Autodeterminazione, Personale/Politico, Sessualità

La vagina mnestica

wall-of-penisesSento il bisogno di parlarvi d’altro. Mi aiuta la mia amica Irene Chias che in un capitolo del suo bel libro, Esercizi di Sevizia e Seduzione, parla di Vagina Mnestica.

Sarebbe utile avere anche un cervello mnestico, a pensarci bene, giacché perdere traccia degli stimoli che arrivano a ripensare la sua forma non è mai una gran cosa. Di fatto, il cervello, è generalmente pigro, la sua forma si adatta a quelle che poi definiamo solide, dogmatiche e incontestabili certezze, al punto che ogni dubbio sollevato viene trattato con discreta indignazione di fronte a quella che si ritiene un’eresia.

Per mio conto, vorrei dire, non ho mai avuto né il cervello statico e lo stesso posso dire della mia vagina. Allora vorrei raccontarvi come una vagina si adegua ai peni di passaggio, di forma e misura differente, e ne trae ugualmente piacere.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, R-Esistenze, Sessualità

Dissimulare l’orgasmo, che fatica! (buona liberazione anche alla pelle)

sex-toys_paris-duckie-pink_kawaiiUna delle cose più violente agite sui corpi delle persone dagli autoritarismi è l’oppressione e il veto moralista e normativo sulla sessualità. Un atto libertario e liberatorio, giusto per svestirci un attimo della tenuta militante dura e pura, è quello di scrivere, tette al vento, possibilmente a cosce nude e accavallate (fa caldo!) i mille e uno modi in cui alcune donne dissimulano la masturbazione.

Ci sono quelle che osano uno strofinio mentre con loro ci discuti. Strusciano le cosce e le vedi incastrarsi alla gamba del tavolo perché a loro è toccato sedersi in quell’angolo. Ci sono quelle che le vedi con la testa un po’ svagata e poi si assentano e vanno in bagno a toccarsi. Quelle che quando le ospiti a casa e dormono nel tuo letto pensano che se si toccano pianissimo poi nessuno mai potrà scoprirle. Scordatevi di passare inosservate. Anche se voi trattenete il fiato e non muovete un muscolo comunque sia nel silenzio pieno della notte quella mano che lavora per toccare la clitoride si sente eccome. Si sente perfino il rumore della fica che a un certo punto s’apre e quella pelle che si incendia produce un suono inconfondibile che non si può celare.

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'SteFike, Autodeterminazione, Sessualità, Storie

L’orgasmo vecchio e grasso

Cinquantotto anni e con la pancia bene in vista. Arriva a mare e dice che ha avuto un orgasmo consapevole, “da vecchia“, difficile alla conquista per via di una relazione priva di agio con il corpo. Quando hai superato la menopausa, sei sopravvissuta agli sbalzi ormonali e di temperatura, sei anche ingrassata perché qualcosa nel metabolismo è andato storto, riuscire a ritrovare confidenza con il proprio corpo è bello assai.

Maria dice che gli ultimi tempi sono stati uno strazio. Difficile la penetrazione, non le piaceva più prenderlo in bocca. Una questione di gusto, perché anche i sapori, così come gli odori, cambiano in quella condizione. La pancia le ha procurato un po’ di disagio. Una volta mi telefonò per dirmi che non la vedeva più. Ma cos’è che non vedi? Non la vedo – ripeteva – e un po’ piagnucolava. Non vedo la fighetta.

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Antiautoritarismo, Attivismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze, Sessualità

Sesso dell’orrore – Intervista a Diana Pornoterrorista

pornoterrorismo300Da Intersezioni:

“Là fuori c’è una guerra”, dichiara il manifesto Pornoterrorista sottoscritto da Diana J. Torres: una guerra contro l’ordine sessuale e l’imposizione di genere, nella quale si vince solamente combattendo il nemico con la stessa violenza. La performer spagnola, oltre a dire questo e molto altro nel suo libro Pornoterrorismo, ci mette il corpo, per chi desidera vederlo e anche per chi non vuole.

di Laura Milano e Nico Hache, (traduzione di feminoska, revisione di Lafra e Serbilla. Articolo originale qui).

