Non scegli la famiglia in cui nascere. Ti capita. Ecco tutto. A me è capitata una famiglia con un padre furioso e una madre al suo servizio, martire e sacrificata “per il bene dei figli”. Quando sono rimasta incinta non c’era niente che mi facilitasse l’idea di abortire e così ho partorito, attorniata da gente che mangiava confetti e confezionava copertine del colore adatto al sesso biologico della prole. Un parto doloroso e poi la sorpresa: non somigliavo affatto a mia madre. Non mi piaceva il martirio, il sacrificio, perciò ero egoista. Molto egoista. Talmente egoista da scegliere di ribellarmi all’altro padre padrone che entrò nella mia vita grazie ad uno spermatozoo e all’esaltazione del modello femminile sponsorizzato ovunque.
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Iva su assorbenti, paternalismo e maternalismo (Sterilizzateci Tutte!)
Maternalismo. Ho trovato il termine appropriato. Lo descrive Lina Meruane nel suo ultimo libro “Contro i figli” (da leggere!). Quando le altre dicono cosa sia meglio per te, per tutte le donne, parlando di maternità e questioni biologiche, riproduttive. Paternalismo: quando lui sa quel che è meglio per te. Unito all’ambientalismo pretestuoso, imposto come dovere di ritorno ai vecchi ruoli sociali delle donne, il paternalismo è quello dell’esponente del M5S che ci impone la maniera di raccogliere il sangue delle nostre mestruazioni.
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Tre modi per essere mascolino
di Samantha Musolino
Wikihow porta avanti stereotipi di genere?
Analisi semiseria di un articolo scemo.<
Wikihow è un sito che spiega come fare di tutto: da “come preparare un uovo sodo” a “come scrivere un romanzo”, da “come eseguire il reset di un BlackBerry” a “come diventare una fata”. Tra gli articoli c’è anche come diventare più femminile o più mascolino.
Analizziamo i “Tre modi per essere mascolino” (https://www.wikihow.it/Essere-Mascolino
#BodyLiberationFront: la pratica femminista mi ha cambiato la vita
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Le mie insicurezze sul mio corpo? Colpa del sessismo. Colpa dei maschilisti!
Lei scrive:
Le varie fasi della mia vita, con i vari cambiamenti del mio aspetto sono sempre state caratterizzate dai giudizi altrui. Vorrei riassumerli, con rabbia, perché è quella che mi porto dentro da molto tempo. Potremmo tutte stare bene con noi stesse se solo certa gente decidesse di tacere.
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#BodyLiberationFront – il nostro corteo di corpi liberati
I nostri corpi sono prigioni. Non importa quale sia il nostro grado di consapevolezza o quante volte ripetiamo a noi stesse che dobbiamo volerci bene così come siamo. I canoni estetici influenzano la nostra vita tutti i giorni e ci impediscono di vivere e respirare come vorremmo. Ed ecco perché è utile raccontarsi e mostrare quel che di noi appare come qualcosa che ci fa vergognare. Ma non c’è nulla di cui vergognarsi e raccontare e mostrare le nostre cicatrici, la panza, le smagliature, le ferite autoinflitte, la cellulite, i peli, qualunque cosa ci faccia sentire con nella “norma” estetica dominante è un po’ come rompere quelle sbarre e mettere alla luce quel che altri vorrebbero farci nascondere.
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Il sedativo più potente nella storia delle donne
Articolo scritto da Evie
In lingua originale QUI. Tradotto da Angela del Gruppo di lavoro Abbatto i Muri.
“La fissazione culturale sulla magrezza femminile non è un’ossessione sulla bellezza femminile, ma un’ossessione sull’obbedienza femminile. La dieta è il più potente sedativo politico nella storia delle donne; una popolazione silenziosamente pazza è una popolazione docile” -Naomi Wolf
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Chi sono gli uomini che si arrabbiano per i personaggi cinematografici donne e con le attrici che le interpretano?

Articolo di P. Sterczewski.
In lingua originale QUI. Traduzione di Leda del Gruppo Abbatto i Muri.
Ci sono migliaia di “cyber warriors” là fuori che combattono delle “guerre culturali” contro le figure femminili nella cultura pop, nel mondo del gaming e addirittura contro le scienziate. Lo scopo? Rimettere al loro posto le donne dotate di opinioni.
Caster Semenya e il test di femminilità nello sport
Intervista alla fine dell’articolo in lingua originale QUI. Traduzione d Benz del Gruppo Abbatto i Muri.
Anaïs Bohuon, storica dello sport e autrice di “Categorie”femminile”: Il test di femminilità nelle competizioni sportive” edizione Glyphe Terriennes:
Cosa ne pensi di questa decisione?
