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E’ nato il Social Media Indipendente: mastodon.bida.im

E’ simile a Twitter ma rispetta la tua privacy, nel senso che non registra i tuoi dati e offre la possibilità di mantenere l’anonimato, salvo quando siamo noi stessi a renderci riconoscibili. Non è un prodotto commerciale ma una azione di attivismo militante. Non applica censura ma vi invita a seguire la policy antisessista, antirazzista, antifascista. Vi invita anche a non postare link di post che stanno su altri social (facebook etc) perché non possiamo obbligare nessun@ ad iscriversi e perché avere un blog ci permette di diffondere i nostri contenuti in uno spazio molto più ampio. La stessa policy ha accompagnato iniziative bellissime come quella di Indymedia, il sito che consentiva la libera pubblicazione di contenuti, testi, video, audio, in tempi non sospetti.

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#Snoq appoggia il governo #Renzi. Alcune lasciano il Movimento!

Le Se Non Ora Quando non sono tutte uguali. Dopo l’entusiasmo iniziale in tante dall’esterno, sempre lì a tifare rivolta, guardavamo questa rete lacerarsi, con difficoltà, così come difficile è in qualche modo rinunciare a un sogno, forse un bisogno, di guardarsi insieme e progettare impiegando energia e intelligenza in un progetto. Un progetto che però, purtroppo, troppo spesso ha rivelato una natura ambigua e strettamente funzionale alla vita di partiti e/o governi rispetto ai quali bisognava porsi non da sostenitrici acritiche, quanto piuttosto da stimolo, per chi ritiene che le istituzioni siano i propri riferimenti, da pungolo, ponendo anche conflitti, se è il caso, com’è giusto fare quando ti anima un obiettivo che collettivamente ti fa società civile.

In varie fasi ho visto emergere dissidenze e sempre più spesso la discussione, reciprocamente sofferta, con queste donne assumeva contorni d’urgenza. Da un lato chi aveva bisogno di sperare ancora, sedimentare, provare a mediare, e dall’altro chi, come me e molte altre, sempre dall’esterno non potevano comunque sospendere il giudizio pur sapendo che ogni parola e ogni chiaro segno di conflitto politico non le avrebbe lasciate indifferenti.

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#Forconi e i migranti chiusi nei nostri lager

“Denudati, messi in fila, umiliati, sottoposti a disinfestazione. Sono le immagini girate dal tg2 nel centro di contrada Imbriacola, a Lampedusa; scene che richiamano un passato lontano che nessuno avrebbe voluto più vedere.
Donne, uomini, eritrei, somali, siriani, ghanesi, kurdi, spogliati nel cortile del centro di prima accoglienza e soccorso per poi essere raggiunti dal getto di una pompa per debellare una malattia che gli viene attribuita quasi da protocollo, ma che in realtà, nella quasi totalità dei casi, viene contratta solo una volta giunti in Italia proprio a causa delle condizioni di “accoglienza” a cui sono sottoposti.
Tra loro anche i sedici superstiti del naufragio del 3 ottobre scorso, i testimoni del procedimento aperto dalla Procura di Agrigento contro gli scafisti ed i trafficanti, che da mesi sono costretti a vivere in condizioni deplorevoli.”

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#Forconi: archiviarli come “fascisti” è utile al dibattito a sinistra?

Ci rassicura, certo, pensare che la gente scesa in piazza sia solo un magma combinato di fascismi. Ci rassicura e soprattutto ci conforta prenderne le distanze perché ci basta seguire a ruota la semplificazione che del fenomeno danno i media mainstream, gli stessi che in questi giorni difendono propri giornalisti ma non perché non credono alle gogne, così almeno mi pare, piuttosto perché credono che le criminalizzazioni e le gogne sono buone solo quando le fanno loro (vedi le cose scritte contro NoTav, movimenti di sinistra e varie e vedi stile comunicazione di uno del Pd).

