Da un paio di giorni vi straccio le ovaie con tutte le mie beghe autocommiseranti. Poi ho chiuso il computer, ho cercato un audiolibro su come rinascere dopo che finisce un amore e giusto mentre ascoltavo un tale che non sa cosa sia la disoccupazione o la disabilità mi sono resa conto di quanto sono caduta in basso. Non mi è permesso. Sto assumendo una terapia contro la depressione, non posso permettere di mandare tutto in malora, amore finito o non finito amore un cazzo. C’è la mia vita in ballo e dunque vediamo cosa c’è da fare.
Primo: ripassare il tono di rosso sui capelli perché il grigio dà sempre l’idea di una pallida creatura della notte, un po’ un fantasma nel mio caso giacché la mia pelle è decisamente chiara. Dunque usiamo toni da battaglia. Rosso per i capelli e nero per le unghie, di nuovo. Poi basta nascondere il muso sotto il lenzuolo. E’ ancora giorno e il sole brilla. Devo sicuramente uscire di più, una passeggiata oggi, una domani, una dopodomani e passando per negozi magari chiedere se hanno bisogno di una mano, una cosa tipo cercare un lavoro ma non dando l’idea che ti sia indispensabile perché i datori di lavoro sentono la puzza di miseria lontano un miglio, ci sono già passata, e quando la sentono o ti offrono di ripulirgli il cesso a un euro l’ora oppure ti cacciano perché non sei in tono con i colori che ha scelto per il brand.
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