Autodeterminazione, News & Sorellanze, Personale/Politico, R-Esistenze

Notizie dalla prigione di un’agorafobica: primi passi verso l’esterno

Lei scrive:

Cara Eretica, non ho proseguito con la psichiatra a domicilio che non mi è piaciuta molto. Ho contattato una psicoterapeuta e ho fatto delle sedute in chat/video, grazie alla sua disponibilità.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Quando le “autorità competenti” difendono il carnefice

Per esempio: a lei che non può allontanarsi da una situazione di violenza familiare perché non può permetterselo economicamente che tipo di aiuto si dà? Nessuno. Poi non diteci che non ve l’avevamo detto.

Lei scrive:

Buongiorno a tutt*.
Seguo la pagina da molto, ma oggi, in seguito a un certo avvenimento, ho deciso di condividere la mia esperienza. Gradirei rimanere anonima.Per descrivervi il contesto, sono cresciuta in una casa violenta. Mio padre ha picchiato me e mia madre per anni. Tutta la famiglia sapeva, ma nessuno ha mai detto o fatto niente per aiutarci.

Con il passare del tempo, le cose sembravano essere migliorate. Io sono cresciuta e, pur vivendo ancora con i miei, ho un lavoro che mi permette di mantenermi e di pagare anche le tasse universitarie.
Arriviamo agli avvenimenti di oggi.

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Antifascismo, Antirazzismo, R-Esistenze

Nella Giornata della Memoria ricordiamo il nazismo e le deportazioni volute oggi dal Governo

Dopo le affermazioni di Salvini che banalizzavano la sostanza dell’arresto di una persona “straniera” morta mentre era legata mani e piedi ecco la nuova rivendicazione diretta al suo elettorato razzista e fascista. Felice che i/le migranti ospitati in centri di accoglienza, già pieni di limiti ed eventualmente da riadattare a norme più umanitarie, siano sfrattati e deportati chissà dove. Uomini, donne e bambini sradicati dai luoghi in cui avevano creato legami umani e con il territorio e portati chissà dove, come pacchi postali che bisogna smistare un po’ qui e un po’ là perché a restare insieme chissà cosa avrebbero potuto ordire ai danni del paese.

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Autodeterminazione, MenoePausa, Personale/Politico, R-Esistenze

Felice anno nuovo e il dovere di fare da dama di compagnia

Per le feste tante persone si impongono di essere felici. Parlo di quelle che felici non lo sono per davvero. A me questo obbligo sta stretto. Se sono incavolata il giorno prima non capisco perché devo fingere di non esserlo quello dopo. Una delle cose che delle feste odio di più è dover rispondere a chi pensa che di mestiere tu faccia la dama di compagnia. Ti voglio tanto bene, stiamo insieme da anni ma questo non ti autorizza a pensare che io sia una tua appendice. Non sono obbligata ad accettare l’invito dei tuoi amici e non mi importa dei ricatti che mi imponi se per caso dico di no. Litighiamo vivacemente, ci siamo dette cose non molto carine, siamo di pessimo umore.

Io non sono di quella generazione di mogli/conviventi/compagne che fanno finta. Mi vuoi portare dai tuoi amici? Allora posso venire con la mia voglia di dirti il male che mi hai fatto. Non posso ricucire le ferite per una sera e poi fare finta che non sia successo niente. Non sono una donna di rappresentanza. Non sono tenuta a mostrare quanto siamo felici quando in realtà per oggi vorrei solo guarire le mie ferite. Non posso farlo se il tuo ricatto riguarda il fatto che tu guadagni più di me. Se è di soldi che si tratta allora pagami. Altrimenti: vuoi andare? Allora vai, da solo. Ma tu dici che se non vengo non vai neanche tu. Tanto per farmi sentire in colpa. Fai come vuoi. Io me ne starò qui ad oziare, senza dover sforzarmi di fare conversazione con persone che non conosco, perché non le conosco.

