Giulia Innocenzi è andata in viaggio in Iran. Descrive quel viaggio sul suo blog e racconta un paese visto con gli occhi di una occidentale un po’ disinformata che, suo malgrado, si presta a legittimare un quintale di islamofobia e neocolonialismo.
Solidarizzo con lei e non nego affatto che in Iran, come altrove, esistano pressioni maschiliste ma, da quel che scrive, deduco che non abbia mai viaggiato per l’Italia facendo attenzione ai molesti, agli esibizionisti dal pene in libertà, agli inseguitori, agli stupratori che qui esistono in gran numero. Deduco anche che non sappia come l’occidente paternalista usi il pinkwashing per giustificare l’aggressione ad alcune culture e ad alcuni paesi prendendo a pretesto la difesa delle donne: ovvero quelle che, a quanto pare, non saprebbero difendersi da sole e senza l’ausilio del “liberatore” occidentale. Il patriarcato del vicino è sempre più verde, per l’appunto. E il femminismo antisessista che non è Intersezionale per me è difficile da digerire.
Nel suo post, con tanto di foto che regalano una visione e stereotipata di quel paese, si parla di uomini perennemente molesti e di donne sottomesse e vittime di molestie. Mi chiedo, ancora, dove fosse la Innocenzi quando per le strade studenti e studentesse iraniane (in numero altissimo) rischiavano la morte, buttavano pietre contro il regime e furono protagoniste della rivoluzione in verde. Tra i commenti al post della Innocenzi ce n’è uno che vale la pena leggere con attenzione scritto da Giulia Presbitero. Ve lo propongo qui. Buona lettura!
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Buonasera Giulia,
sono una studentessa di relazioni internazionali dell’Università di Torino e le scrivo in merito all’articolo che ha pubblicato riguardo alla sua vacanza in Iran.
Continua a leggere “Giulia Innocenzi: sull’Iran non hai capito niente!”


![[Changes in traditional Sudanese dress. Image by Khaled Albaih]](https://abbattoimuri.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/04/large.jpg?w=1086)











