Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Precarietà, R-Esistenze

L’anticapitalismo di convenienza delle missionarie del nuovo ordine femminista

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Vi ricordate il pezzo della femminista Nancy Fraser che ad un certo punto dichiarò come il femminismo, un certo femminismo, quello bianco, coloniale, ricco, che aveva deciso di non considerare la differenza di classe (e neppure di razza in verità) mentre diffondeva il verbo sulla questione della violenza sulle donne, fosse l’ancella del capitalismo? Ve la ricordate? Vi sintetizzo i punti salienti del suo discorso e anche di tante considerazioni lette e fatte dopo. Le femministe si erano concentrate troppo sulla questione della violenza domestica senza considerare gli aspetti intersezionali del problema e favorendo la diffusione di concetti neutri, perché abilmente usati dalle filo/capitaliste, al punto che la questione della violenza sulle donne diventò un brand utile a chiunque per attrarre consenso per partiti, istituzioni, governi (vi ricorda niente?), donne ricche e perfino di destra, che se ne fregavano delle rivendicazioni delle donne sull’aborto o sul diritto di cittadinanza delle migranti, ma ripetevano a memoria parole svuotate di senso giusto per legittimare paternalismo e industria del salvataggio, composta da polizie e istituzioni varie, oltreché di organizzazioni varie finanziate apposta per dedicarsi al problema anche se del problema non sapevano proprio nulla.

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#Islanda: la repressione colpisce anche gli strip club

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di Federica

Nel 2010 l’Islanda decise di bandire gli strip club. Questa decisione è stata vista quasi ovunque come una conquista per le donne tutte, stripper professioniste comprese. Ma approfondiamo di più la vicenda. In quel periodo la famosa testata giornalistica “The Guardian” commentava così la rivoluzionaria decisione del governo islandese e dell’allora primo ministro Johanna Sigurdardottir, prima donna a governare il Paese:
L’Islanda sta velocemente diventano un paese leader mondiale del femminismo. Un paese con una popolazione di appena 320.000 abitanti è sul punto di realizzare ciò che molti considererebbero impossibile: chiudere i battenti dell’industria del sesso.”

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