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Pandora o Swarovski? Sessismo e classismo sono evidenti!

In questi giorni alcune foto di manifesti pubblicitari sono state diffuse per opporre critica agli stereotipi sessisti che essi contenevano. La prima quella di Pandora, che vende gioielli da quel che ho capito, e che ha presentato uno slogan con un punto di domanda. Ad una donna cosa piacerebbe le venisse regalato? Una padella, una roba x o un gioiello? Conclusione logica vorrebbe che la donna desidererebbe sicuramente il gioiello. E’ una domanda a risposta chiusa. Ti pone alternative che valorizzino il prodotto venduto. Diverso sarebbe stato se si fosse scritto: “Un viaggio in giro per il mondo, un ottimo lavoro o un gioiello?”. Sfido chiunque a scegliere il gioiello invece che il viaggio o il lavoro.

Grazie a Un Altro Genere di Rispetto per aver diffuso la foto.

 

La scelta di oggetti casalinghi non serve a stabilire la giustezza di stereotipi sessisti. Lo stereotipo sessista è nella risposta chiusa: il gioiello, come se una donna non avesse altre alternative se non quelle. In questo senso la pubblicità è sessista ovvero oppone due modelli speculari, la donna con la padella (non in quanto padella perché la padella ce l’ho anch’io e mi è utilissima) o quella con il gioiello. La prima figura indica il modello della casalinga disperata e il secondo quello di una donna che in ogni caso non ha autonomia economica ma si aspetta il gioiello in regalo.

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Perché questa foto per il Photo Vogue Festival 2017?

Update: Dopo tutto il casino fatto Vogue ha sostituito la foto con quest’altra.

Che ne dite? L’immagine fa parte di una serie non proprio bella dell’autore Steven Maisel. Laura segnala questa foto (in particolare, perché scelta come pubblicità del festival di cui lei stessa parla) e scrive:

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Spot Audi: liberarsi dei ruoli di genere normativi è rivoluzionario

A Natale, in Spagna, Audi ha diffuso questo spot contro gli stereotipi di genere. Parla del mondo diviso a metà, rosa per le femmine, azzurro per i maschi, alcuni giochi per le femmine ed altri per i maschi. In un racconto fiabesco nel video prende corpo una contro narrazione con un sovvertimento dei ruoli senza che a chi sovverta sia consegnato uno stigma negativo. Ricordate che la normatività è reazionaria e che ribellarsi per appropriarsi del diritto a vivere come ci pare è rivoluzionario. Grazie ad Audi, e chissà se mai vedremo in Italia un simile spot.

Le pubblicità che evocano il modello di donna anni ’50

Unknown2Giorni fa sentivo mia figlia bestemmiare. Le chiedo: cara, che succede? Mi dice che non ne può più di vedere in tv la donna sullo stile anni ’50 che non fa altro che cucinare per la famigghia (etero), o si immola sull’altare della patria dichiarando di averci l’istinto materno. E poi, mi dice: “c‘è quella tipa della pubblicità del latte in polvere che mi fa venire l’orticaria. Ogni volta che la vedo spuntare ho voglia di avere in mano un lanciafiamme, e ti giuro che non sono affatto violenta, anzi. Ma se c’è un pensiero che mi viene spontaneo è quello che dice “abbattetela”“. Ovviamente non intende in senso reale, la mia prole scherza e non farebbe del male ad una mosca, ma è un modo colorito e oltremodo diretto di esprimere la sua opinione.

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#Findus: nuovo spot gay-friendly con coming out del figlio!

Ieri ho visto il nuovo spot della Findus, marchio che fa ora parte di un megagruppo britannico che produce surgelati e affini. Due uomini cucinano i 4 salti in padella e un ragazzo presenta l’altro alla madre e le dice “questo è il mio compagno”. La madre  risponde “l’avevo capito” e insieme mangiano felici e contenti. 

E’ il capitalismo buono che mostra la sua faccia solidale giacché tutte le faccende identitarie diventano brand perché corrispondono a un target di vendita. Ci trovassimo in un paese dalla cultura meno omofoba e fosse una faccenda un po’ più inflazionata: domani, invece che vedere il pinkwashing che usa il “brand” donne per vendere o per legittimare istituzioni e governi userebbe anche gay, lesbiche, trans. Per ora ci teniamo solo questi piccoli e timidissimi spot. Immagino che gruppi di genitori inferociti chiederanno che lo spot sia fatto fuori per il bene delle loro creature.

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Lui, lei e l’uomo/bambino cacciatore

uomocacciatore

Pubblicità del Salame Cacciatore [Video]. La mamma affetta il salame, il papà ne prende un pezzetto, il bambino ne ruba due fette, la bimba gli si avvicina, lo seduce e lui non può fare a meno che offrigliene una, la fetta, di salame. Voce in sottofondo che dice “L’uomo è cacciatore”, come dire che non c’è altra possibilità che quella.

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