Autodeterminazione, Precarietà, R-Esistenze, Welfare

#Roma #19Ottobre, corteo per il diritto al reddito e all’abitare!

imaage_19o_squareLa precarietà. Quando ti manca fiato è un loop in discesa. Alla fermata bus incontri sguardi altrettanto disperati. Gente che neppure più si guarda in faccia. Tra tante ricerche e tentativi di risposta agli annunci di lavoro, hai beccato l’associazione tal dei tali che ti dice che va bene se tu vai part time. Un po’ di ore a sistemare carte, riorganizzare il database, mettere mano al computer ridotto un colabrodo, poi c’è la signora da accompagnare, la sua parente da assistere e già che ci sei se badi al figlio gli fai un grande favore, perché siamo tanto umani, noi, e questi datori di lavoro generosi, immaginano di rappresentare una opportunità per il solo fatto di farti uscire di casa.

E tu esci, in bus, in bicicletta, perché se resti a casa prima o poi metti due dita nella presa e ti autopratichi l’elettroshock. Esci e ti lasci seppellire dalle emergenze altrui, e devi sapere che agli altri dei tuoi tempi e dei tuoi progetti non gliene frega un cazzo. E’ tutto un giro di egoismi e finte moine da chi non ti sa dire che non può, non sa, o non ha soldi o non te li vuole dare. Ti tiene lì ancorata alla sua disperazione bugiarda, motivando la tua partecipazione con promesse di gloria e futuri lieti sviluppi. Se resti ancora, vedrai, poi faremo grandi cose. Se resti ancora, vedrai, tra un po’ posso pagarti. E quello che succede è un dejà vù, perché questo tipo di datore di lavoro è abitudinario, ti induce allo stazionamento a servirgli i suoi bisogni, senza darti nulla in cambio, dopodiché tu capisci, dunque ti stanchi, infine hai da pagare le tue cose, c’hai pure lo sfratto esecutivo, e allora te ne vai a cercare qualcosa in cui ti pagano davvero. Qualunque cosa. E quell@ ricomincia, con il prossimo o la prossima disgraziat@.

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Antiautoritarismo, R-Esistenze, Violenza

#GenovaG8: non potete archiviare i nostri ricordi e le consapevolezze!

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Alla funzione risolutrice della magistratura in tutta questa storia non ho mai creduto. La verità su Genova non è processuale. La trovi nei racconti di tante compagne e compagni che se ne fregano dei revisionismi e figuriamoci quanto può interessare la decisione, più che scontata, dell’archiviazione di quel che accadde per le strade allora, nel 2001, durante il G8.

Vorrei fare capire, non so se sono in grado, quello che accadde quando più generazioni da quel momento in poi si trovarono in una posizione di irreversibile conflitto con le istituzioni cosiddette “democratiche”. Quel che fu Genova portò alla luce il disincanto, la delusione di tante mani alzate che cercavano una spiegazione alle legnate mentre ancora dopo un morto, Carlo Giuliani, c’era chi diceva “ma io non ho fatto niente… perché mi hanno picchiato?“.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, R-Esistenze

#OccupyGezi: sciopero ovunque e team trasnazionale di traduttori solidali all’opera

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[Le compagne al Gezi Park]

Ancora dalla Turchia. Mentre si diffondono attraverso i social network gli appelli a portare a Gezi Park quello di cui c’è bisogno (La lista di cui c’è bisogno per dare supporto materiale a #occupygezi: “La lista consiste in: panni di lino o cotone, cacciaviti, lampadine e prese elettriche multiple, cavi elettrici, nastro isolante, martelli pneumatici, carta igienica, assorbenti, sapone liquidi, lampadine portatili o led, pile e torce, congelatori da picnic, tende da campeggio, estintori, stuoie, sacchi a pelo, scatolame, pastasciutta, occorrente da cucina (posate, piatti etc…)), avendo ben chiaro cosa vogliono e cosa chiedono mentre tutte queste persone manifestano, sapendo che lì c’è gente che viene arrestata solo per un twitt, che la repressione è feroce soprattutto contro chi fa video e foto (come avveniva a Genova G8), compagni e compagne di tutto il mondo fanno a gara per fare le traduzioni in tempo reale di quel che accade laggiù.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, R-Esistenze

#OccupyGezi report dalla #Turchia: “Uniti contro il fascismo”!

taksim1mayis6Marina vive e lavora in Turchia.

Dice che ovunque gli slogan urlati sono:

– Governo dimettiti!
– Uniti contro il fascismo (spalla a spalla)
– Media venduti

– Alla festa nel parco la gente ha scritto sulla terra, usando mattonelle rotte: Taksim halkindir- Taksim è del popolo.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, R-Esistenze

#OccupyTurkey: le manifestazioni altrove. Tutto il mondo è paese!

