'SteFike, Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Comunicazione, R-Esistenze

Il Pd vince ed è Matrix (prendete la pillola rossa!)

No dai, le piddine che vengono a rifarmi il verso su facebook per fare dispettucci e prendersi la rivincita anche no. Fortuna che anche del vostro partito conosco gente molto meglio di così. Siamo adulte e il mio non è l’asilo infantile. Potrete anche aver vinto le elezioni, ma sempre di un risultato da democrazia cristiana si tratta. Contente voi. Andiamo avanti. Oggi non si inaugura la stagione totalitarista del piddismo per cui contro il Pd non si può più neppure immaginare una sola critica. Continueremo a opporre critiche, a ragionare, e a non farci travolgere da questo fenomeno che di fatto sostituisce, nell’immaginario collettivo, il berlusconismo. Renzi è colui che tutto può. Fino a che non si vedrà che non può né più e né meno di quel che hanno potuto i governi precedenti, perché lui è lì per fare leggi che ci lascino in mutande ed è soltanto bravo a rivenderle come se ci stesse facendo un favore. Peccato che non tutt* stanno a Matrix. Perché noi abbiamo preso la pillola rossa. Lo abbiamo fatto molto tempo fa, e non torniamo indietro. Non potremmo, neanche volendo.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Femministese, R-Esistenze

Ha ancora senso chiedere alle donne un voto in quanto donne?

Finita l’alleanza contro il bikini di #Bacchiddu (in podcast [1] [2] intervistata su Radio Kalashnikov e qui riceve il premio Durruti) ora le donne del Pd e quelle di Tsipras hanno finalmente chiaro di essere in concorrenza per i voti. Leggete la discussione in corso tra Zanardo (Tsipras) e Terragni (Pd) per verificarlo. Diciamo che #Bacchiddu è stata anche, immagino involontariamente, usata come nemico “estraneo” (come se non fosse neppure donna) con l’effetto di anestetizzare e attenuare conflitti politici, di diversità ovvia, che esistono e che non possono essere rimossi con il solito frame dall’effetto omologante del siamo tutte donne e dunque dovremmo pensare uguale etc etc che finisce per invisibilizzare le istanze di altre sinistre. Perché a questo serve tanta attenzione dicotomica, polarizzante, sui corpi delle donne, a volte: a rimuovere comunque diversità di opinioni e conflitti in nome di un presunto bene superiore. Conflitti che resistono perfino all’interno dello stesso partito e della stessa lista. Figuriamoci altrove.

In questo confronto dialettico, chiamiamolo così, sembrerebbe dunque emergere la possibilità che ad una sorellanza se ne affianchi un’altra. Perché le donne è bene vadano per sorellanze e non ciascuna a ragionare con la propria testa. Quando si rendono evidenti queste sorellanze sono lì a chiedere il voto delle donne in quanto donne compattamente in direzione di altre donne che farebbero il bene delle donne. Quel “bene” poi viene deciso di volta in volta, e il gioco riesce facile benché le donne, per l’appunto, non siano tutte uguali, non vanno per schieramenti, e immagino che perfino quando chiesero e ottennero il diritto di voto avessero un’altra idea di utilizzo del suffraggio universale.

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Antiautoritarismo, Comunicazione, Pensieri Liberi, R-Esistenze

#Elezioni: faide tra partiti, demonizzazioni e gogne mediatiche

Opinione di un palermitano scritta su saracinesca.
Opinione di un palermitano scritta su saracinesca.

Gogne mediatiche, sommate alla ricerca del dettaglio che può servire a dare una cattiva immagine di te. Questa è in sintesi la campagna elettorale vista sui media. Io parlo di comunicazione, sia chiaro, non dell’attivismo in strada o porta a porta.

