Mi aiutate a spiegare il femminismo a mia figlia?

Lui scrive:

Cara Eretica,

mi sono detto che un giorno te ne avrei parlato e dunque eccomi a dirti cosa penso del femminismo. C’è stato un momento in cui l’ho identificato in ogni donna e soprattutto nelle donne che io ho avuto la sfortuna di incontrare. Mia madre, una donna prepotente e aggressiva che zittiva mio padre solo con uno sguardo. Probabilmente una donna infelice che faceva scontare a mio padre l’infelicità che lui non era riuscito a guarire, ma perfino da adulto non sono mai riuscito a solidarizzare con lei. Mio padre è stato vittima di una donna di ferro, che si lamentava del fatto che mio padre non fosse abbastanza uomo, diceva che doveva mostrare rispetto per lei come moglie e madre ma poi voleva che lui mostrasse un carattere da “maschio” che non era il suo.

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Lei è incinta: quali diritti per lui che non vuole essere padre?

Lei scrive:

Buonasera Eretica.

Vorrei esordire ringraziandoti per il tempo che vorrai dedicare a questo messaggio e alla mia richiesta.
Premetto che questa richiesta d’aiuto ti arriva perché le mie ricerche in internet sull’argomento mi hanno portato solo a risposte lapidarie.
Si tratta di una gravidanza indesiderata, non dalla madre ma bensì dal padre.
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Quelle “femministe” mammone e papà-fobiche

La discussione sulla Gestazione per Altri, a parte sollevare molti conflitti etici e morali in un certo contesto femminista (chissà perché, quelle poche integraliste Anti/GpA stanno quasi tutte a Milano) lascia scoperta una discussione che timorosamente alcun* provano a fare.

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La “Gender” rassegna stampa di Eretica

Tre notizie degne di nota, da un punto di vista di genere, ovvio.

La prima. Un ricco saudita dice di aver prima fatto sesso con una, poi, nudo e con il pene ancora incollato di sperma, si aggira per casa per chiedere all’altra se ha bisogno di qualcosa. Lei accetta subito l’offerta e non trova di meglio da fare che tentare di farsi scopare con le mani o con altro, dalla stampa non si capisce bene. Lui lotta e resiste, povero, e cadendo, disgraziatamente, la penetra. La corte riconosce che codesta cosa non si chiama stupro. Ed è vero. Siamo alla fantascienza. E’ un incontro ravvicinato tra umano e aliena perché da quel che so alle donne ancora non hanno spostato la vagina dieci centimetri più su. A meno che lui non abbia penetrato l’ombelico bisogna considerare che dentro di lei c’erano tracce di sperma, ergo, siamo di fronte ad un battaglione di spermini allenati per le olimpiadi e anche alla presenza di un pene ad angolo retto ripiegato proprio in direzione della di lei vagina.  [Read more…]

Non voglio figli e temo di diventare come quelle madri che detesto

Lei scrive:

“Ciao carissima, mi sento di dire qualcosa che non posso dire a nessuno perchè poi sarei giudicata (male). Io da anni sono maestra d’asilo, essendo mia la struttura sono una donna impegnata: una maestra per qualche ora al giorno, una titolare che ha a che fare con genitori per la maggior parte del tempo. I genitori mi chiedono se ho figli, rispondo di no. E’ vero, non ho figli, vivo da sola con un gatto e frequento un ragazzo di sette anni piu’ piccolo. E al momento non intendo proliferare perchè non ne ho bisogno, non sento quest’assurda voglia di maternità che dopo i 25 anni colpisce 9 donne su 10.

Io vivo bene cosi: la mattina mi alzo e penso a me stessa e dedico a me stessa quel poco tempo che rimane al di fuori del lavoro. Inoltre sai che ti dico? Noto che le mamme si dimenticano del resto del mondo, cominciano a fare ragionamenti dimenticandosi che possono essere donne senza sacrificare la loro vita. E soprattutto noto che i papa’ sono quasi degli estranei nel rapporto familiare e nel rapporto con i figli. Alcuni vengono a prenderli, ma di tutto ciò che accade intorno ai figli bisogna parlarne con mamma perchè loro non ne sanno.

Questi uomini sembrano quasi spinti all’estremo del rapporto familiare e vedo queste mamme che gestiscono avidamente i loro figli cercando di allontanare papà e sminuirlo perchè “lui non è capace”. Questi papa’ con la coda tra le gambe li vedo camminare sul perimetro della vita dei loro bambini. La mamma sa tutto, la mamma decide, la mamma allatta. Io queste donne non le voglio come amiche, purtroppo sono mie clienti e vado loro incontro come posso (pur non avendo figli!).

E un’ultima cosa: da educatrice (e titolare) posso dire che forse non voglio diventare mamma anche perchè ho paura di perdere quell’oggettività nell’educare i figli degli altri, ho paura di assomigliare a quelle madri che detesto e che si annientano. Grazie per l’ascolto”

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Ho “abbandonato” mio figlio e sto benissimo

Sono Monica, ho 42 anni e ho avuto un figlio all’età di 19 anni. Non ero pronta per lui e non ero pronta per niente. Sono rimasta ad allattarlo per qualche mese e poi l’ho lasciato a suo padre che ha promesso di prendersene cura. Lui poi si sposato, ha cresciuto il bambino e ha fatto altri due figli ed è felice così. Io sono semplicemente andata per la mia strada e non ho mai avuto ripensamenti.

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E se un padre non volesse il controllo della sessualità della figlia?

Lui scrive:

“Ciao Eretica,

ho una figlia di quattro anni. L’ho allattata io dall’inizio, mia moglie non poteva (già su questo, sai la sassaiola contro di lei, da donne ovviamente). Se si sveglia di notte, chiama papà. Andavamo in giro e la portavo nella fascia, le signore del bus mi chiamavano “mammo”, mi chiedevano scherzosamente se mi toccasse un turno da babysitter. Già, perché il ruolo di per sé spetta alla madre, vero? La rabbia che mi dava, non hai idea.

Non ero, non sono “mammo”. C’è una parola molto facile per un maschio che si occupa dei propri figli: è “papà”. Fine. Sarei uno stronzo se non lo facessi, non un fenomeno se lo faccio. E per inciso, me la godo da impazzire, è mostruosamente dura, ma mi piace da matti. La maggior parte delle mamme dice a mia moglie “beata te con un marito così”. Ma poi aggiunge “però io non glielo lascerei fare”. Già: meglio scegliere un inetto e poi sobbarcarsi tutto il peso da sola e lamentarsi. Ma io non so.

Aveva quattro mesi, sul bus, la prima volta che è successo. Me lo ricordo perché non ho avuto la forza di reagire, mi ha sconvolto e segnato. Qualcuno che l’ha vista (nella fascia, quindi una specie di bozzolo), e mi ha detto una cosa tipo “eh, devi prepararti a tenerla in casa, eh”. E sorrisino. Non ci credevo.

A quattro mesi (QUATTRO MESI) sei un paio di ganasce sotto a berretti buffi, che tu possa pensare all’uso che vorrà fare della sua vagina una volta adolescente mi sembra francamente mostruoso. Enorme proprio. Non hanno mai smesso. Donne, uomini, giovani, anziani, sempre, sempre, sempre. Alludendo, spesso, allo stereotipo del padre geloso. Ma la sostanza era quella: aveva quattro mesi e io dovevo pensare al controllo sulla sua sessualità.

Io voglio che cresca libera e responsabile. Che sappia quello che vuole e come gestirlo. Il resto mi pare abominevole.”

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