Autodeterminazione, R-Esistenze

Perché dovrei avere rispetto delle tradizioni cattoliche se quelle tradizioni non rispettano le donne?

Lei scrive:

Oggi sulla pagina ho letto un divertente scambio di accuse e in qualche caso di utili informazioni. Tutto partiva da una immagine in cui chiaramente si celebrava un rito cristiano e che quei ridicoli costumi siano parte della nostra cultura, come di quella dei templari, o del massoni e in seguito, con il dovuto copyright ai cattolici, del ku klux klan poco importava perché il senso di un post di quel tipo, a mio avviso, sta nella sua ironica laicità.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Il mercato maschilista delle illecite registrazioni di sexting (e nessuno fa niente)

Lei scrive:

Cara Eretica, ho deciso di scrivere a te e alle tue lettrici perché sento questa pagina come uno spazio sicuro e libero da pregiudizi, vorrei restare anonima, grazie.

Sto vivendo un incubo da 8 mesi ormai, mi spiego meglio. Circa 3 o 4 anni fa mi lasciai con il mio ex con il quale convivevo, questo mi causò mesi di depressione e ansia, inizialmente non riuscivo ad uscire, poi ho iniziato a stare meglio ma non riuscivo ad avere rapporti con altre persone e questa cosa mi dava tremendamente fastidio poiché volevo sostituirlo anche dal punto di vista sessuale, vivo in una piccola cittadina dove ci conosciamo quasi tutti e diventò impossibile conoscere qualcuno/a con il/la quale uscire.
Iniziai a chiudermi di nuovo in me stessa e passavo intere giornate e nottate a letto senza dormire, così scoprii il sexting.

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Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Personale/Politico, R-Esistenze, Raccontare il femminismo

Il femminismo a cosce aperte

Una delle prime cose dette da mia nonna e poi anche da mia madre non riguardava il mio benessere psicofisico, la mia salute, la possibilità di realizzazione dei miei sogni. Tutto si riassumeva in tre parole: “chiudi le cosce”. Non era un consiglio ma un’intimidazione. Dentro le mie cosce c’era qualcosa di sporco, di pericoloso, e io avevo il compito di tenerlo ben chiuso affinché il mondo fosse protetto da esso.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

#Olanda – Il gruppo di “cristiane femministe” all’attacco contro le sex workers

Articolo di Kuba Shand-Baptiste

In lingua originale QUI. Traduzione di Ilga del Gruppo Abbatto i Muri.

Il gruppo “femminista” che preme per ottenere ad Amsterdam nuove leggi contro il sex work ha sbagliato tutto. 
È solo una crociata moralista (tesa a tutelare la virtù) mascherata da preoccupazione, tra l’altro condotta da persone che non capiscono ciò di cui dicono di volersi occupare.

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Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Il Movimento Cinque Stelle boccia emendamento contro il revenge porn perché supportato da Laura Boldrini?

Vignetta satirica presa in presto da Il Vetero

 

 

Il M5S assieme alla Lega hanno bocciato la norma contro il revenge porn. Una norma attesa da tantissime donne che da tempo chiedono strumenti per difendersi. Ecco dunque quel che oggi avviene.

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Critica femminista, R-Esistenze

“Le donne sono le peggiori nemiche delle donne” ed altri luoghi comuni

Ogni volta che una donna tira fuori un insulto nei confronti di un’altra donna viene fuori qualche detto stereotipato che di fatto non ci fa bene. Le donne sono persone e in quanto tali non possono essere sopravvalutate e neppure accomunate per via della semplice biologia. Chi insiste nell’affermare che le donne sono naturalmente solidali, empatiche, caritatevoli, dedite alla cura, sbaglia e sbaglia moltissimo. Se fossimo coscienti di quel che siamo forse non ci sorprenderebbe più di tanto quel che leggiamo e vediamo ogni giorno.

