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Lei è infedele e io non sono un “marito carceriere”

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Lui scrive:

Eretica, ho pensato di scrivere questa testimonianza proprio perché il post “La mia compagna fa sesso con altri uomini e io ne sono felice“, che ho letto sul tuo blog, mi ha fatto sentire meno solo. So che quello che scrivo non è esattamente uguale a quell’esperienza ma è comunque un’esperienza di diversità sessuale in questo mondo di finti e omologati. L’amore è una cosa misteriosa nella quale non ci sono né regole né verità assolute. Nella nostra civiltà il matrimonio è fallito, la coppia è fallita, la famiglia è fallita nel tentativo di essere assoluti, di rispondere a tutte le domande. Nessuno può rispondere a tutte le domande. Nessuno/Niente che sia umano.

Io credo che l’amore sia molto difficile perché per essere credibile e duraturo non bisogna passare la giornata a plasmare la persona amata secondo i nostri desideri, a costringerla in nome dell’amore a farci da specchio e da gratificazione. Questo è l’amore di Narciso che nell’altro/a cerca in fondo solo se stesso.
Amare una donna vuol dire lasciarla vivere secondo i suoi gusti e i suoi desideri. La cosa diviene imbarazzante, scandalosa, pericolosa, dolorosa quando entriamo nel sessuale.

Le donne non sono tutte uguali, le donne sono ovviamente tutte diverse. Nella vita e dunque nella sessualità.
Ci sono quelle fredde, quelle calde, quelle fedeli, quelle ascetiche, quelle con mille voglie, quelle con dieci o cento ma sono tante lo stesso.
Amare quella donna significa accettarla tutta. E io ho provato a fare questo.
La mia compagna è molto esuberante sessualmente e noi abbiamo una vita a letto piena e gratificante. “Perfetto” – direte – “Cosa vuoi di più?”. Io infatti non voglio nulla in più. Sto benissimo, sono felice con lei, mi diverto, lei è il mio piccolo/grande paradiso sentimentale e sessuale.

Il punto di crisi arriva quando lei scopre che essere gratificata non le basta, che per lei il sesso è divertimento, che essere sazia del suo uomo non le basta. Lei si vuole divertire, vuole fare sesso con altri. E iniziano ad essere tanti.
Io avrei potuto dire: “Ma insomma! Ma non ti vergogni? Sei sazia e gratificata, hai una vita sessuale bellissima con me e cerchi altri uomini?” Poi agire sui suoi sensi di colpa e fermarla. Non l’ho fatto. Non l’ho fatto e mi costa caro.

Notti di tormento nella gelosia, ore e ore di attesa con chi sarà e che starà facendo? Lei mi chiede anche delle complicità. Vuole essere vista con questo o con quello. Vuole essere guardata mentre lo fa. Facciamo ore e ore di discorsi, cerchiamo di capirci e di seguirci a vicenda sin nelle pieghe più remote della nostra reciproca intimità: io nella mia convinta fedeltà, lei nella sua totale allegra infedeltà. Ci hanno detto: non reggerete a lungo, la vostra storia è da pazzi e salterà presto. Sono cinque anni che stiamo insieme e siamo felici.

Io sono felice perchè la vedo fiorire, è bella, è gratificata, è allegra, ha un fascino che le altre non hanno, fa girare la testa agli uomini solo quando passa per strada. Io sono felice perchè lei è lei. Lei non ha bisogno di inventarsi altro da raccontare a un marito carceriere come quello che ha avuto sino a dieci anni fa. Un adagio Zen credo dica più o meno così: “Lascia andare i cavalli, se sono tuoi torneranno da te”. Io ho fatto questo. Mi costa tanto tutti i giorni in termini di chiarezza, impegno emotivo, gelosia, discorsi infiniti, sofferenze e gioie esagerate. Mi costa tanto ma è una vita fatta di amore, libertà e verità. Una condizione che non molti altri possono vantare.

Ti ringrazio dell’ascolto.

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Faccio sesso con chi voglio e se lui ti tradisce non è colpa mia

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Sono bella? Si, sono bella. Ne sono consapevole. Gli uomini mi guardano, mi desiderano, sono attratti da me.

Non ho una particolare ritrosia nel concedermi, perché mi piace il sesso e mi piace farlo con l’uomo che sa sedurmi e mi fa stare bene. Non chiedo se è sposato, fidanzato, non mi importa nulla. D’altronde so che nel caso in cui la fidanzata o la moglie di uno dei miei amanti dovesse sapere di me è con me che se la prenderebbe, come se fosse la mia stessa presenza a causare il “tradimento”.

