Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Care amiche: non fate figli. La rivoluzione inizia da un rifiuto!

Da varie città d’Italia arriva segnalazione della presenza di manifesti con slogan omofobi e razzisti siglati da, indovinate un po’, nientemeno che quella organizzazione di buontemponi nostalgici fascisti di Forza N-Uova. In questi manifesti sono riuniti tre concetti chiave della loro propaganda da Dio/Patria/Famiglia: il controllo del corpo delle donne a scopo riproduttivo affinché diano figli alla patria, con relativo premio alla miglior partoriente secondo il Duce (immagino), affinché collaborino al progetto di pulizia etnica (figli italici, giammai figli di immigrati), affinché affermino che l’unico modello di famiglia esistente è quello etero basato su stereotipati ruoli imposti dalla croce biologica.

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Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

O la dai ad un “italiano” o non ti lamentare se ti ammazzano

Lei scrive:

Ciao Eretica,
vorrei segnalare questa serie di commenti sotto all’articolo di Bergamonews che trovi a questo link.
A volte i “commenti”, con il loro carico di odio razziale e colpevolizzazione ad ogni costo della figura femminile, mi provocano più ribrezzo ed angoscia delle notizie stesse.
Non è sufficiente che una ragazza della mia stessa età, a pochi km da me (non che età e vicinanza geografica cambino la gravità di quanto accaduto), sia stata uccisa dal proprio ex per aver osato prendere la decisione di lasciarlo, per aver scelto per se stessa, da donna libera, di chiudere una relazione. Non basta. Dobbiamo anche vedere persone (tante…troppe), adulte e apparentemente ragionevoli, incolpare e infangare con nonchalance, indignati ma per le ragioni più sbagliate.
Parafrasando, ma non troppo: vanno con gli stranieri e poi si lamentano se vengono ammazzate. Ghe sta bè (le sta bene).

A quanto pare con l’essere donna viene ancora oggi la colpa. A prescindere.
Un abbraccio a tutt*.”

Ps: il 90 e passa % di femminicidi vengono commessi da italiani. Le tante donne che vivono relazioni con uomini di altre etnie non muoiono ammazzate. Quando un femminicidio viene commesso da uno “straniero” non è un delitto etnico ma è violenza di genere. D’altro canto ai leghisti e ai razzisti delle donne non gliene frega niente (se ad ammazzarle è un italiano) salvo quando possono veicolare razzismo speculando sulla loro pelle. La pelle di donne morte e non di certo per i motivi addotti dai razzisti.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Autodeterminazione, R-Esistenze, Violenza

Reato di solidarietà: leghisti e m5s disumani

Foto da MeltingPot

 

Niente. Nessuno dice nulla per opporsi. Troppo impegnati a fare altro? E la presunta opposizione dove sta? E il famoso contratto di governo? Bello sapere che l’accordo Lega M5S si sia fondamentalmente basato sulla costruzione di una cultura che premia l’egoismo e massacra la solidarietà. Chissà quanto staranno bene le persone migranti che in questi giorni restano appese ad un filo prima di vedersi rifilata una sentenza di esclusione dagli umani per il proprio colore della pelle o per la propria religione. Sarebbe opportuno sottolineare ancora quello che sta succedendo e quel che non può assolutamente essere tollerato.

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Autodeterminazione, R-Esistenze, Raccontare il femminismo

Raccontare il femminismo: di madre in figlia. L’obbligo di adempiere alle convenzioni sociali

5° capitolo

Di madre in figlia. L’obbligo di adempiere alle convenzioni sociali

 

Lo so, è un titolo lungo ma non ho neppure provato a sintetizzarlo perché penso che contenga moltissimi significati e molte verità che è importante ricordare per capire che non siamo arrivate al punto in cui siamo senza eroine coraggiose e vittime del divieto a poter scegliere.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, R-Esistenze

Quei pistoleri razzisti legittimati da una cultura razzista

Salvini vorrebbe dare il patentino per possedere un’arma agli itagliani che secondo lui avrebbero il diritto alla legittima difesa, ovvero alla giustizia fai da te. Una sorta di pena di morte in un paese che non prevede tale soluzione a nessun reato perseguibile. Ricordo che le armi sono state già usate da alcuni negozianti, ovviamente supportati coralmente dalla Lega, per ammazzare chi, immigrato, aveva semplicemente preso un pacco di biscotti. Ciò vuol dire che non si tratta di aggressioni e reazioni ma del privilegio di detenere il porto d’armi per poi usarlo contro chi osa mettere in discussione la proprietà. Di un pacco di biscotti o di una confezione di caramelle se vogliamo.

