Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

L’IDF si rivolge alle donne palestinesi: non andate alle proteste, il vostro posto è a casa!

Lo stesso esercito che si vanta del suo atteggiamento progressista nei confronti delle donne cambia completamente tono quando si rivolge a un pubblico di lingua araba.

“La femminilità di una donna sta nella sua grazia, la sua arma è il suo spirito. Dove sono questi nella personalità di questa terrorista? “

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Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, La posta di Eretica, R-Esistenze, Violenza

Prada e gli abiti “anti-stupro” che coprono le donne

Mi scrive una ragazza che critica il victim blaming definito in un articolo su La Stampa che parla di una sfilata di moda a cura di Prada. Non solo si tratta di pink washing, ovvero di uso della lotta contro la violenza di genere per pubblicizzare un marchio, ma dalle dichiarazioni espresse pare proprio che il victim blaming sia un po’ più che accennato. Perché non creare allora un burqa?

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Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, La posta di Eretica, R-Esistenze

Torino Donna, il pinkwashing va di corsa!

Da circa 5 anni la città di Torino viene invasa, in prossimità della ricorrenza dell’otto marzo, da una marea rosa magenta che attraversa il centro partendo dalla storica Piazza San Carlo, per rientrarvi dopo un percorso di sei chilometri in un tripudio di sorrisi ed estrogeni. E’ Just the Womam I am, conosciuto più prosaicamente come Torino Donna, calderone di donnismo e buoni sentimenti già dalla descrizione presente sul sito internet (www.torinodonna.it) che si definisce, testualmente “evento di sport, cultura, benessere e socialità a sostegno della ricerca universitaria organizzato in occasione dell’8 marzo. Lo sport universitario è ancora una volta in prima linea con lo scopo di comunicare i propri valori formativi, di strumento di prevenzione e salvaguardia della salute dell’individuo e soprattutto, grazie alla propria componente aggregativa, di sensibilizzare l’opinione pubblica diventando veicolo di cultura a sostegno dell’eliminazione della violenza di genere.”

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Antisessismo, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

Il Pink Washing di Repubblica sul disastro ferroviario della linea Cremona/Milano

Trenitalia fa una corretta manutenzione? I servizi funzionano davvero? La strage suggerisce che qualcosa non vada come dovrebbe e il punto è che sono morte delle persone che stavano andando a lavorare. Parlare di uomini o donne non cambia nulla perché anzi peggiora le cose per chi combatte contro la violenza di genere. La strage riguarda persone e non  “donne”. Sono morte delle persone che casualmente sono donne. Quante sono le persone ferite? C’è qualche uomo tra queste? Ma poi seriamente: davvero dobbiamo stare qui a discutere di una cosa tanto ovvia? Questa strage non equivale ad un femminicidio e femminicidio non significa omicidio della femmina. E questa diventa in un modo o nell’altro disinformazione.

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Comunicazione, Critica femminista, Recensioni

Star Wars VII: come il marketing normalizzò il femminismo

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Star Wars, il risveglio della forza, secondo me non è poi tutta sta gran cosa femminista. Anzi prende il femminismo e lo normalizza, lo norma, dirigendolo in una sola, unica, chiara, traiettoria. Ci sono delle novità rispetto alle puntate precedenti ma nulla che non sia già noto agli/alle amanti delle saghe fantascientifiche. Non lo è più di quanto lo sia stata la protagonista di Mad Max Fury Road. Proverò a non spoilerare e cerco di fare solo alcune considerazioni sul perché sia stato venduto come prodotto femminista (gran bella dose di pinkwashing targata Disney) anche se in realtà non introduce chissà quali novità.

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Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Omonormatività: che cos’è, e perché danneggia il nostro movimento

Da QueerNotes.

Omonormatività: che cos’è, e perché danneggia il nostro movimento

Laura Kacere – tr. it. Jinny Dalloway & Agnes Nutter

L’ “omonormatività”, un fenomeno che esiste da molto prima del termine stesso, è considerato da molte persone qualcosa di distruttivo per il movimento dei diritti queer e per la comunità queer nel suo complesso.

“Omonormatività” è un termine che riguarda i problemi legati al privilegio che vediamo nella comunità queer di oggi, e che si intersecano con il privilegio delle persone “bianche”, con il capitalismo, il sessismo, la transmisoginia e il cisessismo, tutti elementi che finiscono per escludere molte persone dal movimento per uguali diritti e una maggiore libertà sessuale.

Quindi, cosa vuol dire e, soprattutto, come si manifesta l’omonormatività nelle nostre vite quotidiane? Continua a leggere “Omonormatività: che cos’è, e perché danneggia il nostro movimento”

Comunicazione, Critica femminista, Femministese, Precarietà, Questa Donna No, R-Esistenze, Welfare

Parità di salario uomo/donna? No. Più ricchezza per tutti!

Dalla notte degli Oscar, dalla viva voce di Patricia Arquette, al discorso di Christine Lagarde, presidente dell’Fmi (fondo monetario internazionale), è tutto un gran chiedere parità di salario tra uomini e donne. Lagarde parla addirittura di un complotto contro le donne e io mi chiedo come sia possibile che proprio chi sta in cima a così grosse strutture del potere economico mondiale, al di là della presenza rosa che garantisce un inequivocabile pinkwashing a colorare l’Fmi di bellezza e meraviglia, pronunci parole così ipocrite nei confronti delle donne.

