Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Culture, Pubblicazioni, R-Esistenze

La morale ai tempi dei social network

Psico-Polizia-3

Prologo

Quando decisi di aprire un account in un social network non prevedevo che avrei così legittimato la nascita e la divulgazione di una morale fluida che avrebbe influito nella vita reale nelle discussioni pubbliche. Sapevo delle profilazioni, del fatto che ogni mio bisogno sarebbe stato intercettato e venduto ad aziende che poi mi avrebbero tartassato di marketing pubblicitario. Non pensavo che le conseguenze fossero così devastanti. Ad un certo punto mi sentii la protagonista di Ubik (di Philip K. Dick) costretta a litigare con il mio frigorifero che imponeva una tassa se non avevo comprato questo o quel prodotto. Pensavo a Minority Report, con il protagonista intercettato ad ogni angolo di strada, massacrato da annunci pubblicitari, inviti accattivanti a comprare qualunque cosa.

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Psico-Polizia-3

Prologo

Quando decisi di aprire un account in un social network non prevedevo che avrei così legittimato la nascita e la divulgazione di una morale fluida che avrebbe influito nella vita reale nelle discussioni pubbliche. Sapevo delle profilazioni, del fatto che ogni mio bisogno sarebbe stato intercettato e venduto ad aziende che poi mi avrebbero tartassato di marketing pubblicitario. Non pensavo che le conseguenze fossero così devastanti. Ad un certo punto mi sentii la protagonista di Ubik (di Philip K. Dick) costretta a litigare con il mio frigorifero che imponeva una tassa se non avevo comprato questo o quel prodotto. Pensavo a Minority Report, con il protagonista intercettato ad ogni angolo di strada, massacrato da annunci pubblicitari, inviti accattivanti a comprare qualunque cosa.

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ManLand, Progetti Narrativi, Scrittura, Storie

ManLand: negare il consenso e vietare l’aborto

Segue dal primo capitolo che potete leggere QUI. E dal secondo che trovate QUI.

Capitolo 3 – Negare il consenso e vietare l’aborto

A ManLand il consiglio degli Anziani aveva già provveduto ad educare bambini e bambine affinché ciascuno compisse il proprio dovere. Tenevano molto alla felicità delle famiglie e non c’era famiglia più felice di quella in cui lui teneva ben saldi degli speciali tappi per orecchie e lei evitava di porre quesiti sui buchi che lui faceva sui preservativi.

I tappi avevano caratteristiche precise:

  • filtravano le chiacchiere della donna
  • producevano rumore bianco per non turbare lui quando lei opponeva un rifiuto
  • suonavano marcette allegre per segnare i tempi di avanzata e ripresa durante i rapporti sessuali

Le comitive di uomini che si riunivano per realizzare lavoretti artigianali colmavano il vuoto sociale e svolgevano opera di ascolto e apprendistato sotto la attenta supervisione del vice Anziano in carica. La produzione artigianale constava di:

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ManLand, Progetti Narrativi, Scrittura, Storie

ManLand: molestie sessuali

Segue dal primo capitolo che potete leggere QUI.

Capitolo 2 – Molestie sessuali

Manland poteva vantare un corso di educazione sessuale il cui programma era stato redatto dai vertici degli Anziani.

Bambini e ragazzini potevano usare lo strumento scelto all’occorrenza: la bambola gonfiabile. Il vice Anziano che teneva il corso provava in tutti i modi a invogliare i piccoli a toccare le zone tonde della bambola. Per avvicinarli alla materia proponevano di usarla come punta spilli. Bimbi felici al guizzo volatile della bambola sgonfia.

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ManLand, Progetti Narrativi, Scrittura, Storie

Nel mondo degli uomini

sottotitolo: Mille e uno modi per distruggere l’autostima delle donne.

Capitolo 1 – Molestie sessiste

A Manland l’educazione primaria era stabilita dal consiglio degli anziani. Divisione per sesso, con abilità fornite solo ai bambini. Dopo le prove teoriche i bimbi, divenuti poi adolescenti, venivano muniti di forbici e seghe tradizionali. L’uso di tali strumenti era decisamente sollecitato dagli anziani.

Le bambine dovevano solo manifestare apprezzamento e sottomissione nei confronti dei desideri maschili. A loro si diceva che avrebbero dovuto essere brave madri e mogli. I maschi si esercitavano nella scelta della femmina perfetta per soddisfare i loro gusti sin dalla più tenera età.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, Storie

Scrawl On The Medieval Wall

un racconto
di Elena Donadon

Vivo in un appartamento con altre due creature. Uno è un uomo, l’altra una femmina.
È surreale pensare che solo poche settimane fa ci toccava aspettare le 9 per un tramonto appena accennato che ci concedesse di iniziare a mangiare. Stomaco che brontolava di fame ma no, per qualche motivo cenare con la luce del giorno ancora presente era fuori discussione.
Ogni volta pensavo la stessa cosa, o meglio, ripetevo a me stessa una citazione sentita da qualche parte. Un film, forse. Una vecchia serie TV. All’epoca non le chiamavamo serie, erano sceneggiati, serial televisivi, film a puntate, FICTION. In ogni caso, nella scena un indiano Cheyenne si rivolge ad un bambino orfano, che dopo aver consultato il preziosissimo orologio da taschino dell’amatissimo padre dichiara di voler mangiare. L’indiano gli risponde che solo l’uomo bianco guarda l’orologio per sapere se ha fame.
Cazzo. Vero. Eppure la saggezza nativo-americana non aveva fatto presa ed ero anche io schiava dell’orologio del microonde.
20.15 groan NO.
20.32 groan groan NO DAI.
20.37 groan groan bluuurp ASPETTA TI HO DETTO.
20.58 groan groan bluuurp GROAN! OK.

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