Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze, Sessualità

Il “pornoterrorismo” è una minaccia! (come potrebbe piacere alle moraliste?)

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E’ assolutamente comprensibile che un certo femminismo dogmatico, borghese, abolizionista e moralista si senta minacciato dal “pornoterrorismo”. Perché il pornoterrorismo è una minaccia, in primo luogo al patriarcato, al capitalismo, e poi a chi immagina di lottare contro di essi riproponendo un burqa (finanche mentale) per le donne. Le donne viste soltanto come vittime, mai autodeterminate, e “coperte” in nome del rispetto per la nostra dignità sono residuo della peggiore retorica patriarcale. E chi non comprende quanto urgente sia riappropriarsi di linguaggi e immaginario per sovvertirli, pur reclamando a gran voce il diritto a essere nude quando e se lo vogliamo, e quanto urgente sia non censurare la nostra sessualità ha solo da aprire una chiesa. Una bella e antica chiesa. Solo un po’ alternativa ad altre. Buon porno autodeterminato a tutte!

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Antiautoritarismo, Attivismo, Autodeterminazione, Comunicazione, R-Esistenze, Sessualità

Inspiration // Il corpo come strumento sonoro post-genere

Un progetto postporno. Se ne parla in questo articolo. Grazie ad Antonio per la traduzione. Buona lettura e buon approfondimento!

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Il corpo come strumento sonoro post-genere è un workshop proposto da Quimera Rosa che sperimenta con il corpo e il rumore. I partecipanti vengono guidati nella creazione di semplici amplificatori dei rumori del corpo che generano suono con il contatto del corpo. Durante il workshop, i partecipanti creeranno anche delle protesi da utilizzare come amplificatori attaccate al corpo.

http://vimeo.com/85441560

I dispositivi sonori utilizzati, sono basati su tecnologie a basso costo, open e gratuite, modificabili, hackerabili con infinite possibilità di copiare, riciclare, mixare. Alla fine del corso, ci sarà una “jam di rumori e corpi” aperta al pubblico, un modo per giocare con la linea che separa pubblico e privato, contatto corporeo, corpo collettivo e interazione sonora negli spazi aperti.

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Antiautoritarismo, Attivismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze, Sessualità

Sesso dell’orrore – Intervista a Diana Pornoterrorista

pornoterrorismo300Da Intersezioni:

“Là fuori c’è una guerra”, dichiara il manifesto Pornoterrorista sottoscritto da Diana J. Torres: una guerra contro l’ordine sessuale e l’imposizione di genere, nella quale si vince solamente combattendo il nemico con la stessa violenza. La performer spagnola, oltre a dire questo e molto altro nel suo libro Pornoterrorismo, ci mette il corpo, per chi desidera vederlo e anche per chi non vuole.

di Laura Milano e Nico Hache, (traduzione di feminoska, revisione di Lafra e Serbilla. Articolo originale qui).

La donna nuda con il passamontagna in testa e la granata-dildo in mano non esita ad affermare che “quando dall’altra parte non hai nessuno con cui dialogare, ciò che resta è il terrorismo. Il pornoterrorismo attacca la violenza contro ciò che è fuori dalla norma. Cioè, mette in scena – come tutta la postpornografia – sessualità sovversive. Questo è terrorista”. Lei è Diana Pornoterrorista, un mostro sessuale meraviglioso e inquietante dalla testa ai piedi (o, per meglio dire, dagli anfibi alla cresta). Il suo lavoro come artista di performance iniziò dieci anni fa nella nativa Madrid, con il gruppo di cabaret gore-porno-trash Shock Value e oggi è uno dei punti di riferimento del postporno in Spagna. Attualmente risiede nella città di Barcellona, ​​da dove gestisce la sua centrale operativa postporno e di attivismo queer con un collettivo di artisti locali.

Diana è una guerriera esperta ai margini del genere, una donna che ama pensarsi come costruita alla periferia di quello che è il prototipo di donna (e anche di uomo). E’ un’esibizionista dichiarata, che sale sul palco per recitare le proprie poesie al ritmo di orgasmi terrificanti. Un corpo e una voce determinata a combattere per la liberazione dei corpi, la riappropriazione e il riscatto dei loro desideri più profondi.

