Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

Politica sessista ed estetica delle candidate

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C’era una volta il diritto delle donne a votare e partecipare alle elezioni con delle candidature. Generalmente venivano candidate le mogli di uomini potenti o di alti funzionari di partito ma almeno facevano uno sforzo. Poi arrivò il tempo delle quote rosa, da un eccesso all’altro, ovvero quello rappresentato da donne che vorrebbero candidarsi ed essere votate solo perché donne, e non per via del loro programma politico. Allora abbiamo sottolineato che le donne sono diverse tra loro, delle quote rosa ce ne freghiamo e che di solito le donne elette sono tanto lontane da molte altre donne anche se presuntuosamente dicono di rappresentarle tutte. Nella graduatoria di femmine non facilmente candidabili abbiamo le precarie, perché una campagna elettorale costa e la politica è una cosa per ricchi; le migranti, salvo quelle integratissime con mariti italici che diventano, all’occorrenza, cuscinetti para fango dei partiti di governo; la sex worker, in special modo quella che sceglie di fare liberamente quel lavoro, e lì vorrei vedere la campagna contro innescata dalle abolizioniste; e così via.

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Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

Unioni Civili: libertà di coscienza per chi non ha coscienza?

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Due mosse politiche pessime, a proposito del voto in favore del ddl sulle Unioni Civili. Il Pd annuncia una mozione contro “l’utero in affitto”, immagino ispirata dai deliri di talune donne di partito, e il M5S parla di libertà di coscienza sull’articolo che parla di step child adoption, l’adozione del figlio da parte del genitore non biologico. L’Italia già vieta l’utero in affitto nella legge 40. Rafforzare questo divieto non capisco cosa voglia dire. Arresteranno le donne che hanno già fatto o che vorranno fare figli, naturalmente gratis, per sorelle, madri, figlie, zie, amiche? Arresteranno quell* (per la maggior parte coppie etero) che hanno già figli grazie alla Gestazione per Altri, ovvero toglieranno i genitori a figli già nati? Dove non c’è scambio di denaro che diritto ha il governo a ficcare il naso nella libera scelta delle persone?

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Comunicazione, Contributi Critici

Iva al 4% su assorbenti: anche la strumentalizzazione delle donne è violenza!

Giacomo ha letto il mio post sulla riduzione dell’Iva al 4% per gli assorbenti e non è d’accordo su un po’ di cose. Molto volentieri pubblico qui la sua argomentata e bella critica. Buona lettura!

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In questi giorni sta circolando la notizia di una proposta di legge avanzata da Civati, per ridurre l’Iva sugli assorbenti dal 22% al 4%, equiparandoli a beni di prima necessità. L’idea della proposta ricalca leggi simili già presenti in altri paesi occidentali, ma anche le iniziative lanciate diverso tempo fa da svariate realtà del panorama politico radicale e libertario.

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Contributi Critici, L'Inchiostrato, Pensieri Liberi, R-Esistenze

Miss Italia e il tizio che guarda il dito e non la luna

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di Inchiostro

Ok.

E’ un pochino che non scrivo nulla e scommetto che non vi sono mancato.
Stavo giustappunto pensando di scrivere qualcosa riguardo la percezione dei corpi, solo che poi si è sollevato il gran macello riguardo le dichiarazioni di Miss Italia, e quindi.

Ragazzi, devo dirlo, certe cose mi fanno ammattire.
Ammattire nel senso che vengo colto da momenti di ilarità incontrollata, nel senso che sono proprio divertito.

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Contributi Critici, La posta di Eretica, Precarietà, R-Esistenze

La depressione è (anche) una questione politica

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Lui scrive:

Ciao Eretica,
quel che ti scrivo vuole essere una sorta di riflessione o commento da condividere con quanti, negli ultimi giorni, hanno scritto di depressione standoci dentro. I miei pensieri nascono dal botta e risposta della coppia prossima all’implosione. Il loro dialogo e le testimonianze successive mi hanno appassionato, non per questioni di tifo, quanto per “analisi”, quella che nessuno più fa su stesso, su quel che ci circonda e sui modi in cui l’ambiente in cui viviamo influisce sul nostro personale.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Comunicazione, Recensioni, Ricerche&Analisi

