Affetti Liberi, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie

Ma davvero il poliamore è indolore?

Mi scrive una donna che partecipa alla discussione su monogamia/poliamore con il racconto della sua storia. Infine pone una serie di quesiti. Voi che ne dite? Buona lettura!

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Quando ero giovane io non si parlava di “poliamore”, ma di amore libero. Diciamo che ci abbiamo provato, a mettere in discussione la gelosia, il senso di possesso, le coppie chiuse, eccetera eccetera, a provare a instaurare relazioni nuove, improntate a una maggiore libertà. Ci credevamo con tutt* noi stess* e ci abbiamo messo tutto il nostro sincero impegno. Spesso però abbiamo sofferto parecchio  e sono rimasti molti feriti sul campo, anche feriti gravi.

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Affetti Liberi, Antisessismo, Autodeterminazione, Pensieri Liberi, R-Esistenze, Satira, Sessualità

Figa socializzata (finché non c’è timbro d’appartenenza!)

1377180_10201658409255137_1595250282_nSulla socializzazione della figa e cose simili. Discussione tra compagni e compagne di movimento/centrosociale/gruppoattivista.

Lui. Lei. Si parla di sessismo.

Secondo me quello che vi frega è la monogamia.

Frega chi?

Voi donne.

Non ho capito.

Ma si… se uno guarda un’altra fate scenate… volete l’esclusiva…

Quindi saremmo “noi” che vogliamo l’uomo in esclusiva?

Si. No. Beh. Non dico tutte… ma l’altra volta c’era B. che ha fatto una scena assurda per ‘na cazzata.

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Storie, Storie Queer, Violenza

#StorieQueer: E così fu che ruppi le catene!

Da qui in poi, ogni tanto, leggerete una serie di storie queer, dove non si capisce il sesso dei protagonisti, perché davvero non importa, quando si descrivono dinamiche di relazione. Fate un esercizio mentale. Se ritenete che cose così possano avvenire solo ad una donna, beh, sbagliate. Se ritenete che possano succedere solo ad un uomo, beh, sbagliate. Se ritenete che queste cose accadano soltanto nelle coppie etero, beh, sbagliate. Nessun@ è esclus@. Sono storie queer. La prima. Buona lettura!

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Claustrofobia. Iniziò col dirmi che il mondo attorno a noi era cattivo. Parenti. Amici. C’eravamo solo noi. Chiuso il nostro mondo da ogni possibile interferenza fu più facile farmi pensare che avesse sempre ragione. Un microcosmo autoritario, senza alcuna voce d’opposizione esterna o interna. Legati a doppio filo perché fuori da noi c’era un nemico esterno. Tutti ci volevano male. E io perciò non ero liber@.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Violenza

Maternità e tentazione di possesso

Leggo questa cosa e mi dico: niente di nuovo. In fondo di donne che considerano altre donne come contenitori adatti alla produzione di figli ce ne sono tante. Su questo principio hanno perfino costituito una associazione di volontariato in barba alla libertà di scelta e alla applicazione della legge 194. L’orrore sta nel fatto che questa signora abbia manipolato così tanto questa figlia, benché adottiva, per convincerla a sfornarle un altro figlio. Per lei. Per conto della madre. Violenza per attribuzione di un ruolo di genere, senza dubbio. Rientra un po’ nella logica dell’utero in affitto, dove però lì, mi pare, che le donne che prestino l’utero per soddisfare i desideri altrui siano maggiorenni e tutto avvenga consensualmente.

Essere genitori. Possedere i corpi dei propri figli. Immaginare di poter realizzare attraverso essi i nostri desideri. Si fa in tanti modi. Considerandoli prolungamenti di noi. Considerandoli senza una coscienza propria. Solo un po’ di organi legati assieme che stanno all’altro capo del cordone ombelicale.

