Autodeterminazione, Comunicazione, R-Esistenze

Celebrare l’omosessualità e l’Islam

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Troy Jackson – Photography Samra Habib

 

Testo: Aimee Mclaughlin – da Dazed Digital – traduzione di Donatella 

Samra Habib è la fotografa che documenta apertamente i musulmani omosessuali da tutto il mondo

Siamo onesti, l’omosessualità e la religione non sono mai stati una coppia a proprio agio. La fotografa nata in Pakistan Samra Habib spera di sfidare i cliché e le supposizioni fatte da entrambe le parti in causa attraverso la sua serie di foto lanciate in questo periodo, Just Me and Allah: A Queer Muslim Photo Project.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

L’inchiesta scandalo de Il Giornale: centri sociali come luoghi di perdizione!

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Avete letto l’ultima trovata shock de Il Giornale? Hanno mandato un ragazzo con l’espressione da Urlo di Munch in giro per Centri Sociali, o per lo meno attualmente ne ha recensito uno, il Ri.Make. Che il Giornale e il Centro Destra milanese nutrano una evidente avversione nei confronti dei centri sociali non è cosa nuova per nessuno. Che li descrivano come luoghi di perdizione, depravazione e satanismo (talvolta) è già cosa nota. Mancava il piglio da Le Iene, a violare la privacy di persone che non hanno autorizzato nessuno a filmarli e poi a pubblicarne le immagini su un quotidiano. Eppure quest’uomo in balìa di un viaggio nel regno del terrore insiste su questo dettaglio ad ogni piè sospinto. Due pesi e due misure. Egli può infiltrarsi e raccattare qualche dettaglio buono per fare titoli sensazionalisti ma gli altri non possono praticare militanza con occupazione di spazi che vengono restituiti alla collettività per farne luoghi di incontro e di iniziative politiche che hanno un senso ben preciso.

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Attivismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Il femminismo un giorno sarà contro l’aborto, se continua su questa strada

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Da IncrociDegeneri:

Leonor Silvestri parla con Florencia Arriola dell’amore, dell’eterosessualità, del capitalismo, della sorellanza o dei “territori morali” che impone anche il femminismo. Traduzione da Pikara magazine

Ha saputo essere una filologa antica e, anche se ha vissuto molte morti nella sua esistenza, oggi si dedica a dare lezioni a casa sua come una sofista dell’antichità. Poco umana e radicale, decostruttrice dell’amore romantico e distruttrice dell’eteronorma, Leonor Silvestri fa poesia, scrive, pratica sport di combattimento e balla dancehall e reggaeton. Sono questi i modi in cui accresce la sua potenza  e si reinventa, mentre cerca nuovi artifici che mettano all’angolo l’eterocapitalismo

Come sono cominciati il tuo attivismo e la tua militanza? Continua a leggere “Il femminismo un giorno sarà contro l’aborto, se continua su questa strada”

Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze, Recensioni

Whitewashing e dintorni. Stonewall sbiancata e riscritta da Hollywood

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Da IncrociDegeneri:

Il 25 settembre uscirà nelle sale degli Stati Uniti Stonewall, scritto da Jon Robin Baitz e diretto da Roland Emmerich, un film sulle rivolte che ebbero luogo il 28 giugno 1969  come risposta ad una delle tante retate della polizia nell’omonimo bar del Greenwich Village. L’uscita del trailer ha già sollevato un’ondata di critiche da gran parte della comunità LGBT+, critiche che sottolineano come  la pellicola  cancelli le trans e le drag queens di colore  e, nonostante le dichiarazioni di veridicità, sostanzialmente  riscriva un’altra storia attraverso un’operazione di whitewashing e di genderwashing.

Al centro  della narrazione filmica appare infatti Danny Winters,  maschio, bianco, giovane, belloccio e gay, che, secondo gli autori, sarebbe stato il motore della rivolta, scagliando la cosiddetta  prima pietra.  In realtà, i motori della rivolta furono drag queens, transessuali, butch, molte delle quali di colore, come Sylvia Rivera, una trans di Puerto Rico, le drag queens nere  Marsha P. Johnson e Miss Major, l’icona butch Stormé de Larviere e la femminista bisessuale Brenda Howard che organizzò il primo Pride: furono loro a iniziare la rivolta contro la retata repressiva di quella notte e più in generale contro le violenze e gli abusi quotidiani, tirando scarpe con i tacchi, bottiglie e pugni. Ma mentre Marsha P. Johnson compare come personaggio secondario e Stormé de Larviere è interpretata da una donna bianca, Sylvia Rivera e Miss Major nemmeno appaiono nel film. Completamente forcluse, avrebbe detto Lacan.

