Un altro pezzo di me. Prima del tentato suicidio e della depressione ci sono i traumi, io credo. Ho spesso chiesto agli psichiatri con i quali sono stata in contatto se lo stress post traumatico fosse causa di qualcosa, se dovevo considerare la possibilità che essere sopravvissuta a più tentati omicidi non poteva farmi benissimo. Mi hanno detto che no, non c’entra. C’entra come affronti le cose e non come sono cominciate. Ma il punto è che io sono andata avanti per spirito di sopravvivenza, per puro istinto ed è diventata il mio metodo di vita al punto che in una dimensione di pseudo stabilità mi deprimo. Ma mi deprimo anche prima di un appuntamento, prima di svolgere un compito importante, avviene un blocco, autosabotaggio, che mi impedisce di arrivare ad un appuntamento in orario, di finire un incarico, di portare avanti un progetto. Questo negli ultimi anni è andato un po’ meglio perché c’erano persone che mi hanno dato una mano ma non so se sono in grado di farcela, non lo so ancora.
Sopravvissuta, dicevo: da bambina sono sopravvissuta all’abbandono dei miei che per seguire emergenze sanitarie mi hanno lasciato in una famiglia di schizzati (non come me, io sono pazza ma loro di più); sono sopravvissuta alle molestie del vecchio vicino, alle legnate di mia madre e alle botte di mio padre, allo strangolamento di mio padre (perché avevo osato prendere la sua automobile per fare un giro non appena presa la patente). Sono sopravvissuta a molestie sessuali e psicologiche in luoghi di lavoro e poi alle violenze del mio ex marito che mi picchiava, ha tentato di strangolarmi (devo averci fatto il callo) mi ha sodomizzata perché non gradivo quella posizione e me ne ha fatte passare di tutti i colori. In più sono sopravvissuta alle violenze psicologiche di una famiglia disfunzionale e questo è solo il principio. Dunque perché mai tutto ciò non dovrebbe c’entrarci con la depressione, con i miei blocchi, con la mia scarsa autostima, con l’autosabotaggio che mi impedisce di fare quel che vorrei, come se avessi sempre bisogno di qualcuno che mi tiene per mano e mi incoraggia.
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