E’ da un bel po’ che alcune signore, incapaci di conversare via web in modo civile, mi insultano utilizzando il gergo più sessista che ci sia. Riassumo: io sono una femminista che parla con i maschi, non ne disdegna le idee, le opinioni, non li tratta come fossero ritardati, descrivo su questo blog molto che li riguarda, perché alcuni mi affidano i loro racconti o perché qualcuna ha qualcosa da dire che li riguarda, non ho una scrittura pudica che lesina dettagli quando si parla di relazioni, incluse quelle sessuali, poi mi piace sapere quel che succede alle donne che si occupano di pornografia, insultate anche loro con maggiore frequenza, o a quelle che di mestiere fanno le sex workers, combatto contro un moralismo che ci sta distruggendo e che ci sta fottendo il femminismo e faccio molte altre cose che qui potete leggere. Perciò, nell’ordine, mi hanno scritto di essere: una troia del patriarcato, una che si fa “inculare” dai padri, una che è pagata dalla maschilisti s.p.a., una che ammicca ai puttanieri, una che sarebbe collusa con i papponi, una “genuflessa al maschilismo” e poi, ancora, una che scrive per “rimorchiare” e infine, detta oggi, via mail, forse perché disturbate per la mia lezione di pompinologia, sarei la “bocca di rosa tra le blogger”. 😀
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