Invece l’insulto di una donna diventa più grave di quel che un uomo dice. Da un uomo quindi ci si aspetta il peggio ma da una donna, femminile, leggiadra e angelica, invece no. Continuare a insistere sull’idea per la quale le donne sono il meglio della società, è deleterio per tutte noi. Siamo semplicemente umane e quindi siamo anche noi portatrici di valori e idee pessime, a volte. Le donne diventano veicoli di cultura maschilista tanto quanto gli uomini, per esempio.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Faccio la sex worker e l’otto marzo parteciperò allo sciopero delle donne

Lei scrive:

Cara Eretica, sono una donna di 36 anni che nella vita ha fatto di tutto per essere indipendente. Sono stata fin da subito disposta a viaggiare per lavoro, sono andata ovunque e ho fatto qualunque cosa. Però non ne ho ricavato nessuna stabilità ed è stato un po’ come vivere alla giornata. Ho deciso perciò di fare la sex worker e quello che non mi aspettavo era il giudizio di donne più grandi di me che pensano di sapere quello che dovrei fare con il mio corpo.

Ho detto subito alle mie amiche cosa avevo scelto di fare e ho portato la mia esperienza nelle riunioni e nella vita di tutti i giorni. Sapete qual è stato il danno maggiore? Quello che mi hanno procurato queste donne perbene che non fanno che giudicarmi e colpevolizzarmi. Naturalmente l’otto marzo io sciopererò e parteciperò alle manifestazioni che saranno organizzate ma non mi piace sentirmi giudicata e quindi sceglierò come sempre di stare con le mie amiche transfemministe e queer.

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Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Emma Marrone: insulti sessisti alle donne che criticano Salvini e Lega

Emma Marrone ha detto “Aprite i porti”. Un consigliere leghista le dice “meglio aprire le cosce” e viene espulso. Non che sia il solo a dire queste cose e non si tratta neppure di uno scivolone leghista. A me pare sia la prassi di molta gente che frequenta e vota la Lega. Per cui la mia domanda è: quando un partito che si definisce politico diventa la culla per chi produce la peggiore cultura sessista e razzista si può davvero dire che sia un partito e faccia davvero politica?

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Autodeterminazione, R-Esistenze

Una donna non vale meno se indossa abiti succinti

Questo è un lungo messaggio che Josh Weed ha pubblicato tramite il suo account Twitter. Mariella del Gruppo di Abbatto i Muri l’ha tradotto per noi.

“Sono un uomo gay cresciuto in un contesto eteronormativo. Una delle cose che mi hanno sempre lasciato basito in questo mondo è la cosiddetta cultura della “modestia”.

La più importante premessa della cultura della “modestia” è che le donne debbano vestirsi in modo da non provocare una reazione sessuale negli uomini, il che è una assurdità.

Io penso che sia assolutamente inconcepibile che un uomo possa guardare una donna e dire “Io penso che tu debba indossare qualcos’altro perché vedere la tua pelle mi eccita sessualmente. E questa eccitazione è così forte che non riesco a gestirla in maniera adeguata. Quindi per favore cambiati i vestiti”

Questa è UNA FOLLIA. Specialmente quando poi gli uomini cominciano a dire che una donna “vale di più” se si veste in un certo modo, come se coprire la pelle in qualche modo aumentasse il valore della donna, solo perché così non sollecita una reazione sessuale negli uomini. E quindi, se una donna NON fa questo? Beh, allora un uomo ha diritto di criticare una donna, insultarla, chiamarla troia e poco di buono. Tutto perché *lui* sta avendo una reazione sessuale!

Notizia sconvolgente: il valore di una donna è IMMUTABILE. È inviolabile. Non cambia con quello che indossa o non indossa. Non cambia a seconda che faccia o meno sesso.

E la sessualità di un uomo è LA SUA ESCLUSIVA RESPONSABILITA’

Volete sapere come lo so? Perché in tutta la mia vita non ho mai detto a un uomo come vestirsi, sebbene il corpo maschile mi ecciti sessualmente.