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La violenza di genere esiste, così come la mascolinità tossica
Mi sono stancata. Ogni volta che si parla di stupro, di cultura dello stupro, di violenza di genere arrivano i normalizzatori e le loro supporter a dire che anche gli uomini subiscono stupri. Certo, può avvenire, ma in minore numero e poi che ne sapete voi di quello che succede ad una donna quando viene stuprata, violata, derubata del suo diritto a dare o negare il consenso. Diventa solo carne da usare per eiaculazioni di uomini senza scrupoli che non capiscono o non vogliono capire. Lo stupro è violenza di genere perché è legato ai ruoli imposti (di genere) e uno di questi ruoli è quello che impone alle donne di essere sempre e solo disponibili, sempre, che si tratti della molestia ricevuta per strada, in ufficio, ad una festa, in un qualunque luogo in casa propria. E’ violenza di genere perché riguarda il fatto che le donne secondo la mentalità maschilista e patriarcale non dovrebbe sottrarsi a certe attenzioni.
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E sì che avevo re-imparato ad abbracciarti
Lui scrive:
“Vorrei che il treno si fermasse lì, in mezzo alla campagna marchigiana. Che quella stazioncina non arrivasse mai. Nonostante sia il periodo dell’anno che preferisco questo per andare da mamma e papà. Con gli alberi in fiore, le fave e i carciofi da cogliere e il canto dell’usignolo la notte. Ma no, questa primavera vorrei essere altrove, In qualsiasi altrove. Non questa volta che ci sei anche tu, non questa te. Quella te che è di nuovo in crisi, quella te che ha perso di nuovo le misure del mondo, quella te che mi ha obbligato non più di una settimana fa ad andare a raccogliere i cocci che hai lasciato in un’altra città, a scusarmi, a vergognarmi.
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Dell’ambientalismo e della feticizzazione culturale del Figlio: si può parlare di ambientalismo intersezionale?
Di Greta Thunberg abbiamo parlato su questo blog per raccontare del cyberbullismo che ha subito e che subisce ancora da parte di molte persone, tantissimi adulti che prima l’hanno ignorata, poi l’hanno derisa, oggi la combattono (poi vincerà?). Le battutine sessiste e abiliste si sono ora trasformate in ricerche su “chi sta dietro di lei”, come sempre a partire dai mondi di fusariana memoria. Il “chi ti paga” è l’elemento che mette in moto solitamente una tenace macchina del fango (accompagnata da insulti scritti da persone che osano definirsi “giornalisti”) e nel frattempo questa ragazza continua a dire quello che pensa e a farlo in modo talmente quieto da lasciare sorpresi quegli adulti scomposti e isterici che farebbero qualunque cosa pur di ottenere almeno un briciolo della popolarità che Greta ha ottenuto in poco tempo.
Non ho allattato e me ne vanto!
Lei scrive:
Avevo già scarse intenzioni di allattare mio figlio. L’ho fatto ma è durata tre settimane e poi il latte puff è scomparso. Quando l’ho detto a mia madre si è messa a strillare. “Bisogna attaccare il bambino che tira e tira fino a quando il latte non ritorna… è un miracolo”. Allora ho detto che evidentemente io non ero una miracolata e che il bambino pur se attaccato al capezzolo finiva per addormentarsi dopo due secondi. A quel punto è partita l’inchiesta. Forse io avevo un liquido malefico per farlo addormentare. Forse lo ipnotizzavo per ammansirlo. Forse, forse, forse. In ogni caso era colpa mia.
Io non volevo allattare mio figlio e il latte era morto. Che bello, pensavo. Se tutto fosse così allora basta che io dica “non voglio” e tutto smette. Tipo che non voglio più restare incinta o che non voglio più avere le mestruazioni o che non voglio essere donna. Perché questo impiccio doveva toccare solo a me? Mio marito se la rideva, conoscendo il mio senso dell’umorismo non se la prendeva più di tanto e poi è corso in farmacia a prendere il latte in polvere e ha cominciato ad aggeggiare preparando i biberon. Per lui era stata una liberazione. Vai, vai, diceva. E io uscivo tranquilla mentre lui si intratteneva con il bambino in braccio.
Il mercato maschilista delle illecite registrazioni di sexting (e nessuno fa niente)
Lei scrive:
Cara Eretica, ho deciso di scrivere a te e alle tue lettrici perché sento questa pagina come uno spazio sicuro e libero da pregiudizi, vorrei restare anonima, grazie.
Sto vivendo un incubo da 8 mesi ormai, mi spiego meglio. Circa 3 o 4 anni fa mi lasciai con il mio ex con il quale convivevo, questo mi causò mesi di depressione e ansia, inizialmente non riuscivo ad uscire, poi ho iniziato a stare meglio ma non riuscivo ad avere rapporti con altre persone e questa cosa mi dava tremendamente fastidio poiché volevo sostituirlo anche dal punto di vista sessuale, vivo in una piccola cittadina dove ci conosciamo quasi tutti e diventò impossibile conoscere qualcuno/a con il/la quale uscire.
Iniziai a chiudermi di nuovo in me stessa e passavo intere giornate e nottate a letto senza dormire, così scoprii il sexting.
Perché le donne a seno scoperto infastidiscono?

Articolo di Paula Gimenez
in lingua originale QUI. Traduzione di Camilla del Gruppo di Abbatto i Muri.
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