Non faccio molta vita sociale in generale. Ho le mie idiosincrasie, i miei limiti. Non puoi obbligarmi. Se invece proprio vuoi, come dicevo, allora firmiamo un contratto per cui mi paghi quando ti accompagno fuori e a casa però non devi pretendere niente. Io sono apparenza o sono sostanza. Non so essere le due cose. Non puoi volermene per questo. Non siamo più negli anni ’50. Non sono una compagna attaccata alla tua divisa pubblica. Non devo rappresentare il modello di vita perfetto che tu vuoi mostrare ai tuoi amici. Ma sono amici per davvero? Se non puoi dire come ti senti e non puoi andare da solo immagino non lo siano poi tanto. Dunque sono conoscenze. Il fatto che mi rinfacci cose che hai fatto per me e torni su questioni irrisolte con la violenza verbale che a volte ti contraddistingue mi fa pensare che tu non ti renda conto di quello che io faccio per te. Sono niente se non ti seguo nel tuo itinerario di facciata. E dunque cresci, per favore, e non pretendere che il mondo ruoti attorno a te. Non pretendere di censurare i miei sentimenti, le mie emozioni. La rabbia è solo una di queste. Non ammazzare le mie critiche dicendo che se non vengo allora è già finita. Mettiamo la parola fine, se il nostro rapporto conta così poco da non poter sopravvivere ad una scansata prova pubblica.

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Autodeterminazione, Culture, Precarietà, R-Esistenze, Recensioni

Racconti di donne che sfidano la morale e amano persone più giovani

Love and Fortune è una serie tv tratta da un manga evidentemente interessante. La serie è disponibile su Netflix con sottotitoli in italiano, per chi ha voglia di vederla.

Ambientato in Giappone, parla di una donna che sfida la morale comune per seguire i propri sogni. Combatte contro stereotipi che la vorrebbero sposata e con figli, lascia il fidanzato e si innamora di uno studente del liceo con le sue stesse passioni: il cinema, i film, l’arte visiva. Nonostante le difficoltà economiche decide di lasciare il suo lavoro aziendale per realizzare un progetto che le sta a cuore.

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Autodeterminazione, R-Esistenze, Raccontare il femminismo

Raccontare il femminismo: il divieto per le donne di ricevere l’eredità e di essere economicamente indipendenti

6° capitolo

Sul divieto per le donne di ricevere eredità e di essere economicamente indipendenti

 

Secondo voi, e parlo di quelle che ancora oggi pensano che le donne dovrebbero stare a casa a badare alla famiglia invece che pretendere di “occupare posti di lavoro maschili”, come direbbero i conservatori, quanto tempo è stato necessario affinché le donne potessero conquistare un’indipendenza economica? Millenni, secoli. Non importa quanto apprezziate oggi il fatto di poter godere del diritto al lavoro. Potete scegliere di non fruirne ma ciò non va a demerito della libertà di scegliere. Su questo spero siamo tutte d’accordo.

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La posta di Eretica, Pensieri Liberi, Personale/Politico, Precarietà, Storie

La cosa brutta è sapere che non cambierà nulla

Lei scrive:

Cara Eretica,

da qualche tempo sono entrata in un loop interminabile che mi obbliga a restare ferma: con la mia vita, le mie non-scelte, le cose che vorrei fare ma che non faccio perché penso che comunque fallirò. Tu dirai che dipende da me, basta che io muova il culo e ricominci a respirare ma ti assicuro che non è affatto così semplice. Quando resti senza ossigeno così a lungo ti abitui a fare respiri corti e pensi che tutto quel che puoi fare è continuare a fare respiri corti, a guardare solo fino a due passi oltre te e a non rischiare di fallire e nel frattempo in realtà è stare ferma che costituisce un fallimento.

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La posta di Eretica, Precarietà, R-Esistenze

Sono precaria e mia figlia è dipendente da giochi a pagamento

Lei scrive:

Cara Eretica, volevo parlarti di un problema che credo riguardi molte persone e molti genitori. Ho una figlia che ho educato secondo i principi che mi hanno aiutata a crescere e credevo lei fosse libera da dipendenze di qualunque tipo ma all’improvviso ho scoperto che ha addebitato alla mia carta i costi di tanti giochi che vengono dapprima proposti gratis come app salvo poi il fatto che se vuoi evolvere più in fretta o accedere a più risultati devi pagare. Paghi per comprare “diamanti” che puoi spendere in un gioco di ruolo, quando partecipi ad una gara tra regni in guerra. Paghi per comprare un livello in più in stupidi giochi in cui guadagni soldi finti e per guadagnarne di più finisci per pagarne di veri.

