Antisessismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, La posta di Eretica, R-Esistenze, Recensioni

“Gli uomini sono le nuove donne”? Pagina facebook omofoba e sessista!

Il genere è una costruzione culturale
Il genere è una costruzione culturale

 

E’ l’ennesima segnalazione che ci arriva su una certa pagina facebook, ma più che sulla pagina stessa è sulla maniera in cui questa pagina incuriosisce e viene descritta dai media. L’ultimo in ordine di tempo è l’huffington post con un articolo che parrebbe ironizzare sul senso della pagina e poi man mano si arrampica (sugli specchi) per raccontare quale meraviglia, quale sommo sapere, quale sottile umorismo, quale arguzia e intelligenza rappresenterebbe lo spazio social in questione. In realtà si tratta di una pagina che gioca con un pregiudizio antico quanto il mondo. Quelli nati biologicamente maschi che osano comportarsi senza seguire la norma etero/machista vengono definiti donne, ovvero femmine, femminielli, in poche parole froci. Un po’ come capitava al povero Billy Elliot bullizzato perché voleva fare danza classica, o come capita a qualunque uomo che non puzza, si lava le ascelle, ha un buon alito e non prende le donne con la forza per baciarle alla maniera dei film anni ’50. Sostanzialmente se non sei john wayne e non fai la voce scura e tenebrosa ingaggiando duelli ogni due per tre allora sei la “nuova donna”.

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Comunicazione, Contributi Critici, La posta di Eretica, R-Esistenze

Torto o Ragione: va in onda l’omofobia in Rai

puntata

Sergio scrive:

Vorrei segnalarti la puntata di ieri 19 Ottobre del programma “Torto o Ragione?” che ho avuto la pessima idea di vedere, incuriosito dall’argomento della puntata.

Un padre infastidito dalle “effusioni” che la figlia minorenne si scambia in casa con la sua fidanzata cita la moglie in giudizio per ottenere l’allontanamento da casa della fidanzata a cui la madre ha invece concesso libero accesso e che continua a difendere.

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Antirazzismo, Antisessismo, Comunicazione, Critica femminista, Storie

#GodLovesUganda: come la destra cristiana americana ottenne il controllo del governo ugandese

Volevo raccontarvi di un documentario che ho visto e mi ha lasciata davvero esterrefatta. Non perché non immaginassi le dinamiche ma perché a volte la realtà è talmente caricaturale da superare le stesse caricature di alcuni gretti personaggi. Si chiama God Loves Uganda, documentario indipendente presentato al Sundance Festival, che potete trovare anche in streaming (sottotitolato in italiano, per gentilezza di qualcuno che si è speso a tradurre), e parla della colonizzazione culturale e politica realizzata dalla destra cristiana in Uganda, quando era un territorio vergine, una giovane democrazia, il cui voto e le cui decisioni parlamentari potevano facilmente essere influenzate dall’esterno. La destra cristiana, in un’opera di massiccia evangelizzazione e con subdola richiesta di conversione, evangelizza con metodi classici. Sicuramente hanno appreso da altre chiese occidentali lo stile colonizzante e il furto di culture locali. Evangelizza allo scopo di applicare la legge biblica, si parla del vecchio testamento, che per alcuni fanatici diventa pretesto per chiedere l’assassinio di gay, la persecuzione di donne “adultere” o che fanno sesso fuori dal matrimonio, e di quelle che abortiscono.

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Antisessismo, Comunicazione, Critica femminista, La posta di Eretica, Pensieri Liberi, Personale/Politico, R-Esistenze

Piccola riflessione sulla banalità del male

di Lara Cambiaghi

La mia piccola riflessione nasce da un evento che mi ha fatta molto arrabbiare, non starò a spiegare cosa è successo, dirò semplicemente che sul mio profilo Facebook sono comparsi commenti omofobi. Questo genere di commenti sono generalmente accettati, da uomini e da donne, e sono considerate battute di cui ridere, “sei frocio”, “non abbassarti che quello ti inc*la”, “ti piace fare il gay” e via discorrendo. Ho cercato spesso, soprattutto sui social, di esprimere la mia opinione al riguardo, e non ho mai ottenuto risposte serie sul contenuto di ciò che scrivevo se non “sei acida”, “vatti a fare una scop*ta*, e lascio immaginare il resto; allo stesso tempo spesso queste stesse persone mi chiedevano anche l’amicizia su facebook, come se io scrivessi solo per attirare uomini. Tutto questo mi fa rabbia, ma mi ha anche permesso di riflettere e di scrivere quello che state leggendo.