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Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie

Ragazze: non abbracciate mai pensieri che generano odio

Lei scrive:

Cara Eretica, volevo parlarti di una cosa complicata e spero di riuscire a spiegarla bene. Spesso parli di femminismo islamico e io sono grata per il fatto di avermelo fatto conoscere. Esistono però altre realtà che negano la mia stessa libertà e insultano le femministe islamiche perché non interpretano il Corano secondo i dettati di uomini integralisti e fanatici. Ma il mondo musulmano non è fatto di questo. Mi sono trovata a frequentare altre che come me vivono con famiglie musulmane ma è errato pensare che in tali famiglie i padri o le madri spingano le ragazze a essere schiave di regole antiche.

Ho visto ragazzine ribellarsi ai padri che volevano solo vederle laureate e indipendenti abbracciando la parte integralista della comunità musulmana. Ho visto italiani che pensano che supportare la comunità sia come dover prepararsi alla guerra. In realtà sono loro i fanatici perché la comunità è fatta di persone che lavorano, che sono migrate per dare un futuro ai figli e che non hanno tempo per pensare alla guerra. Sono persone buone che vengono guardate come fossero il demonio grazie al razzismo diffuso da politici e militanti di destra.

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Io musulmana, femminista, queer e quelle “femministe” che vorrebbero “salvarmi”

di Sveva Basirah

È dura essere una velata, specialmente per i forcaioli salviniani di turno, se poi sei una femminista islamica (per di più convertita, sacrilegio) sei tra la pressa dell’haram police, ovvero i musulmani rigidi e giudicanti, e tra gli increduli bigotti o i fasci della domenica che ti additano come traditrice della patria. La “categoria” che mi fa più rabbia, però, è quella delle/dei femminist* che invece di supportarti, visto che come donna musulmana, nativa e/o di origini straniere o straniera, velata o meno, magari pure queer, quindi ulteriormente discriminata, cerca di affossarti, di liberarti perché “sei oppressa“, perché la religione fa schifo e perché “è patriarcale e non si cambia”.

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E se un giorno mio padre – nero – fosse ammazzato per strada?

Lei scrive:

“cara eretica, sono una ragazza di 19 anni e se esistesse lo ius soli sarei una cittadina italiana. i miei genitori ci hanno portati qui quando mio fratello e mia sorella avevano poco più di 5 anni e io stavo nella pancia di mia madre quindi sono nata qui. la nostra pelle è nera anche se fino a poco tempo fa non me ne preoccupavo perché viviamo in un piccolo centro in cui tutti ci conoscono.

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Antirazzismo, R-Esistenze

Idy Diene, senegalese, ucciso a Firenze: così il dopo elezioni con la vittoria della destra.

A Firenze un tale esce di casa e spara più e più volte, uccidendolo, ad un senegalese, un figlio di un Dio minore. La notizia è già stata quasi archiviata. L’assassino dice che sia stato un caso – ed è subito raptus, come quando si giustifica la violenza di genere attribuendola alla follia – ma su quel ponte passa tanta gente e dunque la scelta chissà quanto sia stata casuale. Chissà quanto abbia inciso la cultura d’odio diffusa contro gli stranieri. Non è stato il primo ad uccidere un senegalese a Firenze. Qualche anno fa un tizio militante di casapound aveva sparato a caso uccidendo due senegalesi e ferendone altro. La comunità ricevette subito solidarietà, manifestammo nel luogo dell’uccisione e nelle piazze ma, in realtà, ci sembrò una faccenda enorme, inverosimile, proprio a firenze, città in cui l’antifascismo esiste e si oppone ai pensieri revisionisti.

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Antifascismo, Antirazzismo, R-Esistenze, Violenza

Del razzista di Macerata e oltre: non fate i nazisti in nome delle donne

Se vuoi sapere quante sono le aggressioni di stampo fascista ti basta andare sulla homepage di antifa/ecn e con un redirect ad una mappa ne trovi di ogni. Trovi anche la cronaca minuto per minuto, dichiarazione per dichiarazione, di quel che è successo a macerata. Non un caso, non un pazzo, ma un nazista ed è caccia ad un complice, si legge chiaramente. Un complice di cui nessuno o quasi parla. Repubblica ha scoperto il sito di ecn l’altro ieri, per via della campagna elettorale e la gara a chi più fa l’antifascista dell’ultima ora dopo anni e anni di sdoganamento fascista e di legittimazione di posizionamenti di estrema destra considerati perfino interlocutori del panorama politico italiano. Non capita soltanto in Italia. Accade un po’ in tutta Europa. I nazi sono al governo in alcune città e hanno fior di parlamentari un po’ ovunque. E ‘affanculo a chi avvisa, resiste alle marce naziste, chiarisce e approfondisce e combatte per rendere più chiaro a chi non vuol sentire né capire che sta succedendo ancora. Istigazione e propaganda nazista. Elezioni “democratiche” dei fasci e poi violenza giustificata, istigata, osannata, in nome del fottuto amor patrio e della paraculata dell’uso della bandiera italica.