Se Grillo vuole processare online tutti e dall’altro lato c’è chi gli dà del criminale va ricordato che i media al servizio del Pd e di Forza Italia fanno gogne da un bel po’ di tempo. In generale, in quanto a gogne, nessuno o quasi credo abbia qualcosa da imparare. Sono tutti lì a pescare foto di chi gli sta più sui coglioni (o sulle ovaie) e inserire il dettaglio che serve per renderl@ ridicol@, criticabile, criminalizzabile.

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Comunicazione, Pensieri Liberi, Satira

Campagna elettorale in sintesi: davvero si vota? E per cosa?

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La campagna elettorale in pillole così come si ascolta in giro tra case, bar e città. Per la maggiore va un tal Dudù, ed è complicatissimo spiegare che non è neppure un candidato. C’è che la gente ha bisogno di reddito, casa, lavoro e che in molti non ce la fanno più. C’è la faccenda del Jobs Act (“sapi iddu ‘nzò cchi caxxu è” cit. lo stigghiolaro). C’è quella degli ottanta euri del Governo Renzi e nel quartiere dove sta mia madre, l’altro giorno, si chiedevano se quegli ottanta euri glieli danno un po’ e un po’, 40 prima e 40 dopo il voto elettorale, come facevano i democristiani dei tempi che furono quando andavano a comprare i voti tra la gente. Bisogna spiegare molto bene che Renzi è di centro/sinistra. Non è un democristiano. E’ proprio un’altra cosa.

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Antiautoritarismo, Precarietà, R-Esistenze

#Torino #primomaggio: cari amici del Pd, oggi eravate dalla parte sbagliata!

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[#primomaggio, corteo #Torino: ragazza trascinata via da agenti e caricata su un blindato. QUI il Video]
[#primomaggio, corteo #Torino: ragazza trascinata via da agenti e caricata su un blindato. QUI il Video]
Se il Pd, nonostante il pinkwashing per apparire migliore, è ridotto al punto che deve farsi proteggere dalla polizia (guarda il video e ascolta alcune interviste) per tenere lontani i disoccupati, precari, sovradeterminati, movimenti, la gente che ogni giorno lotta e dissente dal governo, che genere di partito è? Un minimo autoritario, io penso, che ha difficoltà ad accettare critiche e dissenso. Ecco quel che è. Perché i manifestanti che subiscono la repressione hanno diritto ad essere trattati con rispetto sia che si trovino a Istanbul come a Torino. A proposito di pinkwashing: come si può vedere, care amiche del Pd, in piazza le persone, le donne, autodeterminate vengono trattate in modo pessimo. Mai che da parte vostra arrivi una sola parola in difesa delle parti sociali oppresse in questa nazione. Poi non ditemi che ci sono ragioni per stabilire patti di sorellanza. Buon primo maggio, ancora, e vi lascio alla lettura di un post tratto dal tumblr Maîtresse à Penser. Buona lettura!

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Coming Out, Comunicazione, Critica femminista

La solitudine della ministra #Boschi

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A spingermi a picchiettare sulla tastiera è innanzitutto il post di un Gramellini che al meglio delle sue possibilità scomoda i classici e termini aulici quali “zitella” ed esprime un punto di vista vecchio quanto il cucco, ovverosia: sei bella e pensi di poter ottenere autonomia e successo e bla bla bla ma alla fine scopri che ti manca l’uomo e la famiglia e quelle, perdinci, sono le cose fondamentali della vita.

La ministra Boschi rilascia una intervista a Vanity Fair e racconta di cercar marito ed essere disposta a figliare. Potrà esercitar diritto alla fertilità per ben tre volte secondo il suo legittimissimo desiderio. L’intervista viene rilanciata su Corriere e Repubblica che sembrano fare eco alla campagna elettorale del Pd con ogni mezzo necessario.

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Satira, Sindaca Sceriffa, Storie

La Sindaca Sceriffa: le quote rosa sono una vera benedizione!

yesshecan2Vota Gioviale” – era scritto sul manifesto due metri per tre esposto lungo la via principale della città. Il suo nome è Bruna ed è l’esempio classico di quel che si può realizzare grazie alle pari opportunità. “Vota donna” – era il sottotesto e sullo striscione a destra ancora puoi guardare il suo volto dal sorriso artefatto e i lineamenti opportunamente corretti con Photoshop.

