non ne è consapevole e lui controlla ogni cosa, di conseguenza attua un piano di attacchi provocatori per farla apparire isterica, cancellando poi le registrazioni compromettenti che per lui potrebbero significare una condanna per violenze domestiche.

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Famiglie dei carnefici: uomini denunciano per questioni d’onore

Lei scrive:

Cara Eretica, vivo all’estero e sto seguendo un’inchiesta televisiva che fa parlare i familiari dei carnefici per capire come hanno reagito, se sapevano, se potevano prevenire con denunce o metodi educativi diversi. Non mi piacciono alcuni toni sensazionalistici ma trovo interessante un dato: di decine di famiglie intervistate solo un paio raccontano di avvisaglie sottovalutate, pochi confidano la responsabilità familiare nel trasmettere modelli violenti e misogini, poche le madri che hanno reso noto di conoscere azioni criminali dei figli maschi, tanti i padri che non riconoscendo la propria responsabilità educativa hanno preso immediatamente le distanze dei figli per difendere l’onore della famiglia ovvero il proprio.

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Autodeterminazione, Storie

Donne e maternità: un racconto horror

Essere madre è la cosa più bella del mondo. Lo status sociale di una donna, quando è madre, diventa improvvisamente alto. La donna madre viene citata con rispetto in caso di femminicidio e stupro. Se non sei madre tutto può accadere e a nessuno gliene frega un caxxo. Perciò eccomi qui, con la pancia che cresce, milioni di consigli non richiesti da parte di perfette sconosciute, tanti stereotipi inviati telepaticamente da figure ambigue, che stanno sullo sfondo, come a voler manovrare i fili che reggono le mie scelte. Lui si dichiarava felice per la notizia, naturalmente lo voleva maschio, in un secondo tempo gli sarebbe piaciuta anche una femminuccia, per fare coppia, celebrando il binarismo biologico per eccellenza. Così avrebbe potuto sperimentare su entrambi diversi modelli educativi. Le femminucce sono più gentili, armoniose, i maschietti amano sporcarsi e i papà li portano a vedere le partite di calcio. Dovevo soddisfare queste richieste, perciò venivo monitorata come se fossi una cavia da laboratorio. La perfetta riuscita dell’esperimento sociale avrebbe donato frutti nuovi per alimentare la cultura patriarcale.

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Contrattacco maschilista: un racconto privato

Lei scrive:

“Cara Eretica, sto leggendo con molto interesse la serie di post sul contrattacco maschilista e vorrei contribuire con una riflessione che riguarda la mia storia personale. Sono cresciuta con i racconti di una mamma femminista e mi sono trovata a vivere in un mondo che regrediva per mentalità e cultura. Mia madre mi ha cresciuta dicendo che avevo diritto a diventare qualunque cosa volessi. Mi ha insegnato ad aver fiducia in me stessa, ha alimentato la mia autostima senza affliggermi con sue eventuali insicurezze. Non è perfetta ma ha fatto un gran lavoro con me e le sono molto grata per tutto ciò che mi ha insegnato.

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Contrattacco maschilista: conseguenze e complicità femminili

Continuando a tracciare le storie che hanno caratterizzato gli ultimi trent’anni, successivi alle lotte femministe e poi alla controriforma maschilista, ecco alcune delle conseguenze che ho scovato guardando e leggendo interviste – in USA – a mogli di uomini accusati di vari reati, incluso stupro e femminicidio ai danni di altre.

Se tra la fine degli anni settanta e negli anni ottanta le mogli di stupratori e assassini si dichiaravano solidali nei confronti delle altre donne vittime dei crimini commessi, ecco che negli anni novanta e duemila si cominciano a vedere titubanze riscontrabili solo in culture pre-anni ’60. Volti increduli, negazione, grave mancanza di accettazione della realtà, nonostante le prove. Quel che si nota, senza ombra di dubbio, è che l’incredulità è data da un fattore fondamentale: quello economico. Le donne statunitensi post anni ’90, quindi durante e dopo il contrattacco maschilista, lavorano meno, sono dipendenti economicamente, per cui perdere il marito, come unica fonte di reddito familiare, diventa impensabile. Queste donne si preoccupano per se stesse e soprattutto per i figli. Così i maschilisti si assicurano la complicità delle mogli. Basta fare in modo che le donne non lavorino e che non siano economicamente indipendenti ed eccole a mostrare al mondo incredulità quando i mariti vengono arrestati per stupro e femminicidio ai danni di altre.

