Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Pensieri Liberi, R-Esistenze

Discussione pornopolitica sui vaccini

Salve, sono Eretica e sono sempre quella che non tollera ricatti emotivi, toni viscerali e campagne prodotte da varie tifoserie che alimentano emergenzialità alla quale consegue sempre e comunque una scelta autoritaria.

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Coming Out, La posta di Eretica, Pensieri Liberi, Precarietà, R-Esistenze, Storie

Il cancro, la droga, lo status sociale

Lei scrive:

Ciao Eretica,

Da tempo seguo la tua pagina ed ammiro fortemente tutto ciò che fate per far si che si possano abbattere gli infiniti muri, fisici ed ideologici che limitano la libertà di ogni essere umano, uomo o donna che sia.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze, Storie, Welfare

Cosa fa il Ministero della Salute per chi soffre di disturbi mentali?

Cara Eretica,

ho letto il post della ragazza affetta da disordine della personalità. Racconta molte cose che riguardano anche me ma vorrei dire che la mia esperienza è diversa. Non voglio fare uno spot al buon lavoro della psichiatria e all’efficacia dei farmaci ma io sono stata molto male fino a che non ho avuto la forza di affidarmi ai medici e accettare la terapia. E’ stato difficile perché la malattia mi lasciava pensare di non avere bisogno di nessuno, anzi allontanavo tutti perché mi vergognavo e poi raccontavo a me stessa che andare a curarmi non sarebbe servito a niente. Ho vissuto fasi di brutta depressione, binge eating disorder (disturbi alimentari), agorafobia, autolesionismo e un tentativo di suicidio, e proprio quando pensavo che tanto non avevo nulla più da perdere mi sono affidata e sono stata ricoverata nel reparto psichiatrico di un ospedale assieme a tante altre persone affette da disturbi alimentari e depressione.

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Quando la malattia non è visibile agli occhi e le istituzioni ci ignorano

Ciao Eretica,

Leggo tutti i vostri articoli e i vostri post e quasi sempre mi fermo a riflettere e a dire la mia opinione, perché nella mia vita sono passata dal bullismo per il mio essere più studiosa, al bullismo per il mio essere molto maschiaccio, al bodyshaming per un disturbo alimentare (Binge Eating disorder), al bullismo per il mio essere pansessuale, allo stupro, al bodyshaming per avere un fisico minuto e il seno troppo prosperoso, e via dicendo.

Sono sempre stata la voce fuori dal coro, quella facile da additare ma molto meno da zittire, perché difficilmente lascio che mi mettano i piedi in testa quando si tratta di giudicare la MIA vita.
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#FertilityDay: endometriosi, se ce l’hai non puoi dare figli alla patria!

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Cara Eretica, ho appreso in queste ore che il ministro Lorenzin nel confermare il fertilityday ha dichiarato che lei si occupa della salute dei cittadini, bene sono contenta! finalmente si occuperà anche di me… o forse no. Sono affetta da endometriosi e stando al piano nazionale della fertilità appartengo a quella percentuale di fortunate che saranno costituzionalmente esonerate dall’obbligo di generare soldatini per la Patria.

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La mia vita è più importante dei miei capelli

Nella foto Leyah Shanks.
Nella foto Leyah Shanks.

 

Cara Eretica, ciao!
Mi chiamo Adele, ho ventun’anni e sono una vostra fan molto accanita, in quanto mi ritengo femminista fino al midollo osseo.
Ho sempre desiderato scriverti, poiché vivo quotidianamente delle condizioni “sociali” che mandano in bestia il mio animo da attivista; mi limito a dirti che io sono una ragazza affetta da diverse malattie autoimmuni invalidanti, e mia sorella è disabile in sedia a rotelle, ed ogni giorno le lotte sembrano sempre e solo aumentare – fortunatamente possiamo dire di avere una famiglia meravigliosa che ci supporta sempre, motivo per cui ci riteniamo ugualmente molto fortunate.

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Personale/Politico, R-Esistenze