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Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Omonormatività: che cos’è, e perché danneggia il nostro movimento

Da QueerNotes.

Omonormatività: che cos’è, e perché danneggia il nostro movimento

Laura Kacere – tr. it. Jinny Dalloway & Agnes Nutter

L’ “omonormatività”, un fenomeno che esiste da molto prima del termine stesso, è considerato da molte persone qualcosa di distruttivo per il movimento dei diritti queer e per la comunità queer nel suo complesso.

“Omonormatività” è un termine che riguarda i problemi legati al privilegio che vediamo nella comunità queer di oggi, e che si intersecano con il privilegio delle persone “bianche”, con il capitalismo, il sessismo, la transmisoginia e il cisessismo, tutti elementi che finiscono per escludere molte persone dal movimento per uguali diritti e una maggiore libertà sessuale.

Quindi, cosa vuol dire e, soprattutto, come si manifesta l’omonormatività nelle nostre vite quotidiane? Continua a leggere “Omonormatività: che cos’è, e perché danneggia il nostro movimento”

Affetti Liberi, Antiautoritarismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Sessualità, Storie

Sono bisessuale. Amo lui e lei. Qualcosa da ridire?

imagesIo vita, bellezza, fuoco, aria, sensualità e pelle, carne, liquidi.

Io femminista, anarchica, queer, combattente, ribelle, resistente.

Io unguento, aroma, sapore, linfa, sangue, ferita, cura.

Non so come si ami una persona sola, perché io ne ho sempre amate molte e tutte assieme. Non so come si stia a contatto con un corpo se l’altro non mi è accanto contemporaneamente. Non so cos’è il dolore se non quando sono costretta a rinunciare ad essere quella che sono.

Hanno detto di me che sono sfida, capriccio, insulto, veleno. Perché allora, se vedo la mia immagine riflessa, vedo solo un corpo che attende di essere amato?

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Sono bisessuale? Poliamorosa? Queer? Cosa?

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Bis. Bise. Bisessu. Bisessuale. C’è voluto un po’ per dirlo, perché non mi piacevano le etichette e perché non avevo voglia di autodefinirmi, di essere così incerta. Ché poi, in realtà, incerta non lo ero affatto. Lo erano altri o altre. Lui che amava sentir raccontare di avventure con altre donne perché pensava di poterci stare in mezzo, tra due donne, lì per lui. Oh, quanto si sbagliava. Quanto si sbagliavano quelli che pensavano che non eravamo in grado di godere senza un cazzo. E poi c’era lei che quando le parlavo del mio rapporto con un uomo preferiva non sapere, negava quel pezzo importante della mia vita, la infastidiva. Chiedeva solo: “ma come fai?”. Chiudo gli occhi e mi faccio trasportare dall’olfatto, la pelle, la chimica, l’attrazione che non esiste solo in base ad alcune eguaglianze o differenze. Succede. Tutto qui.

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Mamma queer

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Un’altra storia. Un’altra madre. Buona lettura!

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Vi scrivo per raccontare un’altra storia di maternità (pffff), la mia storia di persona agender che si è trovata a scommettere sull’ignoto, l’irrazionale della gravidanza e della maternità.
Incontri una persona queer, come te, ma poi tu resti incinta e te ne vai dall’altra parte del mondo per stare vicino a una collettività di compagne/famiglia, scelta e non, in grado di rendere sostenibile la tua vita e quella di chi verrà. Non prima di aver chiamato tutt* per capire se c’è la volontà anche collettiva di accollarsi questa esperienza.

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Mai partecipato a un’orgia? Per me è stata una boccata d’ossigeno!