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Ma davvero il poliamore è indolore?

Mi scrive una donna che partecipa alla discussione su monogamia/poliamore con il racconto della sua storia. Infine pone una serie di quesiti. Voi che ne dite? Buona lettura!

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Quando ero giovane io non si parlava di “poliamore”, ma di amore libero. Diciamo che ci abbiamo provato, a mettere in discussione la gelosia, il senso di possesso, le coppie chiuse, eccetera eccetera, a provare a instaurare relazioni nuove, improntate a una maggiore libertà. Ci credevamo con tutt* noi stess* e ci abbiamo messo tutto il nostro sincero impegno. Spesso però abbiamo sofferto parecchio  e sono rimasti molti feriti sul campo, anche feriti gravi.

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Sono monogamo, non voglio che lei vada a letto con altri

Io non ci credo al poliamore. Non è per me, non sarei in grado di reggerlo. Chi sta con me sa quel che voglio e l’ultima ragazza con cui ho avuto una relazione lo sapeva di sicuro e aveva detto che le andava bene. A volte dire queste cose ti fa sembrare un pezzo d’antiquariato, come se quel che provo dipendesse dalla mia mentalità. Sono rispettosissimo delle scelte di chiunque. Ho combattuto per prendere le distanze da modelli maschili che mi fanno schifo. Non posso, però, obbligarmi a digerire qualcosa che mi fa soffrire. Ho provato a rimettermi in discussione. Mi sono fatto una violenza enorme tentando di apparire indifferente quando una mia ex usciva anche con altri. Ancora non avevo le idee chiare e quando lei mi disse che o così o niente io dissi si, pensando che potesse andare. In realtà speravo che lei poi si appassionasse solo a me. Speravo che si risolvesse in un altro modo. Ma nulla da fare. Così un bel giorno litighiamo, per altre ragioni incomprensibili. Le dico che non mi sta bene che lei vada con altri e lei mi dice “quella è la porta”. Ho fatto l’incazzato, poi il deluso. Le ho detto “come… ma possibile che sei così fredda?” e lei rispose che ero come tutti gli altri. Aperto a parole e vecchissimo nei fatti.

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Monogama, per il resto della mia vita

Altra storia a contributo sul confronto Monogamia/Poliamore. Buona lettura!

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La mia monogamia è a 360°. Rispetto chiunque faccia una scelta di vita, che sia aperta, chiusa, con valori religiosi o etico-culturali. Ma io ho scelto di essere monogama.

Cresciuta con l’idea di essere brutta, un mostro, ero al centro di tanti insulti e di appellativi ne ho ricevuti molti. Mi cantavano “She’s a monster” ridendo alle spalle. Non potevo dichiararmi a qualcuno senza esser derisa davanti al mondo intero.

“Sei brutta” mi sentivo rispondere, anche se, alla fine, chi lo diceva sceglieva sempre qualcuna più brutta di me. Non sono stata oggetto di bullismo, per fortuna, ma una volta mi misero un cartone in testa e mi diedero un pugno in faccia, come a dire che in tal caso il pugno non avrebbe mai peggiorato il mio aspetto. Poteva solo raddrizzarmi nel meglio.

Di dispetti si, ne ho ricevuti tanti. Facevano finta di vomitare quando mi guardavano in faccia.
Così, crescendo, ho odiato il mio corpo, la mia faccia, tutto di me. Non riuscivo ad approcciarmi con nessuno. Neanche quando, magari, qualcuno voleva filarmi.
Odiavo me stessa a tal punto da vergognarmi quando mi capitava di guardare negli occhi anche solo un’amica. Mi sentivo a disagio, brutta, tremendamente brutta.

Niente pomiciate adolescenziali, il gioco della bottiglia si trasformava in una prova di coraggio se qualcuno doveva baciarmi. Niente fidanzati e scappatelle dalla scuola. Nulla.
Però, un giorno, incontrai lui. E mi vergognavo di guardarlo perchè troppo bello, troppo conosciuto, troppo di troppo. Il classico stronzo, fighetto, con ai piedi una scia di ragazze molto più belle di me, più sensuali, più tutto. Lui escogitò i modi per avere il mio numero, conoscermi ed uscire.

Lui mi accarezza con la tenerezza di un ragazzo innamorato, lui mi bacia con trasporto passionale, i suoi occhi guardano una bellezza che in me ho sempre taciuto, perchè forse, in fondo, anche io sono bella.
Sono monogama perchè ho scelto lui. Solo e soltanto lui. Per il primo bacio, la prima uscita, la prima volta, il primo orgasmo.
Qualcuno dirà che è l’unico fesso che mi ha voluta e me lo tengo stretto. No, non è così.