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Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze, Sessualità

Censura scena sesso gay: lettera aperta a Rai2

rai

“La Rai ha censurato una scena di sesso fra due uomini, e per questo ha ricevuto moltissime critiche. Passa infatti il messaggio che il sesso fra uomini sia in qualche modo più “sporco” del sesso fra uomo e donna, o fra due donne, e che i corpi nudi e la sensualità vadano bene solo se rivolte ad un’audience composta da uomini etero. Per attutire il danno d’immagine, ha postato queste “scuse”: la toppa però è peggio del buco. Dov’è il “pudore”, quando si parla del sesso etero o delle innumerevoli donnine seminude e mute che costellano gli show televisivi? Si parla di “pudore” solo per il sesso gay fra uomini?

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Antifascismo, Antirazzismo, Comunicazione, Contributi Critici, R-Esistenze

La matrice omofoba e razzista di certi delitti non può essere relativizzata

Edoardo McKenna regala un commento critico a proposito del post tradotto e pubblicato ieri sulle politiche identitarie in UK. Ricordo, per chi non l’avesse letto che Edoardo ha scritto un interessantissimo post sul voto favorevole alla Brexit. Vi lascio alla lettura del suo punto di vista.

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Articolo complesso, comprendo la necessità di una postilla. Temo tuttavia di non condividere granché di questa analisi, per tutta una serie di ragioni.

Intanto, partiamo dal dato storico. A sentire Barnett, parrebbe che la sinistra “storica” abbia perso la propria anima nel corso degli anni 80 e 90 così, quasi per caso, come se avesse preso un’infezione dovuta a “varie ragioni”. Questa è vigliaccheria nella migliore delle ipotesi, e smemoratezza da demenza senile nella peggiore. La sinistra britannica perse il contatto con le classi deboli perché la sua dirigenza fu incapace di proteggerle allorché la Thatcher iniziò la sua guerra contro i minatori ed i sindacati che avevano fatto crollare il precedente governo conservatore di Edward Heath. Certamente il crollo dell’Unione Sovietica, l’evoluzione della società da industrializzata pesante ad IT furono ulteriori fattori: ma la perdita di prestigio e di fiducia che i Labour subirono tra i lavoratori in seguito alla loro incapacità di arginare il fenomeno Thatcher fu senza ombra di dubbio la causa principale del “riciclo” labour in salsa borghese.

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Antiautoritarismo, Comunicazione, Contributi Critici, La posta di Eretica, R-Esistenze

La strage di Orlando e l’omofobo riluttante

di Ethan Libano

I fatti di Orlando sono ormai noti a tutti. Le vittime sono persone lgbt (in gran parte di etnia ispanica), il movente l’omotransfobia e la giustificazione morale dello stragista si nasconde tra le pieghe di una visione tossica della religione e del concetto di maschio.

Chi è l’omofobo riluttante?

Nel caos di commenti sulla strage l’ho potuto osservare da vicino. Era quello impegnato a distogliere l’attenzione dalle vittime e dal reale movente. Colui che si prodigava nel negare l’esistenza dell’omofobia o a ridimensionarne la gravità.

E’ una persona che non urla, non insulta apertamente ed è educato a considerare la violenza come socialmente non accettabile. E’ la faccia “rispettabile” dell’odio che si distingue per non agire.

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Comunicazione, Questa Donna No, R-Esistenze

Il conservatorio di Bari prende le distanze dalla ex docente Ciliento

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Avrete sentito della ex docente del conservatorio di Bari che ha scritto “ai 50 gay uccisi e ai 53 feriti in Usa. per un atto terroristico. tale atto è sicuramente condannabile, ma io penso anche a quanti banbini si sono salvati da molestie sessuali“.

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Antisessismo, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze, Violenza

#Orlando: Omar Mateen ha ucciso perché fanatico, machista, omofobo

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Provate a pubblicare su facebook la foto di due uomini che si baciano. C’è chi vi dirà che l’amore è amore (e se anche fosse solo sesso?). Poi c’è chi dirà che ha i classici amici gay, ma. E via via che i commenti crescono, con numerose persone che si galvanizzano a vicenda, qualcuno osa parlare di possessioni demoniache, c’è chi lasca lì un “che schifo!”, qualcuno dice che non apprezza le manifestazione sessuali pubbliche (ma se una coppia etero si bacia per strada sono certa che non se la prenderà affatto). Poi arriva lo squadrone dei difensori della norma etero e si succedono i “vergogna”, “siete immorali”, “dovrebbero bruciarvi”, “poi non vi lamentate se vi ammazzano”, “siete esibizionisti e ve la cercate”, “va bene se lo fanno in privato ma in pubblico mi fanno vomitare”. E se ne parli ancora e dici che si sente una strisciante, neppure tanto strisciante, omofobia, ti dicono che sono “opinioni”, che esiste una lobby gay che vuole frocizzare il mondo, la stessa lobby che vuole introdurre il malvagio gender – puro personaggio fantasy – nelle scuole e che attenta alla etero-sanità-mentale dei più piccoli. I bimbi sono le presunte vittime di un processo di colonizzazione che a volte si riferisce alla frociaggine e altre invece agli immigrati. In caso di gay e musulmani gli parte l’embolo della confusione e le pupille già dilatate e colme di quella stessa materia della quale era stracolma la tal santa obbediente alle voci che le parlavano nella testa cominciano a roteare e quasi pensi che si stia trasformando in qualcosa di nuovo, di diverso, di nazista.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Comunicazione, La posta di Eretica, R-Esistenze, Violenza