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Donne e incidenti domestici: un racconto horror

Le donne sono regine del focolare, a loro non capita mai nulla di male, gli incidenti sul lavoro riguardano solo gli uomini. Quel che succede alle donne viene descritto solo come “incidente domestico”. Nulla di grave che meriti l’attenzione pensionistica, nulla che metta in relazione quegli incidenti con future disabilità. Perché alle donne va data l’impressione che il lavoro a casa sia quello più sicuro in assoluto. Se sospettassero fosse il contrario non se ne starebbero lì a tentare di rendere lucida la casa, in ogni suo invisibile angolo. Gli uomini, quellì sì che rischiano parecchio. Eppure.

Mio padre faceva l’impiegato pubblico. Il massimo che poteva capitargli era di graffiarsi un dito con una graffetta. Non sapeva affrontare le emergenze, c’erano le donne a risolvere al suo posto. Lui bestemmiava, se la prendeva con me, bimba di otto anni – “perché non hai aiutato tua madre?” – perché era un uomo fragile, non sopportava lo squilibrio che un incidente comportava. Non sapeva fare altro che incolpare mamma o me per qualunque cosa comportasse il fatto che lui, in posa da martire, doveva prepararsi il pranzo da solo. Lui vittima, lui povero, lui tutto.

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Contrattacco maschilista: storie di stragi misogine e retrovie che inneggiano ai martiri antifemmministi

La storia, la memoria, per ricordare e imparare che grazie alla conoscenza del passato si può comprendere quel che avviene nel presente.

Continuo la narrazione storica che avevo iniziato nel precedente post. Le donne, siamo negli anni settanta e in zone Usa, rivendicano diritti, conquistano le piazze, chiedono leggi che riconoscano il diritto delle donne ad esprimere consenso o dissenso nelle relazioni. Acquisiscono spazio nello studio, nel lavoro. Tutto ciò non avviene gratis. Già dicevo delle mosse istituzionali per riaffermare il principio della paura che avrebbe dovuto riportare le donne all’ovile. Non è stato sufficiente.

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Stupri e femminicidi: come i governi autoritari usano i crimini contro le donne

Le bimbe della foto sintetizzano l’ironia con cui leggo il modo in cui la violenza di genere diventa ad un tratto fondamentale per politiche autoritarie, quand’esse vogliono gettare fumo negli occhi del “popolo” e giustificare la realizzazione di azioni oppressive e fasciste.

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Leggi moraliste: Un po’ di storia per Roccella e Governo Italiano

Saprete che alla denuncia di stupri di gruppo e ai femminicidi il governo, sotto spinta delle donne come Roccella e le sue colleghe radical feminist (quelle che non rispettano le scelte libere delle donne e che insultano le s3xw0rkers), ha risposto con leggi inutili, moraliste, censorie e soprattutto criminalizzanti per le donne che osano praticare mestieri in cui due adulti consensuali offrono performance per altri adulti.

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Cercano un’ammazza-vecchiette e perseguitano donne trans sex worker

Quando ho iniziato la visione (c’è in italiano su Netflix) di questo documentario pensavo si parlasse di femminicidio e analisi culturali in cui si contestualizzavano i delitti. Con mia grande sorpresa ho trovato molto altro su cui riflettere.

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Antisessismo, Violenza

I giovani non percepiscono lo stupro come violenza: “lei potrebbe evitarlo”!

Emerge da una indagine che potete scaricare QUI in pdf. di Ipsos e Action Aid. Le risposte più frequenti si riferiscono al fatto che “lei potrebbe evitarlo”, dunque se la cerca. Leggetela e vi si chiarirà il perché serve una formazione, educazione, che parta da scuola e famiglie.

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Legittima difesa: vietata alle donne abusate

La legittima difesa è normata dall’art. 52 del codice penale che trovate qui. La norma non concepisce che sia la donna a poter difendersi legittimamente in caso di violenza domestica o stupro. Le sentenze, nel caso in cui una vittima di abuso invischiata nel ciclo della violenza decida di difendersi, dimostrano che l’unica difesa possibile per la donna è quella di affidarsi allo Stato, ancor più se lo Stato la infantilizza e pretende in termini paternalisti e patriarcali di decidere in sua vece togliendole ogni facoltà e libertà di scelta.

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COMUNICATO IN MERITO ALLA SCANDALOSA E INACCETTABILE SENTENZA DI PALERMO CONTRO LA DONNA VITTIMA DI TRATTA

Da Ombre-Rosse blog:

Questo comunicato è scritto in maniera unitaria dalle realtà politiche, enti anti-tratta, associazioni, collettivi e individualità che hanno dato vita a “Sex Workers Speak out: Contro la Criminalizzazione, per i diritti”, congresso nazionale di sex worker e realtà alleate tenutosi al Mit di Bologna lo scorso giugno.

Torniamo a unire le nostre voci per prendere una posizione netta contro una sentenza che riteniamo inaccettabile. Un verdetto pregno di razzismo e che va a giudicare la sfera della vita intima e personale di una donna migrante. 

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