Bruna Gioviale è donna cresciuta in politica. Braccio destro del segretario di sezione. Braccio destro del segretario provinciale. Braccio destro del segretario regionale. Essere il braccio destro l’aveva molto confusa perché per quanto lei affermasse di essere di sinistra da molto tempo non le riusciva più di sembrare tale.

Un giorno poi le dissero che essere donna significa essere già di sinistra e incarnare il bene perciò lei non ebbe dubbi: da quel momento in poi sarebbe stata la donnità quello che l’avrebbe caratterizzata. Si presentò alle elezioni raccontando del suo grande trauma. Stuprata virtualmente da un tale che aveva osato mostrarle il pene durante una sessione chat, lei, indignatissima, aveva proposto alle donne del suo partito di studiare una proposta di legge che impedisse l’esposizione dei genitali nel web. Chiunque avesse osato mostrare un pene avrebbe immediatamente ricevuto una visita dalla polizia a tutela della fragilità delle donne (PTFD) appositamente creata per salvarle anche da queste circostanze.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Comunicazione, Pensieri Liberi, R-Esistenze

#Renzi e i bambini che gli cantano gli Inni

Dice La PantafiKa: “Io non vorrei dire niente, ma devo. I bambini e le bambine di scuola elementare cantano inni al presidente Renzi in visita alla loro scuola. Manca solo il gembiule nero. In una situazione inqualificabile come questa, una che alza la mano per dissentire è finita, soprattutto se precaria.”

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Comunicazione, Critica femminista, Culture, R-Esistenze

La lista Tsipras e le donne

Leggo i nomi della lista Tsipras e riflettevo su un dato. Ci sono alcune persone candidate nella lista Tsipras che mi piacciono (Loredana Lipperini, ad esempio). Altre un po’ meno, alcune non so chi sono. In generale però, temo più la cultura moralista (parlando di donne) sulla quale poggiano alcuni sostenitori (di area SeL o filo/piddina) e mi viene lo sconforto. La lista nasce da un appello di bella gente, senza dubbio. E’ certo che per beccare un leader hanno dovuto reperirlo in Grecia ma vabbè. Siamo in epoca di cose globali e quindi non fa differenza. L’appello di per se’ nasceva con una serie di firme di figure intellettuali di rilievo che messe assieme lasciano presagire un discorso alto, differente, fuori dalla mischia della normale battaglia politica così come la conosciamo. Le liste mi pare seguano lo stesso metodo. Nomi noti, persone conosciute, gente che in qualche modo è rappresentativa di un percorso, una battaglia politica, una posizione di visibilità in alcuni movimenti, una posizione riconosciuta, tutto molto bello.

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Comunicazione, Pensieri Liberi, R-Esistenze, Satira

Comitato per la dignità del pizzino (#Renzi, #DiMaio e la comunicazione del #Pd)

Di-Maio-Renzi-2Volevo spezzare un’arancia in favore del pizzino. Voi lo sapete che s’è meritato una brutta nomea quando si parlò di Totò Riina, ma in realtà pizzino è proprio il modo in cui dalle mie parti si chiama un appunto scritto su un pezzetto di carta. A mia nonna non le lasciavo sul tavolo il “post it”. Le lasciavo il pizzino. Mia madre va a fare la spesa portandosi dietro il pizzino con su scritto che cosa deve comprare. Perciò non lo capisco questo accanimento su un termine che deve pure assurgere a nuova dignità. Voglio dire. Riina usava anche la carta igienica, immagino, ma non è che ora tutti quanti evitano di nominarla e quando vanno al cesso si riferiscono a strisciate di pannosa cartosità. Dunque propongo di costituire il comitato per la dignità del pizzino. Ecco.

