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La mia esperienza di aborto farmacologico (ru486)

Lei scrive:

Un po’ di tempo fa scrissi per esprimere dubbi e paure sull’interruzione farmacologica che avrei dovuto fare… adesso vorrei raccontare la mia esperienza un po’ per sfogarmi, un po’ per essere d’aiuto a chiunque possa ritrovarsi nella mia stessa situazione.

Parto dal principio. Quando ho visto le due stanghette sul test di gravidanza la prima cosa che ho fatto è rimettermi a dormire, sperando di risvegliarmi e che fosse tutto un sogno. Era tutto sbagliato, il momento, la persona che mi stava a fianco (se così si può dire), il non poterlo dire alla mia famiglia (ho 19 anni e sapere una cosa del genere li avrebbe uccisi, non ero e non sono fidanzata e può anche darsi che pensino che io sia ancora vergine), tutto dannatamente sbagliato.

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La mia esperienza con la RU486 (aborto farmacologico)

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Lei scrive:

Quando ho avuto la conferma di questa gravidanza, mi sono ritrovata a fare i conti con la realtà. Il desiderio di un* figli* non basta.

Ho provato a trovare soluzioni, a ragionare su come avrei potuto fare. Per un attimo ho pure pensato di prendere un aereo e scappare via. Ricominciare da un’altra parte: io e il/la bambin*.

Ho avuto modo di confrontarmi con un’amica che, con la sua lucidità esterna, mi ha aiutata a valutare al meglio la situazione. Mi ha aiutata a farmi capire che alcune idee, attuabili in maniera perfetta nella mia mente, non erano così facili da realizzare nella quotidianità.

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Panico Ru486: se non obiettano ti terrorizzano!

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Muore una donna per sospette conseguenze derivanti dall’uso della pillola abortiva, la ru486. La Ru486 NON è la pillola del giorno dopo (che non è un farmaco abortivo ma un contraccettivo d’emergenza). Titoli allarmistici in realtà poi portano ad articoli in cui si spiega che non sarebbe quella la causa della morte e che quel farmaco non fa nulla di più e nulla di meno di altre sostanze che bisogna usare nell’aborto chirurgico. Gli effetti cardiaci possono derivare anche da antidolorifici, oppiacei, abitualmente usati nel mercato senza che vi siano barricate e che si facciano titoloni prima ancora che si attendano i risultati di una autopsia. Ci sono donne che muoiono perché l’aritmia è una conseguenza delle contrazioni anche e a maggior ragione durante il parto. Però delle donne che muoiono di parto non ci si preoccupa perché quella roba lì sarebbe “naturale”. Così non ci si preoccupa di chi muore per assunzione di antidolorifici, psicofarmaci, e altra roba che non sempre si capisce come possa agire sul corpo di una persona.

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