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Antisessismo, Autodeterminazione, Comunicazione

In nome di tutti gli sfigati, insicuri, col pene-piccolo, le mani fredde e sudaticce

Contrarianesimo risponde al mio post “Se sesso corrisponde a possesso (che palle la monogamia)“. Ricopio qui il suo scritto che è a metà tra la rivendicazione dell’orgoglio degli uomini con pene piccolo, mani fredde e umide e la dichiarazione autodeterminata di un “di quello che pensi tu non ce ne frega niente.” 🙂

Preciso che il mio post è scritto in altra epoca, ricalca il registro stereotipante per cui se fai comicità devi per forza mettere in luce i presunti difetti dell’altro lamentandotene, sperimentando i registri comunicativi delle varie comiche e dei vari comici che oltretutto non sono per nulla teneri con le donne. Anzi. In una generalizzazione costante e sbuffando e stereotipando strappano risate su risate descrivendo le donne in ogni modo possibile. Però questo non vuol dire niente (se lo fanno altri non significa che debba farlo io) e accolgo molto volentieri la critica e ve la riporgo come spunto. Di regola mi piace che la dialettica anche virtuale si espliciti in modi creativi (ma a te di quello che piace a me non te ne fotte un cazzo, i know 😀). Mi sarebbe piaciuto leggere una narrazione capovolta e analoga da parte del maschile a proposito del femminile, per capire come e se si riesce a venire fuori da luoghi comuni, clichè, inutili stereotipi, quando coinvolgi nella scrittura raccontando di sessualità. Per essere messa di fronte agli stereotipi sessisti che stavo avvalorando.

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Antiautoritarismo, Comunicazione, Critica femminista, Culture, Violenza

Fare profitto sul brand “Femminicidio” si può

Funziona così.

L’azienda chiede a chi fa le pubblicità di stabilire un target buono per fare colpo e vendere. L’agenzia pubblicitaria esplora e capisce qual è il brand, il marchio, il filone da cavalcare per sdoganare il marchio meno noto della azienda che vuole pubblicizzarsi. Sicché capisce quel che può fare effetto e può aiutare a fare parlare di se’ e se fa una pubblicità che merita articoli, pagine, scritti di ogni tipo, quell’agenzia ha svolto al meglio il suo lavoro e i soldi che ha guadagnato sono stati ben spesi.

Dopodiché c’è l’indotto, perché si può guadagnare anche facendo guadagnare. Basta buttare un osso alle svariate tifoserie o persone che fanno ronde antisessiste e fanno della ricerca della pornomostruosità (per pornoindignazione) una ragione di vita e da lì in poi guadagnare tanto in click e introiti pubblicitari.

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Antisessismo, Comunicazione, Critica femminista, Culture, Femministese, Violenza

Lei uccide. L’attenuante: è colpa della cultura dei carnefici!

“...siamo imbevute della stessa cultura che nutre i nostri carneficiscrivono quelle che giustificano così, senza articolare un ragionamento che sia credibile, la violenza tra donne che ha portato ad un femminicidio compiuto da una donna sulla sua compagna.

Ma quanto è comodo rivendicare autodeterminazione quando facciamo cose belle (tutte targate “donna” of course) e definirci sempre vittime o addirittura possedute da culture maschie dalle quali bisogna esorcizzarci quando facciamo cose brutte? Ed è così che si sintetizza la teoria sessista e stereotipata secondo la quale il male sta all’uomo come il bene sta alla donna.

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Antisessismo, Comunicazione, Critica femminista, Violenza

Perché se l’assassina è lesbica non è femminicidio?

Cosa vuol dire che la gelosia è fallica? Ho letto una sciocchezza a proposito del delitto compiuto da una lei contro un’altra lei. A parte che è sciocco ragionare di “gelosia” invece che di possesso ché è una dimensione della relazione nella quale tutti i generi si realizzano, talvolta, ahimè, alla grande. E’ diverso, affermano alcune. Ma diverso in cosa? Vorrei davvero capirla la logica sotterranea di chi ritiene che un uomo sia intrinsecamente violento e che la donna quando ammazza lo fa per sbaglio. Sbaglio rispetto a cosa? Rispetto alla sua “natura”?

E cosa c’è di diverso tra questa concezione dell’essere donna e quell’altra pronunciata da prelati e cardinali, in cui le donne sarebbero (uso il condizionale perché c’è chi scrive che la frase pronunciata dal Papa sia falsa) giudicate per “natura” non adatte a fare politica? Se vi indignate ogni volta che qualcun@ vi dice che per “natura” voi dovreste stare a casa a fare figli invece che lavorare con una paga oraria o partecipare alle discussioni collettive mostrando anche, accidenti, che avete cervello ed estro intellettuale, perché non vi riesce di indignarvi quando qualcuno vi dice che per “natura” voi siete buone e angeliche e “diverse” perfino quando ammazzate qualcuno? Non è forse sessismo questo? Non sono stereotipi? Faccio bene o male a considerarmi ugualmente offesa da queste affermazioni?

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