Contributi Critici, R-Esistenze

#Brexit: la sinistra non sa più dialogare con le masse

di Inchiostro

C’ho poco tempo e ho anche fretta, quindi sarò breve.

Si parla di dati e non li si legge. Tutti con sti cazzo di vecchi, i vecchi, i vecchi. Ok, i vecchi.
Il paragrafo successivo dell’articolo che ho letto io, e che secondo me non tutti hanno finito di leggere, dice che il grado di istruzione è stato l’ago che ha pesato sul voto.

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Contributi Critici, Culture, Personale/Politico

#Brexit: la cecità di pochi rovinerà la vita a molti!

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in blu quelli contrari all’europa, in giallo quelli a favore

 

di Edoardo McKenna

La notizia è ormai ufficiale: il Regno Unito, dopo 43 anni, è da stamane fuori dall’Unione Europea.

Non è facile per me ragionare lucidamente su questo “pasticciaccio grosso de Downing Street”, per citare malamente Gadda. Non è facile, perché in quanto detentore di passaporto britannico ed italiano, e con famiglia in entrambi i paesi, vi sono coinvolto emotivamente e da vicino. Non è facile, perché quanto sta avvenendo cozza contro buona parte degli ideali politici (nel senso più ampio del termine) che il mio intelletto considera giusti. Non è facile, perché dacché ho visto i risultati stamane sono in preda ad una rabbia furibonda come non provavo da lungo tempo.

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Antiautoritarismo, L'Inchiostrato, R-Esistenze, Violenza

La tolleranza e la polizia

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di Inchiostro

Il commento che va più di moda in questi giorni è hai visto in Francia? Mica come in Italia! Eeeeh in Itaglia ci va bene tutto! Eeeeeeh già! Italiani pecoroni! O una roba comunque molto simile.
Ora.

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Comunicazione, Contributi Critici, La posta di Eretica, R-Esistenze

#UnioniCivili: il Movimento Cinque Stelle mi ha deluso

Peccato. Peccato che il Movimento Cinque Stelle si sia astenuto dal voto alla legge sulle Unioni Civili. Peccato che non abbia supportato il voto positivo sulla step child adoption. Peccato che abbia perso l’occasione per mostrare che ha il coraggio di schierarsi e dire che ci sono persone che mancano di diritti ai quali quei diritti vanno garantiti. Persone che hanno diritto ad essere riconosciute come pari a tutti gli effetti. Allora, più che discutere su quanto e come il Pd abbia contribuito ad annacquare parti preziose della legge (e brava Michela Marzano perché ne è uscita), cosa della quale si è parlato tante volte, vorrei parlare di quello che il Movimento Cinque Stelle non ha fatto.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Il femminismo “bianco, imprenditoriale e imperialista” di Hillary Clinton

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THE WOMEN WHO SOLD THE WORLD

Queste righe sono tratte da un articolo scritto in inglese per un blog con il quale collaboro, e credo possano offrire alcuni spunti di riflessione sul ruolo delle “donne leader” e sulle contraddizioni del femminismo mainstream e/o liberale. Un dibattito necessario anche nel contesto italiano, considerando le recenti vicende riguardanti le donne ai vertici, ma anche i dibattiti intergenerazionali apparentemente inconciliabili tra femministe che si fanno portavoce di diversi interessi e modi di intendere e portare avanti la lotta femminista. Il titolo, un chiaro riferimento alla canzone di Bowie, si riferisce alla molteplice identità e relazionalità del femminismo, o meglio dei femminismi, e a come spesso le femministe in posizione di potere tendano a “vendere” il femminismo, sminuendo la complessa ricchezza e franchezza della dissidenza che considerano di nicchia.

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R-Esistenze, Satira

#Salvini a #Bruxelles – per fortuna che c’è lui

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Con Salvini io mi sento tanto al sicuro. Lui c’è. Semplicemente. Perché parlo di lui invece che parlare delle vittime degli attentati? Perché ho visto in giro molti selfie di Salvini e meno immagini sulle vittime degli attentati.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Precarietà, R-Esistenze

La donna privilegiata e il femminismo intersezionale

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È che le donne bianche, eterosessuali, cis, benestanti, cristiane, non si percepiscono come classe privilegiata. Immaginano di stare “con” quelle persone che nominano, dall’alto della propria posizione, e nel nominarle le rendono “oggetti” della loro attività normativa e moralizzatrice. Nominano le povere, le donne nere, le straniere, le orientali, le lesbiche, le trans, e nel farlo stabiliscono limiti, paletti, e danno appeal ad un imprecisato numero di caratteristiche che presto o tardi diventeranno obiettivo, desiderabile, per le classi inferiori.

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Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

Politica sessista ed estetica delle candidate

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C’era una volta il diritto delle donne a votare e partecipare alle elezioni con delle candidature. Generalmente venivano candidate le mogli di uomini potenti o di alti funzionari di partito ma almeno facevano uno sforzo. Poi arrivò il tempo delle quote rosa, da un eccesso all’altro, ovvero quello rappresentato da donne che vorrebbero candidarsi ed essere votate solo perché donne, e non per via del loro programma politico. Allora abbiamo sottolineato che le donne sono diverse tra loro, delle quote rosa ce ne freghiamo e che di solito le donne elette sono tanto lontane da molte altre donne anche se presuntuosamente dicono di rappresentarle tutte. Nella graduatoria di femmine non facilmente candidabili abbiamo le precarie, perché una campagna elettorale costa e la politica è una cosa per ricchi; le migranti, salvo quelle integratissime con mariti italici che diventano, all’occorrenza, cuscinetti para fango dei partiti di governo; la sex worker, in special modo quella che sceglie di fare liberamente quel lavoro, e lì vorrei vedere la campagna contro innescata dalle abolizioniste; e così via.

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