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Siria, 26 anni, nata e cresciuta in un paese straniero, circa un anno fa ho concluso una storia con un uomo che mi dava piacere, sessualmente, ma mi trattava con disprezzo. Ero insicura, pensavo fosse colpa mia, invece lui era semplicemente molto stronzo e aveva un’opinione così brutta delle donne al punto da renderlo intrattabile. Le giudicava tutte allo stesso modo, si rammaricava del fatto che mi desiderasse e ogni volta che faceva sesso con me era come se fosse l’ultima, con passione, rabbia, disperazione. Poi, quando concludevamo, lui mi trattava come se io fossi la sporca tentazione che lo induceva a restare legato alle cose terrene. E dire che non era praticante di alcuna religione. Solo molto narcisista dopotutto, e pieno di paure, perché non tollerava di essere dipendente, in senso fisico, e non tollerava perciò di desiderarmi. Ho provato a concludere quella storia molte volte. Lui veniva sempre a cercarmi e dopo una bella notte di sesso, il giorno dopo, mi trattava esattamente come prima.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Femministese, R-Esistenze

Luisa Muraro: i generi oltre uomo/donna non sono “travestitismo generalizzato senza ricerca soggettiva di sé”

tumblr_meb84v6CI01rysiszo1_500E’ solo mia l’impressione che ogni volta che Luisa Muraro esprime il suo pensiero allo stesso tempo spira un vento fortemente reazionario?

Non è la prima volta che il suo punto di vista contrasta la questione dei generi, tra l’altro distorcendo l’opinione di Judith Butler, rendendola funzionale alla negazione stessa di quel che Butler racconta. Perché, così Muraro scrive: “la gender theory dei cinque generi ha qualcosa di doppiamente aberrante” e perché “la differenza sessuale si avviava ad essere esclusa dalle cose umane, per essere sostituita da un travestitismo generalizzato senza ricerca soggettiva di sé“.

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#Queer #Bdsm: quelle che sono strane due volte!

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A commento di questo racconto è arrivato un altro pezzo di vita che condivido con voi. Buona lettura!

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Bisessuale (anche se ormai come termine lo trovo pure abbastanza ristretto visto che la mia natura è indefinibile in quanto tale, fortunatamente sono uscita fuori dall’ottica di attrazione verso maschi/femmine e sentendomi estremamente vicina al movimento mi dico semplicemente queer o pansessuale) e.. sono amante del BDSM.

Diciamo che convivere con le due preferenze non è facile. Tra mille banalizzazioni, stereotipi e pregiudizi. Nell’ignoranza ti bollano come malata e quando gli domandi il perché ti rispondono “che non è normale, è estremo, troppo da malati” affibiandoti anche etichette e presunte malattie mentali, poi scopri che questa gente del BDSM non sa nulla o ne ha una visione tristemente stereotipata. Non conoscono la storia, le origini, le pratiche e soprattutto il fine.

Se tenti di spiegare loro che spesso non è necessaria nemmeno una penetrazione o un qualunque tipo di “violenza”. così come la definiscono, ma gran parte del lavoro è frutto di psicologia (tanta), di sguardi, di parole, di gesti, di comportamenti, dove le pratiche vere e proprie arrivano dopo sempre se arrivano. Ecco lì ti guardano ancora più strano. Il BDSM e le sue pratiche sono infinite nella loro possibilità e solo chi lo pratica può dire cosa quando e come. E io, da sempre amante dell’Arte, non potevo non avvicinarmi ad esso, perché Arte è, visto il bagaglio culturale enorme che queste pratiche si portano dietro.

Non so se ciò è dipeso dal mio orientamento ma non credo. Penso che ognuno abbia le sue attitudini e per quell* come noi è più difficile perché “semo strane il doppio” ma poi ecco che di tanto in tanto qualcuno con cui parlarne liberamente c’è, qualcuno curioso magari o qualcuno interessato a conoscere quel vastissimo mondo e lo fa senza giudicare. Io ho avuto la fortuna di conoscerle senza pregiudizi alcuni, scoprire tante cose nuove e quando puoi essere te stessa senza subire bigottismi ed etichette di ogni sorta è una liberazione.

La mente ristretta non riesce a comprendere perché oltre alla sua di visione non esiste altro, ecco perché vanno giù di etichette, troppa fatica per loro, troppa richiesta di pensiero, ragionamento, si perdono in mezzo a quello che per loro è un casino e per noi invece..la naturalezza più totale. Io ormai ho il radar. Riconosco il bigotto a distanza..e me lo tengo lontano fin dall’inizio. Rotture di coglioni evitate e vivo felice e contenta fiera di me stessa.
Ah, ovviamente anch’io in un mondo di “normali che si vantano di essere normali” mi sono sentita sbagliata. Ma poi osservando questi presunti normali ti accorgi che non c’è nessun vanto ad essere come loro, ci arrivi, non sto qui a dilungarmi troppo sul come ma mi auguro che tutte e tutti quelli che si sentono fuori posto lo capiranno presto, un giorno.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, Sessualità, Storie