Lo spazio intimo, tra personal/politico e intimità

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Mentre la mia routine scorre sotto forma di terapie che alimentano le mie giornate, intorno a me non cambia niente. Cambia la mia acconciatura, perché i capelli si sono un po’ assottigliati e allora vado di treccine a volontà. Piccole, chiare, treccine che addobbano il mio cranio dove i neuroni, per fortuna, funzionano ancora. Il medico mi dice che lo smalto nero non permette di vedere tracce di regresso che dovrebbero essere misurate dal colore naturale delle unghie. E’ una questione di carenza vitaminica e altre sostanze. Ma il punto è che hanno a disposizione tutto il corpo per vedere come va e giusto le unghie per me rappresentano una sorta di specchio del futuro. Tutto tornerà normale, e io, cyberdonna, andrò in giro con treccine e smalto nero. Oggi mi sono anche truccata, ed è una cosa che non faccio quasi mai. Ho ritrovato vecchi cosmetici e mi sono divertita a sfumare l’ombretto, a creare zone chiaro-scure, ho perfino usato il fondotinta e ho rimesso a posto le mie scompigliate sopracciglia. Non che siano fastidiose, perché chiare come sono si vedono già poco, ma è che avevo voglia di sentirmi in ordine. Dopo mesi ho un accenno di mestruazione, ed è un buon segno, perché significa che il mio corpo riprende lentamente dal punto in cui si era accomodato. Non so fin quando il sangue scorrerà, perché ne facevo volentieri a meno. Se arriva una bella menopausa finalmente non dovrò preoccuparmi dei contraccettivi. Avete una vaga idea di cosa sia permettere al tuo compagno di venire dentro di te? Adoro quel calore, coscia contro coscia, e la tranquillità di un corpo che si abbandona su di me e non ha l’urgenza di mettere al riparo niente che possa far presagire a chissà quali indesiderate prospettive. E’ quieto, lui, quando respira piano sul mio collo e dice che ho un odore buono, sempre più buono, e non c’è malattia, cambiamento fisico, che possa attenuare il suo desiderio. Vederlo nei suoi occhi, sentirlo dalle sue mani, mi consola, anzi di più: mi eccita. Chissà qual è il segreto, il mistero, che unisce corpi che non possono lasciarsi, con quella voglia di restare attaccati, sempre insieme, toccandosi quando nessuno vede, timidamente, come fosse qualcosa di proibito, e poi lo sento che fa l’amore con la mia mano, mentre l’accarezza, e a occhi chiusi mi godo quella sensazione.

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Autodeterminazione, Personale/Politico, R-Esistenze, Violenza

I corpi delle donne in mano a medici senza umiltà

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Leggendo la notizia sulle intercettazioni che coinvolgono alcuni medici, chirurghi, ginecologi, di reggio calabria, a parte le bestemmie, mi vengono in mente delle cose essenziali da ribadire. I corpi delle donne sono campi di battaglia. Alcuni medici, e questa considerazione prescinde dall’inchiesta in se, prendono scorciatoie e considerano quei corpi carne da macello. Chi immagina che in ospedale si trovi tanta gente carica di empatia sbaglia. Non sempre è così. Eppure effettivamente ci sono tante persone empatiche, gentili, e, questo deve essere chiaro, ti informano di tutto e chiedono il tuo consenso qualunque cosa facciano. Lo devono fare per legge perché il consenso informato non è una cazzata, e se tu firmi per ricevere un determinato intervento chirurgico di certo non possono fare altro se non quello per cui li hai autorizzati. A volte ti avvisano, in caso di possibili complicazioni, perché un chirurgo non è Dio, anche se potrebbe ritenersi tale ed è così che a volte si mostra liquidando le domande dei e delle pazienti come rotture di coglioni che non possono tollerare.

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Se la zoccola è malata di certo se l’è cercata

12237058_1710350299196127_532970335_nLei scrive:

Cara Eretica, ti scrivo dopo aver letto la storia delle disavventure ginecologiche di una prostituta. Sono anch’io, come lei, una sex worker e mi è venuta in mente, adesso, una giornata trascorsa al limite dell’assurdo, tra pronto soccorso, visita ginecologica, ecografie varie, perché una mattina, all’improvviso, cominciai a sentire un dolore molto forte laggiù. Sapevo di non dover temere conseguenze dal mio lavoro perché mi sono sempre presa cura di me come dei miei clienti. Non ho ereditato malattie sessualmente trasmissibili né traumi di alcun genere. La mia vita scorreva esattamente come quella di ogni donna che fa sesso frequentemente. Non l’ho mai fatto in tempi da catena di montaggio. Ho sempre svolto anche un altro lavoro e il sex working l’ho gestito con i miei tempi.

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Sono depressa, con disturbi alimentari, e mi vergogno per questo

12832299_1695512064020295_3815553688087680987_nLeggendo la vicenda di Wentworth Miller non ho potuto fare a meno di sentirmi un poco sollevata, perché lui ha trovato la forza di dire cose che io non so ancora dire. Ho bisogno dell’anonimato per dichiararle anche a me stessa e riconosco di essere ancora molto fragile per quanto sia, come è stato lui, in lotta.