Poi leggo che Renzi è in tour benefico. Oggi in una scuola. Domani probabilmente lo vedremo in un ospizio mentre diverte i poveri anziani e dopodomani lo vedremo abbracciato con i bambini del terzomondo mentre tira su il pollicione alla fonzie. Volevo segnare un appunto sul suo stile di comunicazione che è del tipo in pubblico ti schifìo e in privato m’arricrìo (in pubblico ti schifo e in privato mi ti godo). Non si arrabbiasse con me che sono solo una palermitana media che di là d’Arno c’è stata il giusto, però se prima dici che quelli sono cattivi, nel senso che si comportano male, sono così e cosà, poi come ti viene in mente di mandargli un pizzino gentile per chiedere se ci si riparla per cose politiche ensemble?

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Attivismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

#Snoq appoggia il governo #Renzi. Alcune lasciano il Movimento!

Le Se Non Ora Quando non sono tutte uguali. Dopo l’entusiasmo iniziale in tante dall’esterno, sempre lì a tifare rivolta, guardavamo questa rete lacerarsi, con difficoltà, così come difficile è in qualche modo rinunciare a un sogno, forse un bisogno, di guardarsi insieme e progettare impiegando energia e intelligenza in un progetto. Un progetto che però, purtroppo, troppo spesso ha rivelato una natura ambigua e strettamente funzionale alla vita di partiti e/o governi rispetto ai quali bisognava porsi non da sostenitrici acritiche, quanto piuttosto da stimolo, per chi ritiene che le istituzioni siano i propri riferimenti, da pungolo, ponendo anche conflitti, se è il caso, com’è giusto fare quando ti anima un obiettivo che collettivamente ti fa società civile.

In varie fasi ho visto emergere dissidenze e sempre più spesso la discussione, reciprocamente sofferta, con queste donne assumeva contorni d’urgenza. Da un lato chi aveva bisogno di sperare ancora, sedimentare, provare a mediare, e dall’altro chi, come me e molte altre, sempre dall’esterno non potevano comunque sospendere il giudizio pur sapendo che ogni parola e ogni chiaro segno di conflitto politico non le avrebbe lasciate indifferenti.

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Antiautoritarismo, Comunicazione, Pensieri Liberi, R-Esistenze

#Pd e il braccio di ferro mediatico: continuiamo a “tifare asteroide”?

Io non stimo il Pd, come partito, per tante ragioni. So da dove viene. L’ho visto dividersi, ricompattarsi, ho visto le baruffe tra differenti fazioni, poi tutte unite perché c’era un nemico esterno, e a questo punto penso che quel nemico serva a tenere unita la base prima che fugga via come fuggite via sono tante persone che pure immaginavano un tempo che quello fosse centro/sinistra.

Il Pd ha quella radice un po’ stalinista, o sei come me o ciao (andate a rivedere quante le espulsioni in salsa Pci), e poi quel cicinino di democristianità che vorrebbe renderlo piacevole per i moderati, ma la verità è che nell’ultimo ventennio il Pd, prima Pci, poi Pds, poi Ulivo, poi Pd, ha quasi sempre votato e messo in piazza leader moderati e/o democristiani perché se non sanno un po’ di chiesa i leader non glieli vota nessuno. E non li votano perché non sono la sinistra, che è un’ambizione abbandonata tantissimi anni fa, ma sono un’area moderata che di una certa ideologia ha conservato solo il peggio: le gerarchie di partito, il paternalismo, quella maniera comunista (che nulla invidia all’altra fascista) di utilizzare questioni di donne per farne aree di “competenza” da assegnare alla funzionaria di partito tal dei tali. E’ tutta una questione di burocrazia, nulla di più. Solo un altro modo di accaparrarsi il consenso da dirottare verso il viril partito.

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Acchiappa Mostri, Antiautoritarismo, Comunicazione, Pensieri Liberi, R-Esistenze

Prassi politiche: decapitare (legalmente) un leader per decapitare un’idea!

