Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Sessualità, Storie

Né etero né lesbica: faccio sesso con chi voglio!

Lei scrive:

Vorrei dare il via ad una serie di riflessioni sulle definizioni stereotipate che ti classificano come etero o lesbica quando in realtà tu fai sesso con chiunque ti faccia “sangue”, qualunque sia il suo genere e il suo sesso biologico.

Esiste una schematizzazione che diventa anche stereotipo sessista? Esiste una classificazione gerarchica che pone all’ultimo gradino le persone che non amano autodefinire il proprio orientamento sessuale come etero o lesbico?

So che devo molto a chi ha messo in atto la sfida sociale sulle imposizioni in fatto di orientamento sessuale e che c’era bisogno, forse un tempo, di classificazioni rigide ma oggi deve ancora essere così? Perché devo essere costretta a definirmi, a spiegare, a sentirmi dire che sono confusa, se non mi riconosco nelle logiche di gruppo? Perché non posso esprimere la mia sessualità come piace a me senza perciò che il mio corpo e la mia volontà siano dissezionate sotto l’occhio vigile di chi non si fa i cazzi propri?

Perché devo sentirmi dire che sono repressa o che non voglio classificarmi per non perdere spazio di accettazione sociale? E dire che se mi definissi lesbica avrei una comunità di riferimento, non subirei ostracismo e non riceverei le stesse critiche che subisco perché non voglio classificare la mia sessualità.

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Mi piacciono i/le trans e mi insultano per questo

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Lei scrive:

“Io sono E., vi scrivo per descrivervi quanto mi senta emarginata, per un argomento forse poco affrontato nel vostro blog.
Inizio subito col descrivere la mia sessualità, se devo usare una parola sola potrei dire pansessuale, ma sarebbe troppo generico e riduttivo. Alcuni differenziano i bisessuali dai pansessuali definendo i primi come coloro a cui i piacciono due sessi, quello maschile e quello femminile, ai pansessuali, invece, piace tutto, anche ciò che sta di mezzo, a me in realtà piace solo ciò che c’è di mezzo. Riesco a provare attrazione soltanto per persone che hanno forti caratteristiche di entrambi i sessi, diciamo che mi piacciono i transessuali, FtM o MtF che siano, di solito solo se il genere non è del tutto chiaro, insomma persone fortemente androgine. Lo ammetto sono strana, ma questa è la mia sessualità, io vorrei vivere una vita di coppia normale, sposarmi e avere dei figli, eppure quando parlo ad amici, colleghi universitari o conoscenti della mia sessualità tutti pensano che io voglia solo fare sesso, tutti credono che prima o poi dovrò scegliere o uomini o donne, alcuni pensano che le mie siano delle fantasie sessuali, poi c’è chi mi insulta in modo palese senza neppure accorgersene dicendo “che schifo, ma scherzi?”. Ho avuto delle storie anche abbastanza serie con persone che venivano continuamente insultate per il loro aspetto androgino, perciò non sono certo io quella che soffre di più gli insulti della gente, ma la cosa che più mi sorprende sono i comportamenti di chi è più aperto e comprensibile, come lesbiche e gay, ma anche delle femministe. Frequento persone che credono fortemente nell’uguaglianza, femministe convinte, proprio come la maggioranza delle vostre fan, vado molto spesso in locali LGBT, ho molti amici gay e lesbiche, finché bisogna rispettare i/le trans sono tutti concordi, ma quando ti piacciono i/le trans improvvisamente ridono, ti prendono in giro, ti chiedono continuamente cosa fai a letto, ma saranno affari miei no?!

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#Queer #Bdsm: quelle che sono strane due volte!

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A commento di questo racconto è arrivato un altro pezzo di vita che condivido con voi. Buona lettura!

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Bisessuale (anche se ormai come termine lo trovo pure abbastanza ristretto visto che la mia natura è indefinibile in quanto tale, fortunatamente sono uscita fuori dall’ottica di attrazione verso maschi/femmine e sentendomi estremamente vicina al movimento mi dico semplicemente queer o pansessuale) e.. sono amante del BDSM.

Diciamo che convivere con le due preferenze non è facile. Tra mille banalizzazioni, stereotipi e pregiudizi. Nell’ignoranza ti bollano come malata e quando gli domandi il perché ti rispondono “che non è normale, è estremo, troppo da malati” affibiandoti anche etichette e presunte malattie mentali, poi scopri che questa gente del BDSM non sa nulla o ne ha una visione tristemente stereotipata. Non conoscono la storia, le origini, le pratiche e soprattutto il fine.

Se tenti di spiegare loro che spesso non è necessaria nemmeno una penetrazione o un qualunque tipo di “violenza”. così come la definiscono, ma gran parte del lavoro è frutto di psicologia (tanta), di sguardi, di parole, di gesti, di comportamenti, dove le pratiche vere e proprie arrivano dopo sempre se arrivano. Ecco lì ti guardano ancora più strano. Il BDSM e le sue pratiche sono infinite nella loro possibilità e solo chi lo pratica può dire cosa quando e come. E io, da sempre amante dell’Arte, non potevo non avvicinarmi ad esso, perché Arte è, visto il bagaglio culturale enorme che queste pratiche si portano dietro.

Non so se ciò è dipeso dal mio orientamento ma non credo. Penso che ognuno abbia le sue attitudini e per quell* come noi è più difficile perché “semo strane il doppio” ma poi ecco che di tanto in tanto qualcuno con cui parlarne liberamente c’è, qualcuno curioso magari o qualcuno interessato a conoscere quel vastissimo mondo e lo fa senza giudicare. Io ho avuto la fortuna di conoscerle senza pregiudizi alcuni, scoprire tante cose nuove e quando puoi essere te stessa senza subire bigottismi ed etichette di ogni sorta è una liberazione.

La mente ristretta non riesce a comprendere perché oltre alla sua di visione non esiste altro, ecco perché vanno giù di etichette, troppa fatica per loro, troppa richiesta di pensiero, ragionamento, si perdono in mezzo a quello che per loro è un casino e per noi invece..la naturalezza più totale. Io ormai ho il radar. Riconosco il bigotto a distanza..e me lo tengo lontano fin dall’inizio. Rotture di coglioni evitate e vivo felice e contenta fiera di me stessa.
Ah, ovviamente anch’io in un mondo di “normali che si vantano di essere normali” mi sono sentita sbagliata. Ma poi osservando questi presunti normali ti accorgi che non c’è nessun vanto ad essere come loro, ci arrivi, non sto qui a dilungarmi troppo sul come ma mi auguro che tutte e tutti quelli che si sentono fuori posto lo capiranno presto, un giorno.

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