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Contributi Critici, Culture, Ricerche&Analisi

Perché spesso la medicina ha pericolosi effetti collaterali nelle donne

Quello che leggete in basso è un discorso fatto da Alyson McGregor (che si occupa di salute e medicina da un punto di vista che ragiona su sessi e generi) a proposito degli effetti collaterali di farmaci e terapie nelle donne. La traduzione è di Sara. QUI il video dell’intervento. Ecco quel McGregor ha da dire.

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Noi tutti andiamo dal medico e lo facciamo con la convinzione e con la cieca fiducia che gli esami ed i farmaci che ci vengono prescritti siano basati sull’evidenza scientifica di studi progettati per aiutarci.
Però la realtà è che questo non è sempre vero per tutti noi. E se io vi dicessi che la scienza medica scoperta nell’ultimo secolo è basata solo su metà della popolazione?

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Io, lui, la mia fica

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Quando il corpo è in trasformazione devi adeguare i ritmi, la tua vita, alle nuove esigenze. Devi imparare a sorridere per quel che viene meno e ad apprezzare quello che impari giorno per giorno. Avevo previsto mille cose ma non il mio ritrovato senso dell’ironia. E serve, eccome se serve, giacché non puoi non ridere quando vedi che lui si sforza di farti venire con uno dei suoi fantastici cunnilinguus e la tua fica non riceve. Nada de nada. Come se ce l’avesse sulla punta della clitoride ma non riuscisse a emergere. Come se avesse dimenticato quale strada percorrere. Come se avesse perso fiato, battito, fiducia in se’.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Personale/Politico, R-Esistenze

Nessun@, a parte lei, può gestire il corpo della “donna malata”

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Quando ho letto “La Teoria della Donna Malata” ho subito pensato quanto mi riconoscessi in quella dimensione personal/politica. Qualche tempo fa il mio corpo si è ribellato, probabilmente lo aveva fatto da prima ma io non avevo preso in considerazione i segnali. Ho dovuto ripensare i miei ritmi, le mie relazioni sociali. Ho valutato quali fossero le mie reali priorità. Ho cominciato a rivolgere la parola solo a persone che stimo e che mi fanno bene. Perché ho chiara la dimensione dell’aver cura che prescinde da identitarismi e posizionamenti ideologici. Mi sono ritrovata a scontrarmi con stereotipi che avevo lasciato da parte per un bel po’. Gli affetti che vivono la “cura” nei termini in cui la società impone. Come ruoli predestinati e non come scelta libera e lieve. D’altronde io ho concesso molto poco di me. Fintanto che ho gambe e braccia per muovermi e un cervello che funziona diciamo pure che posso essere autonoma tanto quanto basta. Invece non è stato così. Non è mai così. Quando più sentivo che sarei stata di peso, perché il tempo di recupero sarebbe stato lungo, estenuante, doloroso e pieno di concessioni da parte mia che difficilmente mi affido a qualcun@, in quel caso vivevo male le attenzioni. Passaggi in auto, la spesa fatta da qualcun altr@, poi altre cose semplici, nel tempo pre e post operatorio. Cucinare, fare le pulizie, farmi anche lo shampoo. Tutto difficile e tutto delegato ad altre persone. Se non avessi accanto persone che mi vogliono bene e che vivono la cura come momento di relazione, l*i in una più stretta relazione con me, per arrivare a quella zona vulnerabile che lascio vedere difficilmente, per fare appello alla mia fiducia indubbiamente necessaria per lasciare fare ad altri, medici, chirurghi, senza aver paura, se così non fosse stato io mi sarei sentita completamente sola.

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La posta di Eretica, R-Esistenze

Non strumentalizzate il concetto di salute contro le persone “grasse”

A proposito della discussione sul body shaming mascherato da salutismo contro le persone “grasse”. Lei è una dottoressa e ci tiene a spiegare alcune cose che ascoltiamo volentieri. Difende il concetto di salute ma specifica che non può essere usato come elemento giudicante contro le persone di qualunque tipo. Buona lettura!

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La scienza non è una religione. Non richiede Fede e non emette giudizi né condanne morali. E’ semplicemente, neutralmente, asetticamente descrittiva.

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Sono drogata, con dipendenza da psicofarmaci

Lei scrive:

Ciao Eretica. Salto i soliti convenevoli perché ho bisogno di raccontare la mia storia. Non so cosa mi prende stasera ma ho una sorta d’urgenza. Ti informo già da subito che ho preso una boccetta intera di Minias (Lormetazepam) e quindi mi scuso per gli eventuali errori da fattanza.
Non voglio tediarti con la storia della mia vita (crisi di panico, disturbi alimentari etc)) ma ti chiedo per favore di ascoltarmi. E di pubblicarmi. Non ho paura.

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