Personale/Politico

Non so dove andare

Tornata. Ho fatto la mia uscita teatrale e poi sono tornata indietro perché non so dove andare. Non mi rispondono quelli della salute mentale e l’unica sarebbe farmi ricoverare volontariamente nel reparto psichiatrico. Pur di non vedere la faccia del mio quasi ex marito. Ero fuori, con il mio carico di medicine dietro e piangevo senza sapere dove andare. Lui vuole il divorzio e io voglio che mi risarcisca i vent’anni spesi appresso a lui, con tutte le insicurezze e il suo narcisismo manipolatorio. Quello che mentre io tentavo il suicidio ed ero in ospedale si scopava un’altra. Quello che balbetta di fronte alle responsabilità che non sa assumersi e poi sostiene di volermi aiutare. Per non avere una nemica, mi dico, perciò mi vuoi aiutare. Consumata e gettata via come una scarpa vecchia quando non ti va più bene. Così che ti conceda il divorzio alle tue condizioni e tu puoi andare a trovare un’altra da manipolare per farle interpretare il ruolo che in vent’anni non sei riuscito a fare interpretare a me.

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Antifascismo, Antirazzismo, Precarietà, R-Esistenze

La strage dei clochard, la xenofobia e l’eugenetica sociale

Fare in modo che i senzatetto, i poveri, i migranti, siano percepiti come pericolo. Multarli, addirittura, come è avvenuto qualche giorno fa, per questioni di decoro. Fare in modo che spariscano e infatti c’è chi si addestra per farli sparire. Un po’ come ai tempi della Thatcher di un po’ di anni fa. Aveva deciso che i poveri non dovevano essere visti. Vedevi arrivare i cellulari della police per trascinarli via in un attimo. Scene così erano frequenti negli anni ottanta londinesi. Non a caso dopo un po’ qualcuno scrisse un copione per un video di fantascienza in cui vedevi i poveri sparire dalla città ben sapendo che quell’epurazione, quella forma di eugenetica per questione di differenza di classe, finiva con un fumo nero che veniva fuori da una torre dedicata ai sequestrati.

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