Sono le stesse testate che grazie a un “aiuto, i fascisti” archiviano la precarietà, il conflitto, i disagi della gente. Gli stessi che se domani siamo in piazza noi, quell* di sinistra, dicono “aiuto, i terroristi” e dunque quel che è chiaro è che il dissenso a loro non piace proprio mai, mentre il centro-sinistra e il Pd si ergono a paladini della democrazia, sono legittimati a produrre campagne di demonizzazione e criminalizzazione a destra e a manca, contro compagn* che per via di quella demonizzazione pagano, in denunce, galera, vite interrotte. Compagn* ai/alle quali si dice sempre che non devono lottare mai, in nessun caso, e possiamo anche fare finta che tutto il mondo attualmente in piazza abbia una jaguar o che si tratti di minacce eversive per la democrazia, ma se ci guardiamo attorno non possiamo fare a meno di vedere che in ogni famiglia c’è una persona che vive guai immensi, che fa la questua tra parenti per scampare, se non è già arrivato, il fallimento, lo sfratto, il suicidio.

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#9dic #forconi: commenti e report dalla piazza torinese

1460124_10202642067149986_834578067_nLa piazza di oggi, quella riassunta con le tag #9dic e #forconi, ve la sintetizzo attraverso gli occhi di chi c’era a partire da Torino. La discussione precedente aveva visto in condivisione articoli che parlavano di destra nei cortei o dietro l’organizzazione della cosa ma anche di altra varia ed eventuale complessità,  gente stanca la cui rabbia non poteva essere sottovalutata.

Due piazze torinesi: una in cui si parla di abbracci e applausi ai poliziotti che toglievano i caschi in segno di solidarietà e l’altra in cui la polizia lanciava lacrimogeni sui manifestanti.

Torino, per inciso, è la città in cui stamattina venivano arrestate 4 persone #NoTav. Ma questa è un’altra storia. Nel pomeriggio ci sarebbe stato anche un corteo del Gabrio per la “residenza subito” a rifugiati e occupanti che poi hanno finito per convergere sulla piazza in cui c’erano gli altri.

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#19O #OccupyPortaPia: casa, reddito, diritti. Il movimento continua!

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#19o #PortaPia All’assemblea parlano gli invisibili, quelli che vengono oscurati sempre, le cui rivendicazioni vengono cancellate, in un modo o nell’altro, da chi specula sulle nostre vite, da chi ha tutto l’interesse a cancellare volti ed emergenze mostrandoci i “mostri” mediaticamente gonfiati per legittimare la repressione, e dal governo che continua a realizzare una politica che massacra la povera gente per rifocillare le tasche di privilegiati. Parlano quelli che lottano, in tutti i territori, mentre raccontano le fatiche, quotidiane, di chi resiste agli sfratti, all’esproprio delle vite, dei respiri, perfino dei sogni.

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Movimenti sotto-accusa: #M5S fuori dal parlamento e a scuola di partito!

Ieri sera ho visto Report. Molto interessante, come sempre. Ad un certo punto arriva il servizio sui finanziamenti al Movimento Cinque Stelle. Ci sono cose dell’M5S che non mi piacciono, politicamente dissento, mi confronto, ma squalificare i soggetti dei quali non condivido alcune posizioni con leggine scomunica-movimenti (il Pd che dopo lo sbarramento maggioritario che ha buttato fuori i partiti di sinistra ci riprova sempre) o mettendo in campo sospetti mi sembra di una scorrettezza assurda. Avevo da dire qualcosa sul progetto di legge che l’M5S vuole presentare per l’ineleggibilità di Berlusconi, perché uno che viene votato da 9 milioni di persone, per quanto sia quanto di più lontano da me, non puoi farlo fuori in questo modo. Però poi vedo questo servizio e aspetto lo scoop. Semplicemente lo scoop non c’è. Si scopre l’acqua calda.

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