Antiautoritarismo, Antirazzismo, R-Esistenze

Davvero i 2000 uccisi da #BokoHaram contano meno che i 12 del #CharlieHebdo?

Immagine a cura di Mauro Biani
Immagine a cura di Mauro Biani

 

Vediamo. Una tale economista, di Se Non Ora Quando, pubblica, sull’Huffington Post, un sermone a proposito del fatto che la strage di 2000 persone uccise in Nigeria dagli assassini assoldati da Boko Haram e i 12 morti a Parigi non sarebbero la stessa cosa. Sostanzialmente dice, e correggetemi se sbaglio, che laggiù c’hanno abitudini tribali, ancora hanno l’osso al naso e mangiano con le mani e invece qui da noi, che siamo assai più civili, certe cose le abbiamo debellate e non possono succedere. Dunque, se due più due fa quattro, l’economista snoq sta dicendo, alla faccia di fior di analisi che spiegano cose ben diverse, che questa inciviltà arriva da noi da gente altrettanto incivile e alla fine mi pare concluda con un atteggiamento che era quello della gente un po’ indifferente in Sicilia quando diceva che la mafia non era un nostro problema perché tanto si ammazzavano tra di loro. L’unico momento in cui si incazzavano era quando veniva colpito qualche “innocente”. Allora, sempre seguendo il filo del ragionamento, lievemente coloniale, dell’economista Snoq, il mondo si divide in mondo incivile e colpevole e l’altro civile e innocente. In definitiva, ‘sti cazzi, finché si ammazzano tra di loro, chissenefrega, se però vengono ad ammazzare i civilissimi europei invece è giusto che ci indigniamo e che marciamo in svariati milioni per ricordare che mai più dovranno permettersi di esportare la loro inciviltà qui da noi.

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Antiautoritarismo, R-Esistenze, Violenza

#Nigeria: quelle bambine usate come arma di guerra

Immagine a cura di Mauro Biani
Immagine a cura di Mauro Biani

Mentre i capi europei (come previsto) approfittano dell’attentato francese, commesso da persone nate e cresciute in Francia e non da immigrati senza permesso di soggiorno, per rimettere in discussione il Trattato di Schengen e dunque le leggi sull’immigrazione, rendendole più restrittive e violando così la libertà di circolazione degli esseri umani e mentre gli stessi capi, Hollande in testa, ne approfittino per rimettere in discussione anche le leggi che riguardano la libertà di opinione su internet presentando disegni di legge che prevedono la chiusura di siti web (bello combattere chi censura la libertà di opinione con una legge che censura quella stessa libertà) senza che ci sia neppure bisogno della sentenza, ovunque si discute di Charlie Hebdo e nessuno dedica un commento, seppur sbadato alle bambine usate come Kamikaze.

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Antiautoritarismo, Contributi Critici, R-Esistenze, Violenza

I media non ce la raccontano giusta sulle ragazze rapite in Nigeria

Tenendo conto di un’altra traduzione su un pezzo che parla del modo attraverso il quale il potere militare americano può trarre giovamento dalla campagna per la liberazione delle ragazze ecco un altro articolo che racconta come quel che serve, oggi, non c’entra con le opinioni e gli interventi calati dall’alto dagli e dalle occidentali, bianch*, neocolonialist*. Buona lettura!

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Da QueerNotes:

Articolo originale di Alexandra Hartmann su PolicyMic – Traduzione a cura di Agnes Nutter e Jinny Dalloway

I media non ce la raccontano giusta sulle ragazze rapite in Nigeria

di Alexandra Hartmann, 6 maggio 2014

Sono passate quasi tre settimane da quando decine e decine di ragazze sono state rapite in Nigeria, e i media internazionali sgomitano per avere per primi lo scoop, cercando un modo di coinvolgere il pubblico nella storia delle oltre 200 ragazze, rapite dai loro dormitori nel cuore della notte.

“[Stiamo] seguendo la vicenda in tutto e per tutto, da questo momento in poi… qualcuno deve pur farlo” ha tweettato il conduttore della CNN Jim Clancy. Un servizio sulla rivista [femminista, ndt] Ms. asserisce persino che “Le giovani nigeriane rapite siamo noi”.

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Antiautoritarismo, Attivismo, Comunicazione, Culture, R-Esistenze, Violenza

Dall’hashtag #BringBackOurGirls trae giovamento il potere militare americano

Nigeria: Michelle Obama, prego per liceali rapite

A proposito delle ragazze nigeriane e della mobilitazione per portarle a “casa”. Alcuni articoli ci raccontano una visione un po’ diversa della storia. Parlano in maniera chiara di neocolonialismo e di sollecitazione alle forze militari americane affinché intervengano e siano legittimate a espandere il proprio potere. Un articolo sul The Guardian vi dice anche qualcosa in più. Provo a tradurlo/sintetizzarlo.

Sostanzialmente dice che le vostre buone intenzioni non corrisponderebbero alle reali intenzioni che ci sono dietro la diffusione dell’hashtag BringBackOurGirls. Chiedere all’America di intervenire, invece che supportare la Nigeria nelle loro azioni di liberazione e ribellione fa più male che bene. Così racconta Jumoke Balogun, nigeriana – americana, co-fondatrice e co-editore di compareafrique.com.

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