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Perché questa foto per il Photo Vogue Festival 2017?

Update: Dopo tutto il casino fatto Vogue ha sostituito la foto con quest’altra.

Che ne dite? L’immagine fa parte di una serie non proprio bella dell’autore Steven Maisel. Laura segnala questa foto (in particolare, perché scelta come pubblicità del festival di cui lei stessa parla) e scrive:

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Spot Audi: liberarsi dei ruoli di genere normativi è rivoluzionario

A Natale, in Spagna, Audi ha diffuso questo spot contro gli stereotipi di genere. Parla del mondo diviso a metà, rosa per le femmine, azzurro per i maschi, alcuni giochi per le femmine ed altri per i maschi. In un racconto fiabesco nel video prende corpo una contro narrazione con un sovvertimento dei ruoli senza che a chi sovverta sia consegnato uno stigma negativo. Ricordate che la normatività è reazionaria e che ribellarsi per appropriarsi del diritto a vivere come ci pare è rivoluzionario. Grazie ad Audi, e chissà se mai vedremo in Italia un simile spot.

Le pubblicità che evocano il modello di donna anni ’50

Unknown2Giorni fa sentivo mia figlia bestemmiare. Le chiedo: cara, che succede? Mi dice che non ne può più di vedere in tv la donna sullo stile anni ’50 che non fa altro che cucinare per la famigghia (etero), o si immola sull’altare della patria dichiarando di averci l’istinto materno. E poi, mi dice: “c‘è quella tipa della pubblicità del latte in polvere che mi fa venire l’orticaria. Ogni volta che la vedo spuntare ho voglia di avere in mano un lanciafiamme, e ti giuro che non sono affatto violenta, anzi. Ma se c’è un pensiero che mi viene spontaneo è quello che dice “abbattetela”“. Ovviamente non intende in senso reale, la mia prole scherza e non farebbe del male ad una mosca, ma è un modo colorito e oltremodo diretto di esprimere la sua opinione.

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#Findus: nuovo spot gay-friendly con coming out del figlio!

Ieri ho visto il nuovo spot della Findus, marchio che fa ora parte di un megagruppo britannico che produce surgelati e affini. Due uomini cucinano i 4 salti in padella e un ragazzo presenta l’altro alla madre e le dice “questo è il mio compagno”. La madre  risponde “l’avevo capito” e insieme mangiano felici e contenti. 

E’ il capitalismo buono che mostra la sua faccia solidale giacché tutte le faccende identitarie diventano brand perché corrispondono a un target di vendita. Ci trovassimo in un paese dalla cultura meno omofoba e fosse una faccenda un po’ più inflazionata: domani, invece che vedere il pinkwashing che usa il “brand” donne per vendere o per legittimare istituzioni e governi userebbe anche gay, lesbiche, trans. Per ora ci teniamo solo questi piccoli e timidissimi spot. Immagino che gruppi di genitori inferociti chiederanno che lo spot sia fatto fuori per il bene delle loro creature.

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Lui, lei e l’uomo/bambino cacciatore

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Pubblicità del Salame Cacciatore [Video]. La mamma affetta il salame, il papà ne prende un pezzetto, il bambino ne ruba due fette, la bimba gli si avvicina, lo seduce e lui non può fare a meno che offrigliene una, la fetta, di salame. Voce in sottofondo che dice “L’uomo è cacciatore”, come dire che non c’è altra possibilità che quella.

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