#Elezioni: il M5S attenua lo scivolamento a destra

Ma la Lega? Tutti quei voti nel Centro Italia? Come si spiega? Voti transitati da Forza Italia, alcuni dicono. Perché la sinistra pressappoco ha mantenuto. Chi c’era a combattere contro la deriva destrorsa in questa competizione elettorale? Pezzi di sinistra litigiosa e frammentata che forse si aggregano il tempo minimo per superare le elezioni, gli sbarramenti e cose così, e poi sono di nuovo punto e accapo. Come si è visto per le europee, con quel grande investimento di speranza che si era fatto sulla Lista Tsipras che poi terminò senza grandi scossoni al punto che una delle sue fondatrici, l’europarlamentare Barbara Spinelli, ha detto addio e se ne è andata per gli affari suoi. Così a sinistra, troppo impegnati a farsi le scarpe a vicenda per guadagnarsi un posto da consigliere o una candidatura, l’obiettivo di queste elezioni non si capisce quale sia stato.

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Contributi Critici, Pensieri Liberi, Personale/Politico, R-Esistenze

L’addio di Barbara

Pubblico qui questo eloquentissimo intervento che commenta la decisione di Barbara Spinelli, l’ennesima, presa senza tenere conto di chi l’ha votata, del progetto che diceva per se’ prioritario, della persona che ha mollato lì, e mi riferisco a Marco Furfaro, pur avendo lei promesso che non avrebbe accettato l’incarico di parlamentare, per non parlare di quella vicenda che è bene ricordare con un po’ di ironia, così come è tipico di Paola Bacchiddu, che riguardava un tal bikini che fu descritto come il principale problema per la Lista Tsipras. Felice di essere stata allora al fianco di Paola, assieme ad Angela Azzaro, Elettra Deiana e tante altre persone. Perché alla fine di tutto, quel che dovrebbe sempre contare, anche e soprattutto in politica, sono i legami umani. Le persone lasciate indietro quei legami li hanno coltivati e ne hanno avuto cura. Barbara Spinelli può dire altrettanto?

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Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, R-Esistenze

Chissenefrega del Ruby Ter (e basta, però!)

Non si rassegnano. La Repubblica, pur di dare addosso a Berlusconi, giusto per non scrivere che è stato assolto, dà fiato ai moralismi dei vescovi. Si scrive che si ripartirà con un Ruby Ter. Nel frattempo Ruby sarà diventata nonna e dall’alto della sua posizione riderà di tutto il casino che è successo in Italia. Si continua a invadere la privacy di tante donne con intercettazioni mirate a scoprire chissà cosa. Ma a parte la questione giudiziaria, sulla quale altri, meglio di me, sapranno dire, io vorrei riflettere sul dato culturale che deriva da tutta questa faccenda.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, Questa Donna No, R-Esistenze

Grazie alle donne del Pd ci tocca difendere un “desnudo” leghista

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di Antonella

Il leader della Lega Matteo Salvini si fa fotografare a torso nudo per la copertina di un settimanale popolare da domani in edicola . La stessa copertina già da oggi circola ovunque sui social network.

Sorriso tra l’imbarazzato e lo spavaldo, cravatta verde, fitta peluria ascellare più vello toracico in bella mostra, dichiara di non chiedere i voti per la sua prestanza fisica.

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Pari opportunità: un parrucchiere per le deputate?

Alla Camera pare che il reparto barbieria ora possa offrire servizi anche alle donne. I media ne parlano come di una battaglia fatta all’insegna delle pari opportunità dalla presidente della Camera Laura Boldrini. Non ho mai usufruito dei servizi interni alla Camera ma leggo su Repubblica, in un articolo del 2006 (non so se sono cambiate le cose), che il servizio di barbieria era gratuito per i deputati e alle deputate venivano corrisposti dei buoni per saloni convenzionati. Nel 2011 venne fuori che un ministro si faceva prestare la tessera parlamentare da un deputato per poter accedere gratis al servizio di barbieria. Il Giornale parla di un servizio attivo dal 1991 con uno stipendio, per chi ci lavora, di 2.600 euro al mese come cifra base che aumenterebbe di parecchio in anzianità. Oltre questo leggo che non ci saranno nuove assunzioni per differenziare il servizio e che saranno ritoccati i prezzi, dato che per una messa in piega prima la deputata pagava quanto un taglio/asciuga per un uomo. Deduco perciò che il servizio ora, per quanto sia scontatissimo rispetto alle cifre di mercato, sia a pagamento, che i soldi vadano alla Camera e che gli stipendi degli operatori, a carico dei contribuenti, siano coperti e non solo. Così spero.