Non ho mai detto a un uomo che dovrebbe indossare una maglietta quando va a correre d’estate con il caldo. Non ho mai detto a un uomo di essere modesto.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Personale/Politico, R-Esistenze

Lei difende il “patrigno” violento? Riflessione sulla retorica del martirio delle madri ” perbene”

Opera di Zidzi Slaw Beksinski

 

Appartengo alla categoria di donne che si è “rifatta una vita”. Non capisco esattamente che vuol dire ma è così. Nel senso che la vita è sempre la stessa. Non l’ho rifatta. Sono semplicemente andata avanti. Non sono migliore di altre donne e non le giudico. Se hanno deciso di stare con altri uomini che non sono i padri biologici dei loro figli le capisco. Perciò non penso di essere superiore a nessuno quando dico che mi irritava molto avere a che fare con un uomo che si permetteva il lusso di usare un tono autoritario con mi@ figli@. Se un “estraneo” interferiva con le mie scelte educative mi incazzavo moltissimo. Ma non ero sola. I miei mi hanno aiutata molto e so che la solitudine, specie nel ruolo materno, può togliere forza e anche lucidità. Perciò non mi vanto di non aver voluto nessuno in casa mia e di mi@ figli@. Diciamo che è semplicemente capitato. Il mio ex era un violento, mi ha quasi uccisa e di su@ figli@ se ne fregava. In ogni caso credo avrei pensato che la creatura stesse meglio con me che con lui. Anche quando sono stata cattiva, violenta io stessa, egoista e tutto quel che può fare sentire in colpa una madre in questi casi.

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Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Il Revenge Porn contro i “maschi” non esiste

Esistono altre forme di bullismo ma non ciò che si riferisce alla sessualità maschile. Se la sessualità femminile è sempre descritta come sporca, qualcosa di cui vergognarsi, quella maschile viene esaltata e il revenge porn contro le donne rientra appieno nelle dinamiche di autoesaltazione. Io sono un figo e dunque ecco cosa sono riuscito a trovare. Come il cretino che si vanta di aver accumulato esperienze sessuali, come quelli che diffondono voci sulle ragazze “facili” e sulle prestazioni che forniscono.

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La terza via: stare accanto alle vittime di violenza vuol dire rispettare le loro scelte

Anni fa commisi un grave errore. Una mia amica era spavalda, disponibile e sessualmente attiva. Molto più attiva di me. Quando uno stronzo la stuprò mentre lei, ubriaca, stava lì ferma sul pavimento con gli slip strappati, io la accompagnai in ospedale perché non si risvegliava. Era andata in shock per aver bevuto troppo e io sapevo che non era colpa sua ma non potevo fare a meno di guardarla male. L’ho trattata male. Freddamente. Pensavo davvero fosse colpa sua. Quel periodo la lasciai sola e non riuscii a dirle nulla che la facesse sentire meglio. Quando discutemmo della possibilità di denunciare lo stupratore lei disse di no perché non voleva stare sulla bocca di tutti e non voleva avere ripercussioni. La mia rabbia nei suoi confronti aumentò e il perché era semplice: non faceva nulla di quello che io avrei voluto facesse. Ma io non stavo nei suoi panni. Non avevo vissuto quello che aveva vissuto lei. Eppure mi sentivo in diritto di sprecare parole per farla sentire sempre più colpevole.

Poi mi disse che era rimasta incinta, gravida dello stupratore. Voleva abortire ma all’epoca non esistevano neppure i consultori, anche se l’aborto era legale. Lei non voleva andare in ospedale perché in quel posto ci si conosceva un po’ tutti e anche questo l’avrebbe resa un bersaglio di critiche e giudizi. Preferì chiedere dei soldi allo stupratore per abortire presso un privato e in un’altra città. Questo per me fu una specie di tradimento. Perché si era rivolta a lui? Ero troppo egocentrica e ferita per capire che non aveva nessun’altra scelta. Lo ha fatto per sopravvivere e si è comportata come doveva data la situazione in cui si trovava. Lui andò con lei. Io rimasi a casa. Quando la incontrai di nuovo le mie prime parole furono “te la sei voluta” e la sua reazione fu di stanchezza. Era ovvio dato che perfino io le davo contro.