La strage di #Orlando, uno sfogo

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Jess scrive:

Cara Eretica,
mi piacerebbe se questo messaggio arrivasse a tanti, per disgustarci insieme e anche riflettere.
Non si può commentare una strage come quella di Orlando, come quella al Bataclan, come le tante che accadono nel mondo e sono più o meno pubblicizzate, ogni frase di cordoglio e tristezza non ha valore di fronte a una vita umana persa e il giornalismo credo dovrebbe aver coscienza di questo: raccontare una cronaca, dare voce a chi è stato vittima ed evitare di politicizzare una tragedia.

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Affetti Liberi, Antiautoritarismo, Autodeterminazione, R-Esistenze

Festa del Papà: auguri ai padri di bambini nati con la GpA

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Leggo della scelta manettara di Alfano, Lorenzin, Binetti, improvvisamente in difesa dei corpi delle donne, che prevedono carcere e sanzioni se vuoi diventare genitore usando la GpA e poi, in quanto antiabortisti, hanno dei problemi quando tu, donna, non vuoi diventarlo. Mi chiedo come facciano, alcune femministe, a dire poi che non è vera la cosa di cui parlo sempre: quando c’è da opporre divieti alle donne, per “salvarle” malgrado siano perfettamente in grado di “salvarsi” da sole, quelle femministe smettono di essere quelle che rispettano l’autodeterminazione delle donne e diventano delle fondamentaliste del cavolo. Stiamo parlando sempre della Gestazione per Altri, volgarmente intesa, a torto, “utero in affitto”.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, La posta di Eretica

Non chiamatela “madre” se non si ritiene tale

Lei scrive:

Ciao Eretica,
vorrei aggiungere la mia voce al dibattito sull’utero in affitto.
Voglio condividere con voi la mia indignazione nei confronti di un la frase in particolare, che ultimamente corre molto di bocca in bocca: “chi vende il proprio figlio non è degna di essere chiamata madre”… Beh, sticazzi! Chi vi ha detto che la donna che presta l’utero abbia mai preteso di essere chiamata madre? Ma ancora di più, chi vi ha detto che ne abbia mai avuto il desiderio? Ma certo, è ovvio che voglia considerarsi madre, perché non dovrebbe? In fondo si tratta dello stato più ambito per una donna, l’unico meritevole di riconoscimento, il solo a cui una “donna con la D maiuscola, una DONNA e non una semplice FEMMINA” (espressioni che mi sono ahimè ritrovata sovente sotto gli occhi nella giornata di oggi) dovrebbe ambire.

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Recensioni, Violenza

Regression: i falsi ricordi generati da psichiatri e puritani

::Avviso Spoiler::
(chi non vuole sapere nulla del film si fermi qui)

Regression è un film diretto da Alejandro Amenábar e racconta una storia, ispirata da fatti assolutamente reali, che affronta il tema della regressione psicologica come meccanismo ormai screditato perché responsabile di aver creato falsi ricordi. Fu una donna, in particolare, negli anni ottanta che fece causa allo psichiatra responsabile, secondo lei, di aver creato falsi ricordi. La faccenda aveva a che fare con episodi di suggestione e isteria collettiva che, per guardare più da vicino, avrete potuto riconoscere anche in fatti di cronaca italiani. Si parlò di satanismo, sacrifici umani, cannibalismo, orge, stupri e abusi su minori. La faccenda assumeva tanta credibilità quanto più ci si avvicinava a contesti religiosamente repressivi. Il film tenta di ripercorrere, in maniera egregia, quel che fu un tempo in cui bastava nominare Satana e già la gente si scatenava con milioni di fobie. Siamo in una famiglia terribile, dalla quale è comprensibile che i figli volessero sfuggire. Il figlio viene cacciato di casa perché “sodomita” e la figlia stava segregata, con fantasie sessuali nei confronti di amici di famiglia, con una adolescenza smorzata dai divieti e dalle censure religiose, dove la religione costituiva l’elemento utile ad autoinfliggersi penitenze per cattivi comportamenti ricondotti all’uso di alcool, alle percosse ai figli, alla depressione della madre.

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Antiautoritarismo, Antispecismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Precarietà, R-Esistenze

Tutto è in vendita, anche la maternità

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da AnimAliena:

Di tutti gli articoli scritti nell’ultimo periodo intorno al tema della gestazione per altr*, quello di Muraro intitolato “La maternità non è in vendita” rappresenta la summa delle contraddizioni espresse dagli argomenti di chi si definisce contrari* ad essa – a maggior ragione quando, come in questo caso, le critiche prendono le mosse da una posizione femminista.

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