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Il nazi e la caccia omicida contro i “neri”

Valeria scrive:

Cara Eretica, spero che tu almeno possa apprezzare questo sfogo che mi è venuto dal cuore nel leggere di ciò che è successo oggi a Macerata.

Oggi è una brutta giornata per l’Italia. E’ la giornata in cui sei innocenti hanno raccolto ciò che anni di discorsi xenofobi e perpetrazione dell’apologia di fascismo hanno seminato. E’ la giornata in cui nessuno sembra volersi prendere le proprie responsabilità. “La violenza non è mai la soluzione” scrive qualcuno che fino a ieri incitava tra le righe (ma anche non troppo) alla violenza e alla “sempre legittima” difesa. “La violenza è sempre da condannare. E chi sbaglia, deve pagare.” prosegue. Con che coraggio afferma ciò una persona che rappresenta il volto delle campagne prima antimeridionali, poi xenofobe e pseudo-fasciste degli ultimi anni? Con quale coraggio si può affermare una cosa del genere dopo che i fatti di Macerata sono ad opera di un ex candidato ( candidato a giugno 2017) della Lega Nord?

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L’attivismo per i diritti degli uomini (MRA) è la porta d’accesso per l’Alt-Right

La versione originale di questo post sta QUI – Traduzione militante di Isabella

Articolo di David Futrelle

Christopher Cantwell ha talento per farsi notare. Il trentaseienne suprematista bianco con uno show radiofonico su Internet e una lunga storia di retorica violenta è stata una delle figure più visibili dei raduni di #UniteTheRight di Charlottesville.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Questa Donna No, R-Esistenze

#CharlottesVille: La verità sulle donne e la supremazia bianca

KKK women blinded from burning crosses in 1956. Photo: Bettmann/Bettmann Archive

Articolo originale qui. Traduzione militante di Isabella.

Scritto da Laura Smith

Quando la foto segnaletica di James Alex Fields Jr. fu divulgata dopo che egli aveva guidato il suo Dodge Challenger attraverso una contro protesta a Charlottesville, nessuno rimase sorpreso da ciò che l’immagine rivelò: un giovane uomo bianco con un taglio neo-fascista. Figure di “estrema destra” come Richard Spencer attiravano quasi tutti i riflettori dei media interessati a dare risalto al nazionalismo bianco, creando l’impressione che si trattasse di un movimento per soli uomini e, come molti sottolinearono, i suprematisti bianchi che si radunarono quel sabato erano principalmente uomini.

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About Emily

NASCITA –> MATERNE –>  ELEMENTARI –>  MEDIE –>  SUPERIORI  –> UNIVERSITA  –> LAUREA  –> CERCO LAVORO –> MUTUO –> COMPRO LA MACCHINA –> PROGRAMMO DEI FIGLI

Emily non era questa. Emily cercava se stessa. Emily voleva viaggiare. Aveva il mondo nelle vene. Emily aveva due tartarughe ed amava un ragazzo nero. Aveva bracciali e collane fatte con cauri. Emily metteva scarpe colorate e jeans. Emily amava la vita. E la libertà. Ma che cos’è la libertà? Non l’aveva mai conosciuta, era riuscita solo ad immaginarla. Emily quando era triste mangiava. E a volte vomitava. Poi smetteva. Perché lei era forte. Era vita. Era più di questo. Più di quello che gli altri vedevano. Emily era quello che gli altri non vedevano. Era così profonda che solo pochi riuscivano a scorgerne l’essenza. Odiava le prigioni mentali, i circoli viziosi. Emily amava l’Africa.

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Non basta parlare di appropriazione culturale

Immagine di: Alannah Giannino

 

By Ijeoma Oluo Tradotto da Sara Elena

(Articolo in lingua originale QUI.)

Qualche settimana fa, mi sono ritrovata con un gruppo a discutere di uno spettacolo che avevo visto la settimana prima. Lo spettacolo, Disgraced, è un’opera molto interessante e estremamente complessa che parla di razza, religione e genere. Di quello che era successo sul palco davanti ad un pubblico a maggioranza bianca a Seattle, ci sarebbe stato moltissimo di cui parlare tra di noi.

E invece stavamo parlando di appropriazione culturale. Solo ed esclusivamente appropriazione culturale. Continua a leggere “Non basta parlare di appropriazione culturale”