Nessuno nasce brutto, una nomea puoi portartela dietro per tutta la vita e puoi trasformarti anche in un cigno, ma se ti appellano come brutta, per tutta la vita ti sentirai tale. Una brutta.
Avrei potuto trasformare il carattere, essere più aggressiva, più sfacciata. Avrei potuto regalare pompini a destra e a manca, ma mi sarei sentita offesa, nei miei valori, nella mia monogamia.

Rispetto chi è più libero di me e maggiormente disinibito. Ma questo non appartiene al mio mondo.
Ed è per questo che ogni giorno dono la mia nudità, il mio piacere alla sola persona che mi ha reso bella fino ad adesso. Sono monogama, e non saprei vedermi accanto a nessun altro per il resto della mia vita.

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#Monogam@? #Poliamoros@? Non voglio nessuna etichetta!

Altra storia: La invia Andrea. Buona lettura!

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Io amo. Punto. Quante persone? Una, due, di più? Che senso ha quantificare, se ami per davvero? Che senso ha quantificare, se quando ami sei corrispost@ e felice, e quel sentimento e quella felicità sono raddoppiati, triplicati, moltiplicati, perché condivisi e amplificati grazie a chi divide con te quel moto del cuore e dell’anima? Abbiamo un potenziale immenso, che tende all’infinito; perché castrare questa ricchezza preventivamente e incanalarla in uno standard tanto limitante quanto inutile? Ok, in pubblico, nel rapporto con chiunque altro, occorre un codice di comportamento condiviso, che garantisca una fiducia e una garanzia, un riferimento valido sempre e ovunque, ma perché questo dovrebbe riguardare un ambito privatissimo come la mia vita sessuale/sentimentale?

Perché dovrei rendere obbligatoriamente conto di queste cose a qualcuno non coinvolto, a chicchesia, o addirittura a quel mostruoso leviatano chiamato Stato, e conformare il mio modo di gestire queste vicende a uno standard, quando si tratta di ciò che esprime al massimo il mio essere, la mia libertà e la mia felicità? No, io mi riservo il diritto di amare quando, quanto e quant@ voglio. Mi assumo solo ed esclusivamente il dovere di capire chi ho davanti e di concordare esattamente, chiaramente e consapevolmente quello che voglio io e quello che vuole l’altra parte, o ognuna delle altre parti, e se concordiamo io rispetto quel patto siglato tra di noi, così come altrettanto mi aspetto e pretendo da chi ho davanti. Patti chiari, amicizia lunga, e ogni promessa è debito. Valgo tanto quanto la parola che dò e mantengo, dò e mi dò.

Accetti solo l’esclusività di sentimenti e di intimità sessuale, per qualsivoglia motivo? Se per me è ok, se per me tu sei ok, io sarò per te e tu sarai per me. Ci basteremo e saremo felici così.
Accetti o desideri la possibilità di non limitare i tuoi confini al rapporto a due? Avremo entrambi più margine per ulteriori sentimenti e ulteriori felicità, potenzialmente. Forse resteremo comunque solo io e te, forse no, e andremo oltre, ma comunque vivremo con più libertà, un vincolo in meno, e uno spunto di litigio e incomprensione in meno.

E’ semplice, non semplicistico. Ci arrivi razionalmente, lo capisci che il tutto ha senso, non fa una piega, e infatti il problema non è la logica. Questa è inesorabile ed evidente come un 2 più 2.
Già, ma allora perché se ci si ascolta dentro in tanti sentiamo che la cosa non suona così naturale, una resistenza frena e si alimenta di perplessità, di ansie morali e disapprovazione?

Questo dogma della fedeltà possessiva e doverosa, pensata per due e solo due, è un marchio a fuoco nell’anima, impresso da troppo presto e troppo a lungo: un tatuaggio difficile da levare, che piega cuore e mente verso la colpa e l’infelicità, di cui si dovrebbe gioire per assurdo, visto che farebbe di noi persone “serie, responsabili, a modo”.

Che dire? Per essere ok bisogna sapersi castrare nei sentimenti, nell’entusiasmo, nella gioia, e farsi bastare l’approvazione altrui per questo, perché questo deve farci stare bene, sentendoci finalmente “normali”? Ma anche no, anzi proprio no, grazie. Mi è costato arrivare a questo punto, ho riflettuto, percepito, indagato, esternato, e patito anche, e non ho più quel macigno nella mente e nel cuore.

