Una volta che dissi ad un signore anziano che io facevo la pusher di speranza, mi disse di quella volta in cui sua figlia fu molestata in riva al mare. Non so come arrivammo a quella discussione. So solo che la sua espressione mi raccontò più di tante parole.
Andò così: lei era a prendere il sole, come si fa sempre nelle zone di mare, anche se è bassa stagione, spiaggia semi deserta, aria pulita, niente voci in sottofondo, niente frastuono, giochi, sabbia e schizzi addosso dei bambini che si rincorrono a vicenda. Solo mare, rumore delle onde, quell’odore, una leggera brezza, poi d’improvviso uno che s’avvicina e chiede se per caso hai un accendino.
Potrebbe chiederlo a quell’altro che sta seduto al bar in strada, ma tu hai voluto andare in fondo a tutto, dove la solitudine ti dà una bella sensazione di libertà, togli il reggitette e ti godi il sole in topless, leggi un libro, ascolti la musica alle orecchie. Tutto regolare. Regolare un corno.
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