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[La lotta, in Turchia, per riprendersi anche i baci in pubblico che lì pare siano vietati]

Polizia che picchia i manifestanti e che rende illeggibili (o non ha) i propri numeri identificativi. Lacrimogeni altamente urticanti che ti bruciano la pelle e gli occhi. Proiettili di gomma sparati addosso. Mezzi militari lanciati sulla gente che ogni tanto mettono sotto qualcun@. Arrestati torturati nelle caserme. Feriti inseguiti e braccati fin dentro i luoghi di soccorso improvvisato. Perquisizioni casa per casa. Rete wifi sospesa e censurata nei luoghi della repressione.

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Antiautoritarismo, Comunicazione, Precarietà, R-Esistenze

#OccupyMedia: per una semantica che non demonizzi le rivolte sociali

scontri22I media che danno una versione questurina della questione sono tanti. Si dice “scontro” quando due forze contrapposte di eguale misura, armate alla pari, con eguali intenzioni, si contrappongono a farsi guerra. Si dice aggressione quando un gruppo fa un presidio, una manifestazione, arriva gente in tenuta antisommossa e ti prende a manganellate.

La parola “scontri” non è gratis: chiunque la usi stabilisce una verità processuale, sociale, definisce due aree tra le quali quella più debole, fatta di cittadini che si ribellano, manifestano per rivendicare, per esempio, il diritto al lavoro, viene giudicata invece minacciosa per il bene collettivo.

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MenoePausa

Ho cresciuto mia figlia perché sia libera! (di stupri e di omertà)

Io leggo di sentenze e stupri. Non posso fare a meno di pensare a mia figlia. Al posto di quella povera ragazza poteva esserci lei, ché esce spesso, fa tardi la sera, ed è giusto, è bello, perché è una creatura viva, ne ha diritto, cazzo, certo che ne ha diritto.

Non l’ho mica cresciuta per stare in carcere sigillata a pietire tutele per la propria sicurezza. E’ grintosa, meravigliosa, allegra e se qualcuno osasse spegnerle il sorriso o la luce bella che ha negli occhi io davvero non so cosa farei. Mi vengono pensieri troppo orrendi perché non riesco a pensare ad un malcelato senso di giustizia, e so che non sarebbe giusto ma sfido chiunque abbia cresciuto una figlia per essere libera di girare il mondo e diventare grande e poi vedersela trafitta da otto persone con la mente piccola, il cazzo piccolo, la vita piccola, che misuravano la propria grandezza solo in virtù di quello che sarebbero riusciti a fare per sottomettere qualcuna alla loro crudeltà.

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Antiautoritarismo, Comunicazione, Critica femminista

Pd-Snoq: come essere “donne” (di partito) e dettare la “linea” sul femminismo

Su la 27esimaora se la suonano e se la cantano. Una senatrice neoeletta del Pd, branco Se Non Ora Quando, dice che il femminismo ideologico (cioè?!?) andrebbe sostituito dal “femminismo pragmatico” che è stato praticato negli ultimi due anni a partire dalla piazza del 13 febbraio, nazionalista, patriottica, antiberlusconiana, escludente, discriminatoria, bipartisan, politicamente trasversale, interclassista, targata Snoq.

Nel dibattito a tratti surreale che si è scatenato sulla stessa testata c’è un minimo di indignazione e scoprono oggi, per la prima volta, chiacchierando comunque tra “storiche”, che Snoq e il Pd, quali inibitrici di movimenti femministi e stabilizzatrici di sistema, hanno fagocitato, colonizzato, normalizzato, usato, svuotato di senso, orientato e diretto anche a legittimare le donne del Pd, le candidate, tutte cose che a me, che personalmente non sono stata gregaria di nessuna Snoq, non sorprendono per niente.

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MenoePausa

E’ solo uno stupro come un altro

Stamattina mia figlia mi diceva “sappi, mamma, che io la cintura di castità non la metterò mai!” e mi invitava a non stare in silenzio. Sicchè ho bisogno di dire a me stessa in primo luogo, a lei e a chiunque abbia voglia di leggere, qual è la differenza tra un rapporto consensuale e uno stupro.

Dove sta l’elemento di coercizione e come avviene l’equivoco, il fraintendimento, che poi non si tratta né di equivoci né di fraintendimenti ma di intenzioni spicciole, cose evidenti.

Faccio sesso consensuale quando io dico si, lui dice si, usiamo un contraccettivo, un preservativo per non rischiare contagio di malattie sessualmente trasmissibili, ci piace, ed è tutto ok.

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MenoePausa

Ho abortito e sto benissimo

Pensavo. A me, a mia figlia, all’aborto che ho scelto di fare.

