Quando si batte il tasto del securitarismo e della repressione si alimenta l’industria del salvataggio a garanzia della sicurezza dei cittadini e delle cittadine per bene. Quando si alimenta quell’industria e tutti i ragionamenti, incluso quelli che parlano di violenza sulle donne, finiscono con il consegnare le nostre speranze e soluzioni tutte quante ai tutori e alla galera riaffermiamo e rilegittimiamo quanto avviene nelle carceri. Luoghi in cui la dignità della persona non esiste, dove la psichiatrizzazione dei soggetti rende quel che c’è dentro quelle mura identico alla dimensione di tanti manicomi così com’erano un tempo. Lo raccontano in tant*. Stavolta ve lo faccio raccontare dalle detenute del carcere delle Vallette che per protesta indicono una “battitura” il 4 dicembre.
da Baruda:
Stralci di una lettera dalle Vallette.
04/11/2013(…) Mi trovo tutt’oggi ancora ai Nuovi Giunti. Sono stata trasferita il 22 luglio. Io come altre detenute, siamo al livello di non ritorno dalla quasi pazzia. In teoria nei Nuovi Giunti puoi starci massimo 15 giorni.
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