Su Il Tempo si chiarisce poi che la decisione di estendere il servizio alle donne sarebbe a carico del collegio dei questori su richiesta di molte deputate. Dunque risponde a verità il fatto che sia stata proprio la Boldrini a portare avanti questa “battaglia”? E’ lei che avrebbe sollecitato la decisione del collegio di Questura? A rispondere alle domande pare sia la segreteria della Boldrini che specifica che la Camera in questo modo, anzi, ci guadagnerebbe. Ed è sempre la sua segreteria che spiega come la questione riguarderebbe l’impegno di Laura Boldrini. Giornalettismo invece svela come Laura Boldrini non ne sapesse proprio nulla e che, per l’appunto, l’intera faccenda sarebbe a carico del collegio dei questori.  Continua a leggere “Pari opportunità: un parrucchiere per le deputate?”

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#Duropurismo e pensiero unico di sinistra

Qualche giorno fa condividevo link in solidarietà a Erri De Luca e subito arriva chi ricorda che però egli disse una determinata cosa a proposito di Israele e Palestina. Non so esattamente cosa scrisse o disse e a questo punto non mi interessa neppure approfondire perché, lo dico con chiarezza, sono stufa. Stufa di tanto settarismo e di garantismo “a corrente alternata“, stufa del fatto che la solidarietà parrebbe più facile da dare a quell* che neppure parlano la tua lingua perché di quelli, è chiaro, puoi immaginare la pensino come te in tutto e per tutto. Eppure se indaghi la politica del compagno, la compagna, dell’immigrato, della precaria, del gay, la lesbica, delle donne, di chiunque ti ritrovi accanto nel tuo cammino identitario, troverai mille contraddizioni, complessità e differenze.

C’è da parlare della difesa di un diritto che riguarda anche te e tu stai lì a guardare la contraddizione, il punto di vista differente perché sai solidarizzare solo con chi la pensa come te? E gli altri? Meritano quello che gli capita? Racconto una cosa che accadde molti anni fa. Movimento antimafia, arrivano a casa di una giornalista/militante minacce e remember molto gentili da parte di chissà chi. Parte una sincera gara di solidarietà da compagni e compagne di ventura, gente che scriveva la realtà di ieri e anticipava quella di oggi, e la sezione locale del partitino più gruppetti di sinistra vari cosa fanno? Mandano a dire che non solidarizzano perché non amano i primadonnismi e non condividono alcune posizioni della tizia. La tizia restò viva, per fortuna, ma fosse stata ammazzata probabilmente quei “compagni” li avreste visti dietro la bara a battersi il petto per reclamarne le spoglie come martire del loro gruppo politico. Di queste cose in Sicilia, negli anni che furono, ne ho viste veramente tante e non posso spiegare quanto grande è lo sconforto, l’amarezza, provata mentre varcavo la soglia della disillusione. Non c’è sogno politico che non si infrange nella miseria umana. Questo è il punto.

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'SteFike, Comunicazione, Pensieri Liberi

#Spinelli in Europa: così muore un progetto politico!

Update: Qui le spiegazioni di Barbara Spinelli. Per me più incomprensibili della lettera pubblicata su Il Manifesto. Viene fuori che i garanti non sono garanti di alcunché. Da quando i garanti decidono per tutti? E si è perfino parlato di un sorteggio? Assurdo. Comunque sia leggetela.

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A chi crede ancora che il progetto della Lista Tsipras sopravviva suggerisco di leggere l’articolo di Enrico Sitta, militante di SeL, il post di Nicola Fratoianni, poi leggete il pezzo di Christian Raimo, non prima di aver letto la lettera di Barbara Spinelli su Il Manifesto. Suggerisco anche la lettura del post di Alessandro Gilioli e quello di Elettra Deiana che sintetizza perfettamente qual è lo stato di salute della sinistra italiana. Rivolgendosi a Marco Furfaro [QUI la sua risposta alla Spinelli], il candidato “eletto” ed escluso, di SeL, al quale va la mia solidarietà, parlando dell’assemblea di ieri dalla quale era venuta fuori una mozione di “sfiducia” nei confronti della Spinelli, dice:

Caro Marco, mi dispiace, puoi immaginare quanto. Ho seguito tutta l’assemblea di oggi e ho potuto misurare ancora una volta la distanza abissale che c’è tra la supponenza autoreferenziale delle residuali élites intellettuali della sinistra che fu, che parlano di Costituzione e democrazia mentre praticano senza pudore né limiti l’autonomia – “in solitudine” o “in presenza” – di se stessi (alla faccia del mito della cosiddetta società civile) e la domanda di “politica nelle nostre mani”, di molti giovani là presenti. La partecipazione, la richiesta di senso di ciò che si mette in campo, attraversava gran parte dell’assemblea, ma soprattutto la sua parte più giovane ed era assai forte negli interventi di tutti i ragazzi e le ragazze che hanno parlato della loro esperienza e manifestato il loro punto di vista sulla “democrazia” così invocata e così assente da quell’assemblea. Spinelli chiude il cerchio e il modo in cui la sua decisione è stata presa – compresa la sceneggiata iniziale – fornisce molto materiale di riflessione a chi volesse trarre dall’avventura dell’Altra Europa per Tsipras l’idea che mai come oggi non di un assemblaggio di testimoni di un’altra epoca c’è bisogno ma di una nuova generazione politica che tragga la sua capacità di pensare, progettare, agire dall’essere figli e figlie di questa nostra contemporaneità. E dal pensare all’Europa non attraverso i velami fantasmatici della memoria ma da quello che loro, come protagonisti in prima persona, desiderano e tentano di mettere in campo. perché l’Europa torni a essere democratica, solidale, capace di contrastare i mercati finanziari e di dare futuro alle nuove generazioni.”

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Antiautoritarismo, Comunicazione

#Spinelli: fai sapere alla base di che morte devono morire!

Aggiornamento: infine ha scritto una lettera che trovate su Il Manifesto. Ha lasciato a casa Marco Furfaro di SeL. Ricevere una simile comunicazione per lettera, senza un confronto diretto, immagino sia davvero spiacevole. Cosa ne rimane della Lista dopo le elezioni lascio a voi la libertà di immaginarlo. Questa è la politica italiana. Purtroppo.

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RifCom e SeL non ci stanno a scazzarsi per un seggio e, secondo l’Huffington Post e Il Fatto Quotidiano, firmano un documento (una mozione) congiunto che dice:

Abbiamo contribuito con grande fatica e non pochi sacrifici a dare corpo e gambe al progetto dei sei garanti che con Alexis Tsipras volevano portare in Europa la sinistra italiana, una sinistra larga e plurale. Quell’obiettivo lo abbiamo raggiunto tutti insieme. Questo processo da dopo il 25 maggio appartiene a tutti noi, non al solo comitato operativo, non ai soli comitati territoriali, non ai soli candidati, non ai soli garanti. Per questo chiediamo che le scelte e le responsabilità – anche quelle in apparenza più personali come l’accettazione o meno di un seggio – vengano prese nella consapevolezza del fatto che sono parte di un processo collettivo“.

L’indicazione è chiara. Se Barbara Spinelli decide per prendere il seggio che pure aveva promesso di lasciare dovrebbe farlo tenendo conto di tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di quel progetto. Il punto è che la la Lista Tsipras nasce seguendo un itinerario svolto con successo in Grecia dove le forze di sinistra si sono unite per realizzare una controproposta di governo credibile e che parli un altro linguaggio alternativo alle destre. Se come primo atto politico la decisione di una garante della lista italiana sortisce l’effetto di spaccare invece che unire sta veramente andando nella direzione indicata da Tsipras o cosa?

Secondo l’Huffington Post avrebbe deciso di lasciare a casa Marco Furfaro di SeL, ma nessuno sa nulla di ufficiale. E nel caso sarebbe utile sapere: perché? Su cosa si basa la sua decisione? Che notizie? Cosa? Invece niente. Non una telefonata, un contatto, niente di niente da giorni e giorni. Sarebbe questo il corso della nuova politica? Decisioni dall’alto e senza alcun contatto con la base? La stessa base che ha fatto campagna elettorale e ha indicato nei volantinaggi e nei porta a porta di votare anche Spinelli sapendo che comunque avrebbe rinunciato?