La donna nuda con il passamontagna in testa e la granata-dildo in mano non esita ad affermare che “quando dall’altra parte non hai nessuno con cui dialogare, ciò che resta è il terrorismo. Il pornoterrorismo attacca la violenza contro ciò che è fuori dalla norma. Cioè, mette in scena – come tutta la postpornografia – sessualità sovversive. Questo è terrorista”. Lei è Diana Pornoterrorista, un mostro sessuale meraviglioso e inquietante dalla testa ai piedi (o, per meglio dire, dagli anfibi alla cresta). Il suo lavoro come artista di performance iniziò dieci anni fa nella nativa Madrid, con il gruppo di cabaret gore-porno-trash Shock Value e oggi è uno dei punti di riferimento del postporno in Spagna. Attualmente risiede nella città di Barcellona, ​​da dove gestisce la sua centrale operativa postporno e di attivismo queer con un collettivo di artisti locali.

Diana è una guerriera esperta ai margini del genere, una donna che ama pensarsi come costruita alla periferia di quello che è il prototipo di donna (e anche di uomo). E’ un’esibizionista dichiarata, che sale sul palco per recitare le proprie poesie al ritmo di orgasmi terrificanti. Un corpo e una voce determinata a combattere per la liberazione dei corpi, la riappropriazione e il riscatto dei loro desideri più profondi.

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Erotic Grrlz

#Bdsm e la paura di una sessualità libera

tumblr_lihsqmmkLj1qi5fmpo1_400La gente ha tanta paura della sessualità libera. Quando si trova di fronte una che ha le idee chiare e la figa consapevole tira fuori i peggiori stereotipi del mondo. Eppure la questione si riduce tutta a un punto piuttosto semplice: dove c’è consensualità non c’è violenza e se sei libera di dire che quella tal cosa non ti sta bene e quell’altra invece si non si dovrebbero avanzare obiezioni di alcun genere.

Non la capisco, per davvero, certa gente moralista che dice di volermi impedire che qualcuno mi faccia male. Fossi una che giudica direi che a esplorare il loro inconsapevole masochismo, tra l’altro imposto finanche ai figli, avrebbero tanto materiale su cui riflettere.

C’è quella che ha trascorso anni in ginocchio e in confessione e parlava della via crucis come percorso che elevava ogni individuo. E dunque se la tortura non la scegli e ti dichiari martire allora meriti il paradiso. Se invece sei tu a chiedere che qualcuno ti frusti e ne godi perciò meriti l’inferno.

E in realtà il sesso così come lo vivevano alcune nonne non era diverso da un concentrato di senso di colpa e vergogna. Una donna penetrata era una martire e il suo supplizio poteva essere tollerato solo in quanto che lei avrebbe dovuto riprodursi e al marito urgeva un buco per eiaculare.

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Erotic Grrlz

La paura e le corde invisibili

Mi aveva regalato un giglio. Lo strofinò sul mio vestito chiaro. La traccia giallastra rimane ancora adesso. Perché anche ciò che sembra puro in realtà è “sporco”. La perfezione è sporca, sporca è la vita, lo è anche l’amore. Perciò è perfetto.

Lui era un eretico delle relazioni, non coltivava dipendenze, ogni suo gesto era un regalo. Ogni parola una carezza. Ogni mano tesa un filo nella tua direzione.

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Erotic Grrlz

Sangue e pazienza

Si allenava con me come fosse un esperto di tiro con l’arco. Frammentava le richieste e gli obiettivi. Mai tutto assieme. Mai tutto in una sola volta. Allungare i tempi. Mantenere la tensione. Mischiare infine la carne come cosa necessaria, imprescindibile, come atto vitale per la propria esistenza. Come l’aria. Come il cibo. Come il sangue che mi scorre nelle vene.

Attimo dopo attimo, un seme dopo l’altro, piantato con cura e attenzione per far nascere quello che prima non c’era. Per fare attecchire, radicare. Per rendere infinito quello che non esisteva.

Aveva un trucco: prendermi un po’ per volta. Come un pasto che si vuole consumare lentamente, del quale non si ha voglia di stancarsi.