Non accetto etichette, sono viv@ e per questo apert@ al cambiamento; potrei innamorarmi di una persona sola, oggi, e potrebbe essere così per un pò, o per la vita. Chissà, magari invece non mi fermerò qui, e amero due, o tre, o più persone, se problemi ci saranno saranno solo nostri, se felicità sarà sarà nostra anche quella. Di me e di n persone, dove n è pari o maggiore di due.

Io sarò ok e felice per me e per chi vorrà essere felice con me, e chi non sa essere se non in base a quanto prescritto da altri mi invidi, si lamenti o si prenda un ictus, non mi tange più.

Andrea

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Le infinite sfumature della monogamia

Alla discussione su poliamore, monogamia, rapporto chiuso, aperto, e via così, stanno partecipando in tant*. Ecco un altro racconto. Ne verranno altri. Per ora buona lettura!

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Conosco il mio attuale ragazzo su un sito d’incontri: nonostante le perplessità iniziali, dovute ai 20 anni di differenza, comincio a parlarci. Lui è brillante, intelligente, simpatico e dalle foto sembra avere degli occhi stupendi. In breve la situazione si capovolge: da ragazzina-preda-ambita di un uomo adulto, mi trasformo in una cacciatrice. Lo volevo conoscere, anche se solo per poche ore, anche solo una semplice uscita, un caffè, un gelato, qualsiasi cosa, tanto, male che vada, avrò buttato un pomeriggio. Così inziamo a frequentarci, andiamo a letto insieme alla seconda uscita e più mi ribello più mi trovo invischiata in una relazione che percepivo come sbagliata.

I mesi passavano e noi piano piano, senza che dicessimo nulla, creammo la nostra dimensione parallela, dove ci rifugiavamo, ognuno nei vuoti e nelle stranezze dell’altro. Dopo 5 mesi di frequentazione glielo dico, chiaro e tondo che non siamo “amici” e ormai non siamo nemmeno due tizi che si frequentano. Lui è d’accordo, quindi ok, stiamo insieme, tu sei il mio ragazzo. “Mio”, però, può avere mille sfumature diverse. Lui chiede di poter continuare a vedersi anche con altre ragazze. Mentirei se dicessi che dentro me mi sono sentita ferita: mi sembrava la cosa più naturale del mondo, che tanto avrebbe potuto farlo comunque senza dirmelo e che alla fine volevo semplicemente che fosse felice e libero, come merita ogni essere umano, non mi interessava avere un automa, stritolato dal rapporto di coppia, triste ma monogamo. Ho detto di si, senza pensarci troppo, e ovviamente la stessa cosa valeva per me, anche se, ad oggi io non l’ho mai tradito.

Il piano di prova vero e proprio fu quando mi accorsi che aveva nascosto alcune cose che avevo lasciato a casa sua: gli chiesi spiegazioni e lui me lo disse, tranquillamente. Non provai nulla. Un nulla tangibile, ma comunque un gigantesco nulla, niente rabbia e niente frustrazione o tristezza.Vi dirò di più: dopo ci feci l’amore e fu particolarmente bello. Non so perchè tuttora non mi fa arrabbiare il fatto che ogni tanto si conceda una scappatella con un’altra o che abbia molte amiche femmine con le quali in passato ha avuto delle relazioni, d’amicizia, di letto, non so. So che è felice così, mi racconta tutto e abbiamo un legame che nessun altro potrebbe capire, fatto solo di amore reciproco e sincerità. Mi piace pensare che tutto il resto siano solo facezie per sopravvivere al tedio della quotidianità.

E’ umano, è fragile ma il nostro universo vive di un equilibrio perfetto nella sua precarietà. So per certo che qualsiasi altra ragazza, nel bene e nel male non sarebbe per lui la stessa cosa, e questo mi basta alla grande. Nessuna delle mia amiche capisce questa mia scelta e mi dicono che io non mi rispetto, che dovrei chiedermi perchè vede altre ragazze e come faccio a fidarmi di lui. Semplicemente, sono felice così e non vedo perchè dovrei rischiare di perdere una persona speciale solo perchè la nostra relazione non aderisce alle convenzioni sociali di una coppia.

IO SONO FELICE, nonostante tutto o forse proprio grazie a tutto quello che caratterizza il nostro rapporto.

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Monogamia e Poliamore, davvero è necessario schierarsi?

Ancora un intervento su monogamia e poliamore. Scritto da Eli. Buona lettura!