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Abolizionismo della prostituzione: una questione di classe, razza e genere

[guarda il video El abolicionismo, una cuestión de raza y de clase, Linda Porn, 2018: https://youtu.be/tkkNrPMrQUA]
Post originale QUI. Scritto da Linda Porn*.

(Traduzione di Margherita e Angela del gruppo di lavoro Abbatto i Muri)

Il movimento abolizionista è nato come un movimento guidato da élite conservatrici e religiose dell’epoca vittoriana contro una legge promossa da Napoleone I che, individuando le prostitute come focolai di infezione, le obbligava ad essere sottoposte a controlli medici obbligatori per dimostrare il proprio stato di salute e quindi essere in grado di lavorare. Alcuni membri del movimento hanno definito il regolamento “lo speculum”, imposto dallo Stato stupratore. Le abolizioniste combattevano per sottoporre ai controlli non solo le prostitute, ma anche i clienti.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, R-Esistenze, Report Militanti

Panni sporchi: dalle Magdalene laundries a Ruhama. In Irlanda si preferisce ancora purificare e redimere le prostitute

Post in lingua originale QUI.

Scritto da Maggie McNeill (traduzione di Giulia e Fiore)

“L’umanità è la lavandaia della società che strizza in lacrime i suoi panni sporchi.” Karl Kraus

Le Magdalene Laudries irlandesi sono state il risultato di una pratica secolare iniziata nel Tredicesimo secolo. Sebbene la Chiesa abbia sempre considerato la prostituzione un “male necessario”, il fervore religioso del 1200 portò “La Chiesa (e la maggior parte dei governi) a tollerare la professione ma cercò di redimere il maggior numero di prostitute possibile insegnando loro “l’errore della loro condotta”, eventualmente rinchiudendole nelle Magdalene homes.

Le condizioni di queste case variavano da tollerabile a terribile in base alle sovvenzioni e alla gestione generale; poche si occupavano delle ex-prostitute a tempo indeterminato mentre cercavano loro un marito, la maggior parte invece erano semi-prigioni in cui le donne venivano “purificate” insegnando loro “il valore di un lavoro onesto” (in altre parole estenuante e non retribuito) attraverso un regime serrato fatto di lunghe ore, minime razioni e regole ferree in cui le sorveglianti leggevano passi della Bibbia o trattati didattici.

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Le femministe radicali e il loro pregiudizio nei confronti della sessualità maschile

Uno dei temi ricorrenti nelle discussioni tra donne è quello della sessualità maschile. Così emergono anche alcuni stereotipi espressi dalle donne stesse. Le preferenze personali non possono essere messe in discussione ma quel che noto sempre è quella tendenza a generalizzare sovrapponendo il proprio sentire a quello di tutte le altre.

Se a lei non piace la penetrazione dirà che “ogni penetrazione è stupro”, mettendola dal punto di vista della femminista radicale Dworkin che di preconcetti contro la sessualità maschile ne aveva davvero moltissimi. Di conseguenza a tutte le donne alle quali piace la penetrazione viene detto che sono traditrici della causa. Il pregiudizio sulla sessualità maschile in questo caso soffoca gli stessi desideri di molte donne. Le femministe radicali, quelle della seconda onda, si scontrarono molto su questo punto con le altre femministe dette sex positive. Le ultime erano quelle che non criminalizzavano la sessualità maschile e non chiedevano che se lo mozzassero prostrandosi pentiti per tutto il male che altri uomini avevano fatto alle donne.

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