E’ giusto che una nuova aggregazione di sinistra inauguri la propria stagione politica all’insegna delle divisioni e con la spaccatura tra banali tifoserie che ieri facevano campagna elettorale contro i nemici esterni e oggi individuano il nemico esterno in quello che gli è più prossimo? Dalla decisione della Spinelli la Lista ne uscirà ridotta in cenere se tutto ciò avverrà senza una discussione collettiva. E io mi chiedo se può andare bene una aggregazione in cui ci sono mondi così diversi tra loro, un ceto intellettuale che vive su un altro pianeta, che tutto punta poi, per le questioni pratiche, la campagna elettorale, l’organizzazione in senso stretto delle cose, sui militanti e gli attivisti di partito o movimento. Se questa fascia intellettuale non partecipa alle decisioni, se si ritira nelle proprie stanze e non riflette sul dopo assieme a tutti gli altri, parrebbe una sorta di dimensione in cui c’è il mondo di pensatori e pensatrici e la manodopera al loro servizio e senza voce in capitolo sulle decisioni importanti. Questa è l’idea che viene fuori in questo momento per quanto spero sia completamente sbagliata. Qui non si parla neppure di gerarchie ma del fatto che sembrerebbe mancare una buona prassi di gestione delle relazioni politiche.

Perciò Spinelli: fagliela una telefonata. Fai sapere a chi ha fatto campagna elettorale di che morte devono morire.

E poi però non ditemi che il problema era un bikini…

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I partiti e la coscienza dell’elettorato: se non mi piaci non ti voto!

Autodeterminazione, Comunicazione, Culture, R-Esistenze

I partiti e la coscienza dell’elettorato: se non mi piaci non ti voto!

Campagna elettorale finita, Dudù è salvo, la disoccupazione per i giovani è al 46%, nel mondo è uno sfacelo e noi siamo qui che giochiamo al Grande Fratello con i partiti e i movimenti immaginando di avere diritto di “nominare” chi entra o chi esce e chi prosegue fino alla vittoria.

La politica è una cosa un po’ più seria di quel che ho visto in queste settimane. Più seria di una lista di sinistra che si rivela come somma di sigle rette con lo sputo per superare la soglia di sbarramento e quando l’hanno superata, come puntualmente per la sinistra avviene, eccoli a scazzarsi su chi dovrà cedere il posto alla garante che forse ci ripensa. Infine circolano due petizioni per dire alla garante di prendere o rinunciare e leggo che c’è chi immagina che lo sfavorito sia il candidato eletto della zona centro perché così, evviva, la Lista Tsipras porta due donne nel Parlamento europeo. Discorsi da cortile, ovviamente, nulla di ufficiale, riferisco solo umori letti qui e là a partire da gente che immagina di avere voce in capitolo.

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Comunicazione, Personale/Politico, R-Esistenze

#Tsipras, piccole miserie elettorali e rigidità identitarie

Questa non è una analisi sulle elezioni. E’ una lettura personal/politica della campagna elettorale così come l’ho vista, per un attimo, in un luogo un po’ più piccolo, presso parenti, dove ci si conosce tutti e in qualche modo ti capita di crescere assieme a chi, oggi, gravita in luoghi politici anche distanti dai tuoi. L’umanità paesana a volte racconta le cose in modo semplice e perciò tutto diventa chiaro, fuori dalle dinamiche viziate dei linciaggi sul web e fuori da ogni comunicazione mediatica in cui s’è perso il pregio di un confronto, senza augurarsi la fine prossima dell’avversario o senza perdere quel minimo di umanità indispensabile per ogni relazione.

Perciò racconto dell’abitudine di una sinistra frammentata non per sfiga ma perché i compagni e le compagne ti trovano sempre il pelo nell’uovo e più che di ragionamenti tra i duri e puri e i sinistrorsi si tratta di una caccia a chi la fa più grave, come ti dimostro che io sono più di sinistra di te e dunque come tu immediatamente devi essere rimosso dagli elenchi degli eletti. Lo so perché a sinistra ci sono cresciuta e in qualche caso ti trovavi a salutare in gran segreto un tuo amico o un tuo ex fidanzato o che ne so, perché se lo facevi alla luce del sole diventavi una reietta tanto quanto lui. Vi spiego in sintesi: la lista Tsipras, per esempio, vedeva forze di sinistra unite sotto questo cappello intellettuale di largo respiro che non ha respirato affatto. Anzi. La lista si presentava unita alle europee e poi le singole componenti si presentavano disunite alle amministrative e alle regionali. Perciò era tutto sommato quasi divertente vedere il volantinaggio in nome di Tsipras alle ore 17.00 e poi alle 18.00 l’intervento nel convegno con il sindaco appoggiato nemico giurato dell’altro pezzo di sinistra che presentava un altro candidato.

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