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Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Sessualità, Storie

Riflessioni di una sex worker femminista

Il 20 gennaio 2018 alla casa internazionale delle donne è stato organizzato un evento da  Spazio Incontro dal titolo “sex work is work. Riflessioni sul sexwork, tra stigma e autodeterminazione”.

L’iniziativa nasceva dal desiderio di interrogare i femminismi sulla reale capacità di inclusione verso tutte le differenze che li attraversano e verso realtà sociali ed umane che necessitano un riconoscimento.

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Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Precarietà, R-Esistenze, Storie, Welfare

Lo scandalo delle donne in miniera nella Gran Bretagna del XIX secolo

Lei scrive:

Cara Eretica, ho deciso di tradurre questo articolo (a cura della BBC History Magazine, edizione dell’ottobre 2012) stufa marcia di leggere sulla pagina Facebook di Abbattoimuri tutte quelle persone che – quando si parla di parità salariale o di riconoscimento dei diritti lavorativi senza distinzioni di genere – tirano fuori il mantra delle donne “che in miniera però non ci vanno miiicaaaa eh?!?” (lo stile è lo stesso de “ellefoiiibeeee”?!?!).

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Cronache Dublinesi, Welfare

Cronache Dublinesi: 12 ore di attesa in ospedale per un antibiotico

Il sistema sanitario irlandese, della Repubblica di Irlanda, è privato. Si muove attraverso le assicurazioni e paghi ogni singolo momento di visita, ogni prescrizione, qualunque cosa. Pensate al sistema sanitario italiano. Pensate come basti andare dal medico per una prescrizione gratuita. Pensate che perfino nei pronto soccorso più periferici e meno dotati di personale non ti abbandonano comunque in sala d’attesa per 12 ore. Ora abbandonate questa immagine consolatoria e torniamo a Dublino.

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Cronache Dublinesi

Cronache Dublinesi

Sono a fare su e giù – Italia/Dublino – da un po’ più di un anno. Qualche mese lì e un altro mese qua, da brav@ soggett@ nomade, e mi viene da prendere in considerazione, dopo un tot di difficoltà, la possibilità di cercare un lavoro in Irlanda. Dublino è la capitale della Repubblica D’Irlanda e a parte alcune sfumature ha poco a che fare con i centri britannici comunemente conosciuti per via del fatto che si parla la stessa lingua. Oddio, la stessa proprio no. Provate ad ascoltare un britannico e un irlandese con le sfumature celtiche e le locali forme idiomatiche e vi renderete conto del fatto che si tratta quasi di un’altra lingua. La sostanza celtica potete vederla in ogni angolo dove sotto alla via nominata in inglese c’è la traduzione in lingua celtica. L’Irlanda resiste nel linguaggio, nelle tradizioni, nei canti, nella musica diffusa per le vie del centro, la city attorno a Temple Bar.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Precarietà, R-Esistenze, Violenza, Welfare

Risarcimento per femminicidio? Non ce ne frega niente!

Dell’elemosina di stato ce ne freghiamo, l’abbiamo sempre detto. Quello che però torna ad essere chiaro è quanto sia inutile e normativa la legge contro il femminicidio. Le somme spettanti sono descritte QUI, con un appunto:

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Antisessismo, Culture, La posta di Eretica, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze

Diario dall’India: l’occidente negli show tv e la mentalità sessista

Dopo la pubblicazione della prima parte del:

Diario dall’India: il privilegio delle donne bianche occidentali

continuiamo a raccontare.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze

Il privilegio: a partire da me

Essere femminista in tempi di grande precarietà non mi impedisce di vedere il mio privilegio. Sono bianca. Qualunque sia la mia condizione comunque fin dalla nascita ho goduto di diritti negati ai migranti. Sono nata in Europa, ho la cittadinanza in un paese che fa parte della schiera colonizzatrice del mondo. Questo mi permette di avere più diritti rispetto a quanti ne abbia un migrante e ancora di più rispetto ad una donna migrante, una di pelle nera, una straniera.

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