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Erotic Grrlz, Sessualità

Nel sesso mi piace essere dominata (no, non ho subito traumi!)

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Dice che siccome mi piace il sesso che mi lascia i lividi allora devo aver subito un trauma. Da piccola. Dice che siccome mi piace il sesso fatto di dominazione, attese, corde, allora devo avere proprio scarsa stima di me. L’ha proprio detta così “devi avere una scarsa stima di te…” e subito era pronta a rifondermi autostima mettendo in dubbio la mia capacità mentale, la mia percezione in fatto di violenze e quella valutazione si basava, sostanzialmente, sulla maniera in cui scopa lei.

Lei scopa, per capirci, con uno molto timido, insicuro ed è lei che lo dirige. Toccami là e leccami lì, ed è fantastico, perfetto, se a loro piace e si eccitano va bene così, ma non tutte hanno l’indole da mistress inconsapevoli e a me il ruolo che più piace è quello in cui sono dominata.

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Erotic Grrlz

Legami

Prima di lui non avevo grande confidenza con il mio corpo. Venivo usata e basta.

Quando mi disse per la prima volta che avrei dovuto toccarmi in sua presenza mi sentivo sciocca. Io che mi guardavo a malapena allo specchio. Non sapevo neppure com’ero fatta. Dentro, intendo. Nelle mie parti intime.

Lui che mi sollecitava a prendere confidenza con me stessa e a offrirmi così, per ciò che sono, senza vergognarmi di niente. Di colpo iniziai a sentirmi desiderabile, seducente. I miei movimenti divennero più sensuali. Sensi e sesso erano quelli che guidavano il mio corpo, le mie espressioni, il tono della mia voce, i miei sorrisi.

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Erotic Grrlz

Slave

Mi chiamò per ordinarmi di andare lungo una strada impervia completamente incorniciata di pini. Mi aveva detto di lasciare l’auto almeno un chilometro prima. Così feci, poi, iniziai la salita, a piedi scalzi, perché questo era quello che voleva.

Mi aspettavo un premio, anelavo il momento in cui mi avrebbe accarezzato, al buio, forse alla luce, in qualunque luogo avesse voluto.

Raggiunsi la casa di campagna dell’appuntamento. Sull’uscio era un biglietto e una benda. “Indossala!” così era scritto. E io obbedii.

Un paio di mani e braccia mi travolsero e poi mi trascinarono lungo un sentiero. Poggiai la schiena su un grosso albero e fui legata e lasciata immobile. Per ore.

Lui restava lì a sfiorarmi con la bocca, a riassumere, senza poggiare le mani, i contorni del mio corpo, i limiti dei respiri, l’inizio e la fine del mio piacere.

Disse: “apri le gambe“, e io le aprii. Un click, forse scattò una fotografia.

Un po’ per volta mi furono tolti i vestiti. Mi sfiorò appena, sentivo che lui c’era, mi voleva e io non aspettavo altri che lui.

Sciolse le mie mani, disse “aspetta” e poi andò via, ne ero sicura, perché non sentivo più il suo odore.

Potevo finirla e liberarmi. Potevo smettere. Invece rimasi e seppi che mi aveva spiata tutto il tempo. Perciò il mio premio, ancora impresso sulla pelle, arrivò solo la notte dopo.

E questa è la seconda cosa che volevo dirvi di me.

Ps: Erotic Grrlz (diario erotico postporno) è un personaggio di pura invenzione scritto da una amica (l’editing è mio). Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale. 

Erotic Grrlz

Sesso senza controllo

Salendo per i gradini di una cattedrale, proprio all’angolo, dove ancora resiste una vecchia cabina telefonica, raggiunsi un uomo privo di morale, conosciuto in chat.

Chiese “come stai?“. “Bene” dissi io. “Andiamo!” e subito annuii. Aspettava da qualche minuto ma già era impaziente. Aveva in mente di essere un uomo originale e io, piuttosto scettica, mi consegnavo a lui con grandi pretese. Volevo avere il passato, il presente, il futuro. Volevo i respiri, gli odori, i sapori. Volevo la carne, il sangue, il ritmo. Volevo sentire e volevo sapere.

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