Lesbica attempata e irriverente festeggia ereticamente l’ottomarzo all’estero

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di Antonella

Serata al pub. Qui funziona che si balla quando e dove vuoi. Vestiti ognuno come vuole. Né trendy né altro per divertirti. Come as you are. Ma essere almeno un po’ ubriachi, quello si, aiuta. E’ per questo che i miei amici e colleghi di qua mi apprezzano: io ballo senza aspettare di essere brilla. Sempre e di fatto faccio da spazzaneve, disinibisco un po’ tutti – loro che di solito aspettano la terza pinta per smettere di vergognarsi di fare cose allegre in pubblico – e mi seguono, contagiati dal mio modo di muovermi che a loro sembra esotico e adattissimo alla musica anni ottanta che è ritornata prepotentemente in voga. Io mi sono guardata bene dallo spiegare loro che invece è l’unico modo in cui so ballare, proprio perché non ballavo dagli anni ottanta, ecco. Per dire.

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Affetti Liberi, Antiautoritarismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, R-Esistenze, Sessualità, Storie, Storie Queer

Bisessualità, amori queer, logiche binarie e diffidenze

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Sono Fiorella e voglio raccontarti la mia esperienza a proposito di bisessualità. A dir la verità non sono poi così sicura che c’entri qualcosa, perché io non mi sento racchiusa in nessuna categoria, inclusa quella dei bisex. Potrei avere storie con uomini, donne, transgender, non mi pongo limiti e non ne ho mai avuti, in effetti. Ho avuto storie con uomini che amavano me e poi hanno amato altri uomini. Ho incontrato donne che si dichiaravano lesbiche e che pensavano fosse opportuno per me dichiararmi tale. La mia storia è questa:

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Autodeterminazione, R-Esistenze, Sessualità

A #Milano il 6/7/8 giugno c’è Ladyfest: il festival queer e femminista!

LogoA Milano, presso lo Zam, lo spazio che gente disinformata voleva far chiudere, compagn* organizzano una tre giorni piena zeppa di belle iniziative. In basso leggete il loro comunicato. Buona lettura e buona tre giorni!

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La Ladyfest – il festival queer e femminista di cultura indipendente – arriva a Milano

Dal 6 all’8 giugno workshop, incontri, performance, concerti, proiezioni su corpi, sessualità e piacere

Dal 6 all’8 giugno arriva a Milano la Ladyfest. Il festival queer e femminista, nato nel 2000 negli Stati Uniti, prenderà il via nello spazio liberato Zam di via Santa Croce 19 (zona Ticinese). Al centro dell’happening il desiderio di indagare il corpo, le relazioni e la sessualità. Per tre giorni ci saranno laboratori, incontri, concerti, proiezioni e performance che daranno la possibilità di scoprire, a chi parteciperà, nuove possibili forme di relazione. Si potrà sperimentare in sicurezza – una sicurezza non repressiva e non normativa- in un luogo protetto che mescola i generi e performa le identità, lontano dal sessismo quotidiano, dall’omofobia e dalla transfobia.

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Contributi Critici, Critica femminista, Culture, R-Esistenze

Beatriz Preciado. Moltitudini queer- Note per una politica degli anormali

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Da Incroci De-Generi:

Traduzione di Dalila Ingrande dell’articolo Multitudes queer, notes pour une politique des “anormaux”, da http://multitudes.samizdat.net

Beatriz Preciado

Università di Paris VIII

Moltitudini queer: note per uma politica degli “anormali”

 Abstract: questo articolo tratta della formazione dei movimenti e delle teorie queer, della loro relazione con i femminismi e dell’utilizzo politico di Foucault e Deleuze. Esplora inoltre i vantaggi epistemologici e politici, per la teoria  e il movimento queer, dell’uso della nozione di “moltitudine” in relazione a quella di “differenza sessuale”. Differentemente da ciò che accade negli Stati Uniti, in Europa i movimenti queer si ispirano alle culture anarchiche e alle emergenti culture transgender per combattere l’”Impero Sessuale”, proponendo, come è noto, una deontologizzazione delle politiche delle identità. Non c’è più una base naturale (“donna”, “gay”, etc.) che possa legittimare l’azione politica. Quello che importa non è la “differenza sessuale” o la “differenza degli/ delle omosessuali”, ma  le moltitudini queer. Una moltitudine di corpi: corpi transgender, uomini senza peni, gounis garousciborg, donne butch, uomini lesbici, eccetera. La “moltitudine sessuale” appare, così, come il soggetto possibile della politica queer.

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