E’ il biocapitalismo che rende i corpi delle donne succubi di un progetto utile alla natalità delle nazioni, mentre i figli delle zone povere vengono tenuti lontani a far gli schiavi nei propri territori, per conto di organizzazioni e imprese dell’Occidente ricco, e sono i soldi l’unico interesse di chi esige che le donne restino in casa ad adempiere ai ruoli di cura, perché in ogni nazione che si rispetti, dove la scelta governativa è stata quella di smantellare lo stato sociale, in favore di privatizzazioni e speculazioni selvagge sui servizi, le donne sono, oggi più che mai, l’ammortizzatore sociale per eccellenza.

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Autodeterminazione, Contributi Critici, Critica femminista, R-Esistenze, Recensioni

Lesbiche da divano

L'attrice Anna Foglietta interpreta il ruolo di Stella nella miniserie Ragion di Stato
L’attrice Anna Foglietta interpreta il ruolo di Stella nella miniserie Ragion di Stato

di Irina

Probabilmente sono troppo giovane, troppo illusa, troppo idealista: me lo sono sentita dire spesso. Quando, crescendo e maturando, ho capito che le scelte che riguardavano la mia vita privata avevano necessariamente anche un risvolto politico e di lotta.

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Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

Pinkwashing all’Expo Milano 2015: come usare le donne per tingere di rosa uno sfondo scuro!

Non bastavano quelli della decrescita felice ad appioppare alle donne la cura di tutto il pianeta, ci si mette pure Expo Milano 2015 a stabilire che le donne hanno l’unico impegno, in vita, di cullare il pianeta e partecipare a tutta la faccenda in quanto noi Tonne saremmo specialiste in fatto di corretta nutrizione. Dunque se devi parlare di faccende culinarie parli con le femmine. Se parli di meccanica parli con gli uomini. A scambiare i nostri presunti saperi su questa competenza attribuita per sessismo malefico e assai diffuso ci sono niente meno che artiste, scrittrici, imprenditrici, e così via e non ho capito se parteciperanno per raccontare del momento clou della loro vita, ovvero quando hanno allattato il bebè, o se osserveranno semplicemente gli scambi di competenze tra uomini inserendo, ogni tanto, quel tocco “femminile” che a certuni piace tanto. Un tenda a fiori qui, un ricamo là. Voglio dire: se parteciperanno rappresentanti istituzionali e membri di governo… alle donne presenti spetterà far attaccare alla loro tetta perfino il presidente del consiglio o potranno proferire verbo ogni tanto?

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, R-Esistenze, Violenza

#Gaza: israeliane razziste e l’istigazione allo stupro delle palestinesi

"Soldati israeliani, i residenti di Or Yehuda sono con voi! Battete/Scopate le loro madri e poi tornate sani e salvi dalle vostre.
“Soldati israeliani, i residenti di Or Yehuda sono con voi! Battete/Sfondate/Scopate le loro madri e poi tornate sani e salvi dalle vostre.”

Chiara mi segnala un paio di cose. Chiarendo che, a volte, accade anche il contrario, così la lascio raccontare. La prima:

“Parlando di maschilismo. Ho trovato oggi questo articolo [QUI la traduzione in italiano] dal titolo:”La guerra di Israele contro le donne di Gaza e il loro corpo”. Dall’articolo traggo una sintesi: Il consiglio cittadino di Or Yehuda, situato nella regione costiera di Israele, ha stampato e appeso un grosso banner per supportare i soldati israeliani. L’immagine include un linguaggio che suggerisce lo stupro delle donne palestinesi.

Il testo: “Soldati israeliani, i residenti di Or Yehuda sono con voi! “Kansu” tradotto in “pound” che, può voler dire o “picchiare” o, colloquialmente (pound her ass si trova spesso come titolo dei video porno.. violenti) scopare. La frase quindi continua: Battete/Sfondate/Scopate le loro madri e poi tornate sani e salvi dalle vostre, oppure, con il significato metaforico della frase “Kansu ba-ima shelahem” secondo l’articolo di “colpiteli con grande insensibilità”.

Dopo c’è un’altra immagine e l’annessa descrizione: si tratta di un’immagine che suggerisce lo stupro a Gaza diffusa sui social network e su WhasApp dagli israeliani. Nell’immagine, una donna con su scritto Gaza, indossa il classico vestito musulmano fino però alle cosce in posizione sensuale distesa. Il testo in ebraico dice: “Bibi, (sarebbe Netanyahu) FINISCI DENTRO QUESTA VOLTA. Firmato, cittadini a favore dell’invasione terrena”.

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Antiautoritarismo, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

Genderizzare la Guerra al Terrore

intifada bambina

Da Incroci de-generi:

Sull’uso di quel micidiale dispositivo di potere e di assoggettamento che è il genere e sulla retorica “donneebambini” nella narrazione della Guerra al Terrore, la traduzione di un articolo di Maya Mikdashi pubblicato da Jadaliyya.

Maya Mikdashi ha conseguito un dottorato presso il Dipartimento di antropologia della Columbia University. E’ co-direttora del film documentario About Baghdad. Attualmente svolge ricerca e dirige il Centro Studi sul Medio Oriente al NYU Kevorkian Center. Mikdashi è inoltre co-fondatrice ed editora di Jadaliyya, rivista elettronica prodotta dall’Arab Studies Institute. Tutt* i collaboratori e le collaboratrici di Jadaliyya, accademici, giornalisti, attivisti e artisti dal e sul Medio Oriente, svolgono per la ezine attività volontaria e non retribuita.

Possono gli uomini palestinesi essere vittime? La genderizzazione della guerra di Israele contro Gaza Continua a leggere “Genderizzare la Guerra al Terrore”