L’attivista politic@ senza argomenti si distingue per tre capacità precise. L’ossessione per l’avversari@ politico, la capacità di fare screenshot e l’uso di polizia e magistratura per togliersi di torno chi, infine, non riesci a marginalizzare in alcun modo.

L’ossessione è quella che porta alcuni soggetti a raccogliere compulsivamente parole e frasi estrapolate dai contesti che possono essere utili a criminalizzare l’avversari@. Lo screenshot è l’azione che ne consegue. Nel caso in cui non sia sufficiente la campagna di discredito allora il segugio o la segugia sono addetti al ritrovamento di frasi, parole, virgole, utili affinché si possa presentare un esposto.

Questa attività viene svolta indifferentemente da chiunque. Perfino da chi pensa che non debba esistere un reato d’opinione ma poi, in realtà, cerca pretesti per demonizzare chi non la pensa allo stesso modo.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antisessismo, Comunicazione, R-Esistenze

Pseudo fascismo e la “barbaria”

http://www.youtube.com/watch?v=mmwXv2D5Hbw

Ricevo e pubblico l’intervento di Claudia. Buona lettura.

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Sì, ho scritto barbaria e i più attenti avranno già capito perché.

Ma andiamo con ordine. Nell’ultima settimana con pesanti e noiosi strascichi si è consumato uno degli episodi più vergognosi della storia della Repubblica italiana. Vergognoso nel senso che tutti i coinvolti dovrebbero vergognarsi e andare dietro la lavagna, come un tempo, perché il livello della “bagarre” è quello dei bambini delle elementari. Sia come pericolosità che come rilevanza.

Tutto comincia il giorno 29 gennaio 2014 quando la presidente della Camera, Laura Boldrini utilizzando per la prima volta nella storia repubblicana la “tagliola”(ovvero un prassi che permette di impedire le richieste di emendamento e le richieste di iscrizione a parlare in aula prima del voto) dà il via libera alle votazioni sulla conversione in legge del decreto Imu – Bankitalia. Tutti sanno che non devono passare 60 giorni  tra l’emissione di un decreto del governo e la sua conversione in legge, era l’ultimo giorno utile (che cosa hanno fatto nel frattempo?) il m5stelle faceva ostruzionismo e quindi Boldrini li taglia fuori. La scusa è “altrimenti gli italiani avrebbero dovuto pagare la seconda rata dell’Imu”, e con questo ricatto morale/sociale si è approvato il finanziamento per salvare i conti di Bankitalia.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Femministese, Violenza

#DeputatePd contro #M5S: davvero la querela infonde antisessismo?

Sono sette le deputate (e i deputati?) che hanno denunciato per ingiuria il parlamentare dell’M5S che si difende sostenendo di aver detto altro. Dato che l’ingiuria si sarebbe compiuta in presenza di più persone ci sono anche le circostanze aggravanti. Dunque, facendo un calcolo rapido, a meno che non facciano lo sconto famiglia cumulativo, si somma la pena prevista ripetuta per sette che in totale dovrebbe fare dai 5 (più o meno) ai 7 anni di carcere più un tot di migliaia di euro di risarcimento. Una delle deputate ha dichiarato che la querela sarebbe “simbolica” ma nella pena conseguente di simbolico direi che non c’è proprio nulla. Quel che io vedo è semplicemente l’uso della denuncia che sposta una discussione politica e culturale su un piano repressivo e penale. Quel che vedo è un gruppo di donne che non ha altri strumenti, controculturali, per sovvertire, disinnescare e ribaltare quell’offesa al punto da dover ripiegare su una richiesta di tutela che poi finisce semplicemente per esprimere un “attenti a voi, se non vi comportate bene, vi mandiamo la guardia a punirvi“. Questo, secondo la vostra opinione, risolve il sessismo? Insegna o cambierà qualcosa?

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