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Autodeterminazione, Contributi Critici, Critica femminista, R-Esistenze, Recensioni

Beatriz Preciado, Noi diciamo rivoluzione

untitledDa Incroci De-Generi:

Transfeminismos. Epistemes, fricciones y flujos è un’antologia che raccoglie i contributi di militant@ transfemminist@ allo scopo di cartografare una serie di discorsi, pratiche politiche e produzioni culturali legate al femminismo e alle lotte di liberazione sessuale e di (dal) genere che abitano attivamente i movimenti sociali dello Stato spagnolo. […] Non è tanto una raccolta compilativa delle pratiche e delle rivendicazioni del trans (o nuovo) femminismo, quanto un archivio per dare spazio a quelle voci invisibilizzate dal femminismo mainstream, voci che sfidano le forme del sapere scientifico e del pensiero istituzionale. Il volume si presenta quindi come un impegno  per la ri-creazione e la ri-costruzione di esperienze e saperi sovversivi, di  memorie politiche al servizio di chi lotta negli interstizi del femminismo.

Di seguito, la traduzione del prologo scritto da Beatriz Preciado

NOI DICIAMO RIVOLUZIONE

Gli esperti di analisi politica si sono accorti dell’inizio di un nuovo ciclo di ribellioni sociali che sarebbe cominciato nel 2009 come reazione al collasso dei mercati finanziari, l’aumento del debito pubblico e le politiche di austerità. La destra, composta da un non sempre riconciliabile sciame di manager, tecnocrati, capitalisti finanziari opulenti e monoteisti più o meno spodestati, oscilla tra una logica futurista che spinge la macchina della Borsa verso il plusvalore e il ripiegamento repressivo del corpo sociale che riafferma la frontiera e la filiazione familiare come enclavi di sovranità. Nella sinistra neo-comunista (si vedano Slavoj Zizek, Alain Badiou e compagnia) si parla del risorgimento della politica emancipatoria su scala globale, da Wall Street al Cairo, passando per Atene e Madrid, ma si annuncia con pessimismo l’incapacità dei movimenti attuali  di tradurre una pluralità di domande in un’unica lotta antagonista. Zizek riprende la frase di William Butler Yeats per riassumere la sua arrogante diagnosi della situazione: “I migliori scarseggiano di ogni convinzione, mentre i peggiori sono colmi di appassionata intensità”

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MenoePausa

La sessualità appresa dai video porno

Dopo due grammi di comunicazione, indicazioni di percorso e chiari gesti di apprensione si capisce che così proprio non va.

La frustrazione che deriva da un rapporto fatto male si può risolvere in due modi.

Sfoghi la tensione con due ‘fanculo e tre ave marie (per quell* religios*) oppure lasci perdere e ti dai all’abbuffata di cioccolata. Non essendo utili, in realtà, né l’una e né l’altra cosa, segnalerei che può essere magistralmente usata una terza via.

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Recensioni

Per una genealogia dell’immaginario tentacolare. “Tentacle erotica. Orrore, seduzione, immaginari pornografici” di Marco Benoît Carbone

Da Incroci De-Generi:

Scritto a quattro mani con Elisa Fiorucci per TSYM Literary review

Benoît Carbone, Tentacle Erotica. Orrore, seduzione, immaginari pornografici, Mimesis, Milano-Udine, 2013 ISBN:978-88-5751-673-8. Prefazione di Massimo Fusillo

Partiamo da un tentativo di definizione. Benché il Tentacle Erotica – o Tentacle Rape, oppure ancora Tentacle Porn – non rappresenti un corpus unico e unidirezionale, esso fa riferimento ad uno strano tropo visuale che fa leva sul potenziale metaforico del polpo. E che, a partire dall’ultimo decennio, si intreccia ad una particolare declinazione dell’immaginario sessuale in cui entità dotate di tentacoli – che hanno nel polpo la matrice comune – intrecciano rapporti sessuali con personaggi umani, per lo più figure femminili di cui non sempre è certa la consensualità.[1]

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Femministese, R-Esistenze

Porno e Moralismo

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Continuando il ragionamento iniziato QUI, approfondito QUI, condivido un altro post che arriva da FaS. E’ del 2010 ma anche questo, in Italia, visto l’andazzo, è più che attuale. La novità rispetto ad allora è che Michela Marzano, di cui si parla, è diventata deputata del Pd e fa gruppo compatto con Snoq, Boldrini, e tutto il comitato per la salvaguardia della dignità dell’esser femmina rispetto al quale potete leggere ampie opinioni in vari post che ho scritto e che trovate segnalati alla fine di questa pagina. Il post è arricchito di link che portano a siti con immagini di nudo integrale e porno e dunque raccomando minori e persone infastidite di non cliccarci sopra. Con ciò vi auguro buona lettura!

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