Ho preso e sono andata al consultorio, anni fa. Mi hanno chiesto perchè. Sono troppo precaria, ho detto, e comunque non voglio un altro figlio, non sono in grado neppure di mantenere quella che ho già.

Mi hanno chiesto come fosse successo. Il contraccettivo ha fallato nell’incrocio con un antibiotico. Così è successo.

Mi hanno messa in lista d’attesa, perché “sa com’è, c’è solo un ospedale che pratica l’interruzione di gravidanza e quindi ci vuole tempo”.

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MenoePausa

Lui mi voleva vergine

Telefono erotico. Lui mi voleva vergine.

Ma si, ho più di quarant’anni e faccio che sto vergine anche se ho pure partorito. Lo sai tu come ti si è partorito? E chiedilo alla mamma, cocco mio. Ce l’hai la mamma, si? O s’è sparata un colpo in testa per non sentire le tue banalità?

Vediamo… come mi ti faccio verginella on the phone?

Ho la cuffia tutta incellofanata, per ascoltarti devo usarla come fosse la vagina di una adolescente quando pensa che mettersi dentro un tampone interno vuol dire fare un patto col diavolo.

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MenoePausa

Domani è (veramente) un altro giorno?

Si si, lo so. Arriva il giorno nuovo e per me sarà sempre la vecchia merda.

Non volevo mica vincere la lotteria, ma almeno darmi qualche opportunità e darne a mia figlia. C’è da scrivere qualcosa per quelle che la sanno lunga tanto quanto me in fatto di precarietà.

Il giorno che viene tu ti sveglierai all’alba per andare a fare un colloquio con prove tecniche di demenza per dimostrare che sei più idiota della media perché se non sei idiota non ti pigliano. Poi farai due conti e vedrai di capire se ti conviene comprare carboidrati a forma di spaghetto e un tozzo di pane che sarà la tua cena con un filo d’olio. Vedrai l’amica che sta nella cacca quanto te e riderete di questa miserabile sorte che v’è toccata e in più c’è lei che ti dirà che ha il problema che ha avuto un bel rapporto a rischio e allora ha perso la serata precedente in giro per ospedali a cercare una pillola del giorno dopo dato che i custodi della vita, finchè non c’è, perchè quando c’è se ne strafottono, l’hanno boicottata tutto il tempo.

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MenoePausa

Buon otto marzo a tutti/e!

Tra poco ‘sta benedetta data arriva e allora un po’ mi anticipo.

Che sia un giorno buono per le donne alte e basse, magre e grasse, pelose e senza peli, con i nei e senza. Per quelle che sanno ricavare un buon orgasmo e quelle che non sanno com’è fatto. Quelle che non fanno sesso perchè hanno la pancia e quelle che fanno sesso proprio perchè ce l’hanno. Quelle che fanno sesso con uomini che non ci sanno fare e quelle che fanno sesso e basta, con chiunque le faccia star bene.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, Attivismo, Comunicazione, Precarietà, R-Esistenze

Proposta di Manifesto per una Rete tra compagni/e: chiunque tu abbia votato!

cazzateVedo una sofferenza, per la frattura, la tensione che si taglia col coltello, tra compagni e compagne, chi ha votato M5S e chi ha votato altro o non ha votato affatto, chi tenta di sostenere le proprie ragioni e chi altre, con una discussione che mi pare si stia consumando tutta a sinistra, dove la frattura si è determinata, e con l’impossibilità per i vari gruppi di ragionare in modo laico, senza esigere scomuniche in un senso o nell’altro, senza voler per forza dimostrare che chi l’ha votato ha scelto il Male e chi non l’ha votato sia un imbecille. La critica politica fatta senza riuscire a parlarsi per davvero, con l’unica intenzione di accusare e ribadire le proprie verità e dunque quella critica in realtà diventa ostile, è il segno di un rifiuto totale, una esclusione anche umana, con relativa perdita di punti di riferimento, radicamento, rete sociale, talvolta amicale, perfino familiare dove si discute animatamente tra persone che la pensano in modo opposto.

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MenoePausa

Vuoi morire dentro me? (m’hai scambiata per una cripta!)

Telefono erotico.

“Vorrei stare dentro di te… restare dentro di te… morire dentro di te…”

“M’hai presa per un loft o per una cripta tombale?”

Perché è questa cosa dello stabilirtici, dentro di me, con spazzolino da denti, mutande e tutto il tuo corredo, che mi fa impressione. Hai presente quando ti si dice che l’ospite dopo tre gioni puzza? Diciamo che dentro di me comincia a puzzare già dopo qualche ora. E se ci vuoi restare allora ti passo tutte le incombenze.

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