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Le femministe radicali e il loro pregiudizio nei confronti della sessualità maschile

Uno dei temi ricorrenti nelle discussioni tra donne è quello della sessualità maschile. Così emergono anche alcuni stereotipi espressi dalle donne stesse. Le preferenze personali non possono essere messe in discussione ma quel che noto sempre è quella tendenza a generalizzare sovrapponendo il proprio sentire a quello di tutte le altre.

Se a lei non piace la penetrazione dirà che “ogni penetrazione è stupro”, mettendola dal punto di vista della femminista radicale Dworkin che di preconcetti contro la sessualità maschile ne aveva davvero moltissimi. Di conseguenza a tutte le donne alle quali piace la penetrazione viene detto che sono traditrici della causa. Il pregiudizio sulla sessualità maschile in questo caso soffoca gli stessi desideri di molte donne. Le femministe radicali, quelle della seconda onda, si scontrarono molto su questo punto con le altre femministe dette sex positive. Le ultime erano quelle che non criminalizzavano la sessualità maschile e non chiedevano che se lo mozzassero prostrandosi pentiti per tutto il male che altri uomini avevano fatto alle donne.

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Quel ridicolo picchetto antiporno di Gloria Steinem

La femminista radicale Gloria Steinem ne ha fatta un’altra delle sue. Ha fatto interventi in favore della candidata Hillary Clinton, è una figura filo-istituzionale, ha fatto visita al centro contro la tratta gestito da una falsa vittima di tratta (vedi Somaly Mam), si accompagna volentieri ad alcune sopravvissute della prostituzione (quella la cui iniziativa a Roma è diventata un luogo escludente per le sex workers che volevano dire la propria) tuonando contro i/le sex workers che vendono servizi sessuali per scelta, è anche una Terf [a, b, c, d, e,] (femminista radicale trans escludente) che solo di recente ha ambiguamente, senza poi rimettersi tanto in discussione e solo dopo una petizione contro le sue affermazioni, chiesto scusa alle persone trans offese ripetutamente nel corso della sua carriera femminista, è una antiporno che vittimizza tutte le donne a prescindere dal fatto che le dicano che lei non rappresenta tutte quante.

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Confessioni di una sgrillettatrice seriale

Lei scrive:

Oggi ho letto l’articolo di Pasionaria sul porno, e mi sono decisa a mettere nero su bianco quello che, da molto tempo, penso in proposito.

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She Porn, un progetto di editoria partecipata sulla pornografia “al femminile”

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di Sara Cocco* e Alice Pani

La pornografia è un fenomeno culturale di massa e come tale ha tanto da dirci sulla nostra società. Essendo un genere così trasversale non può non avere influenza sulle nostre vite, a prescindere che lo consumiamo direttamente oppure no e in che misura. Una cosa meno ovvia invece, è il fatto che anche alle donne piace il porno, il che dovrebbe essere normale, dal momento che alle donne piace il sesso proprio come piace agli uomini. Tanto più ora che, grazie a Internet e all’anonimato che consente, sono sempre di più le donne che fruiscono questo genere di produzioni.

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Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze, Sessualità

L’attrice porno Marìa Riot racconta la sua professione

Credit // Foto: Michelle Gentile - Credit // Lust Films - Chio Lunaire
Nella foto Erika Lust e Marìa Riot – Credit // Lust Films – Chio Lunaire

 

Ancora un’altra porzione di intervista all’attrice porno Marìa Riot. Trovate le prime due traduzioni QUI e QUI. Buona lettura!

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Sappiamo che morivi dalla voglia di conoscere lattrice porno María Riot, quindi labbiamo intervistata

di Paula B. Giménez per il Diario Registrado

traduzione di Grazia

Lavora con una delle registe di cinema xxx più importanti dEuropa e, perché no, delluniverso conosciuto. Erotismo Registrato ha avuto il piacere di intervistarla. [] Un consiglio? Accomodati sulla sedia, la piccola ventiquattrenne ha moltissime cose da dire. 

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Autodeterminazione, Personale/Politico, R-Esistenze

“Guarda che sono anche puttana, non so se lo sapevi”

marc3ada-riot

di Paula B. Giménez

traduzione di Grazia

Questa è la seconda parte dell’intervista all’attrice porno María Riot. Ha 24 anni e vive, esercita e utilizza due delle professioni più stigmatizzate della storia. Ora parliamo di com’è essere prostituta. Il tema con tranquillità.

Dalla Redazione del Diario Registrado – Venerdì 20 Maggio 2016

Ciao. Stai leggendo la seconda parte dellintervista che facemmo a María Riot, lattrice porno che lavora la maggior parte del tempo in Europa con grandi registe come Erika Lust. Ha 24 anni ed è, oltre che attrice di film xxx, prostituta. La prima parte è questa (http://www.diarioregistrado.com/erotismo-registrado/una-charla-con_a573655d87dc32a080ab87b35), la seconda è qua, rimani con noi? Continua a leggere ““Guarda che sono anche puttana, non so se lo sapevi””

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#SexWorker e #PornoFemminista: María Riot, il piacere come bandiera

Foto: María Faux
Foto: María Faux

 

Intervista a María Riot: il porno femminista e il piacere come bandiera – di Gustavo Yuste

Traduzione di Grazia

Dialogo con lattrice porno e attivista María Riot. Incontrai nel porno alternativo femminista una maniera di esprimermi, dice chi inoltre esercitò la prostituzione per scelta propria. Grazie allessere una lavoratrice del sesso, per esempio, posso dedicare la maggior parte del giorno a fare attivismo per i diritti degli animali, segnala. Le sue prime inquietudini con il mondo del porno, i pregiudizi che dovette affrontare e la fondazione di Animal Libre in Argentina, nella seguente intervista. 

Le prime inquietudini Continua a leggere “#SexWorker e #PornoFemminista: María Riot, il piacere come bandiera”