Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Femministese, Precarietà, R-Esistenze, Violenza

La ministra offesa? E chi difende la #NoMuos ferita?

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Della maniera in cui in generale i media avevano trattato la neoministra Boschi avevo parlato qui. Quella ministra, come le altre sette, fu presentata come l’esempio di paritarismo a cui tendeva il governo Renzi. Diversamente io ritengo sia l’espressione di una evidente operazione mediatica di pinkwashing. Una operazione che, tra l’altro, come era prevedibile, avrebbe offerto elementi di distrazione varie dall’operato del governo ogni qual volta una di queste ministre sarebbe stata offesa. In generale poi il solo fatto di opporre una critica politica alla maniera in cui questa pretesa “parità” assume un rilievo che non riguarda certo i diritti delle singole e dei singoli fuori dal palazzo, costituirebbe di per se’ un atto eretico, di blasfemia politica. Chi crediamo di essere noi che ci ostiniamo a non essere così giulive per il fatto che ‘ste otto donne stanno al governo? Già. Chi siamo noi? Perché vedete, la previsione era giusta. Opporre una critica alle ministre e criticare lo stesso governo, donnificato, diventa sessismo. Non solo. In un manicheismo imbarazzante diventerebbe perfino misoginia.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Precarietà, R-Esistenze, Violenza

#NoMuos e lotte che si incontrano (verso #8M)

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A Niscemi, come era prevedibile, la manifestazione NoMuos si scontra con un cordone della polizia che al solito assolve al “dovere” di salvaguardare un cantiere realizzato all’insegna dell’illegalità. Il copione è uguale a quello della Tav in Val Susa, come dicevano via streaming i compagni di RadiAzione.

Si fottono la terra, metro dopo metro, poi tu vai a riprendertela e ti scontri con i loro manganelli che sono lì a ribadire che a comandare sono altri. Loro sono la legge. Tu non sei nessuno. E a parte dirvi queste due o tre cose ovvie che tutte le persone che lottano e le buscano di certo sanno, quel che mi veniva in mente è che c’è una costante quando si parla di autodeterminazione violata di persone e territori. In nome del profitto, mentre si legittima la repressione e la militarizzazione di territori, vite, utero e mutande delle donne incluse.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Comunicazione, R-Esistenze

Manifestazione #NoMuos: ma quali “scontri”? Sembrava un picnic domenicale!

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Irene Di Nora è di Caltagirone, una città vicino Niscemi, luogo in cui si costruisce il Muos, ed è attivista di una associazione antimafia. Segnala una petizione da firmare e poi scrive che i media hanno parlato della manifestazione in una maniera che non le corrisponde affatto. Così le ho chiesto di raccontare quel che ha vissuto e ha visto lei. Ecco quello che ha scritto:

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, R-Esistenze, Satira

Norme repressive contro i/le #NoMuos nel decreto antiomofobia

[Satira/On]

Ennesima mossa strumentale del Governo. Il decreto sicurezza antiomofobia comprende un capitolo che parla di cessione del territorio di Niscemi, contrada Ulmo, includendo il paese, alla Nato. Sarà possibile eleggere come sindaco il capo delle forze armate che fanno da supervisione ai lavori di realizzazione del Muos. Niscemi sarà presto ribattezzata Sant Mary, riprendendo l’antico nome del paese prima che fosse modificato in quello attuale. Nel decreto inoltre si decide che la sicurezza di quel territorio da ora in poi sarà di competenza del ministero della difesa indi per cui chiunque osi violare i confini dell’area di costruzione del Muos sarà sottoposto alla Corte Marziale e processato per tradimento e violazione dei termini di sicurezza nazionale. D’accordo con il Ministero della Sanità si è deciso che anche basta avvalorare sciocche tesi di inquinamento della zona che essendo in collina ha modo di arieggiare quanto vuole e senza alcun problema. Chi ha bisogno di più aria smetta di lamentarsi e salga sul terrazzo. D’altronde sappiamo bene che l’inquinamento elettromagnetico non ha capacità di arrampicarsi oltre il primo piano e dunque potete stare tutti tranquilli. Inoltre c’è da dire che la Nato dimostra tutta la sua grande disponibilità ad esportare la sua grande idea di democrazia lasciando libertà alla popolazione civile di professare la religione che preferisce. Sicuramente molta prudenza e osservazione è dedicata a quelli che ancora si ostinano ad esibire bandiere con chiari segni residui di comunismo. Gli americani d’altronde sapevano che in europa esisteva un avamposto del Kgb e sono sempre molto pronti a condurre in patria ottimi risultati di una guerra stellare con la sconfitta definitiva del pericolo rosso.

[/Satira/Off]

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