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Sono per la monogamia, ma mi chiedo quanto sia corretto partire schierandomi in questo modo, dando l’idea che considero giusto questo pensiero e scorretto l’altro.
Sono per la monogamia ma la considero una mia scelta e rimango del pensiero che ognuno deve sentirsi libero di fare tali scelte senza sentirsi soffocare da canoni imposti per un motivo o per un altro.
Non ritengo un modo di amare più corretto dell’altro. Non ci sono persone che fanno del male a qualcuno, quindi non vedo motivi per giudicare a riguardo.

Sono per la monogamia ma dopo aver letto l’articolo “Il Poliamore? Rivendico la gelosia, il possesso e la monogamia!” sento necessario scrivere la mia visione avendone letta una che dell’amore sembra aver poco e niente.
Vivo al momento una relazione meravigliosa con una persona e non desidero al mio fianco nessun altro, né voglio che questa persona abbia al suo fianco qualcuno all’infuori di me.
Ripudio completamente il concetto di possessività e gelosia.
Non possiedo il mio compagno e lui non possiede me. Abbiamo deciso di vivere la nostra relazione in un determinato modo, abbiamo stabilito un patto e lo rispettiamo, tutto qui.

Non riesco a concepirla la gelosia. Lo amo e ho fiducia in lui come lui ne ha in me. La gelosia esiste quando pensi che qualcuno può portarti via qualcosa.
Ma questa paura la puoi giustificare in due modi:
quando quel qualcosa è un oggetto, e allora non ha volontà, pertanto chiunque può effettivamente portartelo via;
quando quel qualcosa è un qualcuno per il quale non hai fiducia e senti il bisogno di tenerlo sotto controllo, come un bambino che non è capace di rendersi conto da solo delle proprie scelte. E allora in questo caso mi domando: c’è rispetto dell’altro in questo modo?

Io so ora come ora che il mio compagno non mi tradirà, non ne ha bisogno così come non ne ho il bisogno io. Stiamo bene, ci rispettiamo, ci completiamo e ci amiamo.
Ma se dovessi dare conto di questa scelta monogama a chi sostiene il poliamore facendo l’esempio del fatto che non si prova amore verso un unico figlio, o verso un’unica amica….beh, rispondo che per quel “piano” di amore ha ragione. Si, differenzio il tipo di amore. Non perchè ritengo che uno sia superiore all’altro, ma perchè ciascuno è differente.
Il mio compagno è una persona speciale, specialissima per me. Unica. Come lui per me non esiste nessun’altro e lui ricambia in me questa visione, per questo il nostro rapporto è speciale ed esclusivo, per questo lo limito a lui e a lui soltanto.

Non è questione di “limitare l’altro” o “chiudere le porte” o “piantare scenate di gelosia” come ha scritto la sostenitrice del poliamore. Affatto. Il mio compagno non è limitato…per quanto potrei provarne immenso dolore, se lui domani si sentirà più felice con un’altra persona all’infuori di me, è libero di perseguire la sua felicità e io, amandolo, sarò felice per lui anche se ciò vorrà dire (forse) chiudere il nostro rapporto…ma lo si chiude solo perchè, ora come ora, non sento di poterlo “condividere” con una persona all’infuori di me.

Ripeto, il nostro è un patto stabilito fin dall’inizio e così come chi è per il poliamore non è uno che va in giro a fare orge ma stabilisce un rapporto a tre, o quattro (o con i numeri che vuole), facendo in ogni caso un accordo io faccio un accordo in altro modo.
Perchè ritenere quindi un accordo più “aperto” dell’altro dandogli una connotazione più positiva? A che pro? Per necessità di inutile schieramento? Perchè o sei poliamoroso e mentalmente aperto o sei monogamo, triste e chiuso in te stesso? Non mi sembra corretto.
Penso siano rispettabili entrambe le scelte, e anche giuste se chi le vive è felice e soddisfatto di tale situazione.

Anche io e il mio compagno talvolta guardiamo altre persone e ci esprimiamo a riguardo, magari scherzandoci anche, ma ci piace sentire e vivere questo gioiello esclusivo che è il nostro rapporto, i nostri sentimenti.
Va detto che ho pure provato a vivere un rapporto di “poliamore” diverso tempo fa, quindi non sto nemmeno parlando di qualcosa che non conosco. Affatto. Avevo una persona che amavo sinceramente e con la quale, in completa onestà, stabilimmo reciprocamente che eravamo entrambi d’accordo a tenerci aperti all’idea di inserire una nuova persona in tale rapporto. E vi dico anche, in tutta sincerità, che per me non era un problema che lui frequentasse un’altra persona.

Ahimè fu un accordo a parole. Quando io trovai un altro da frequentare lui manifestò in malo modo tutto il suo malessere, tutta la sua rabbia, rivolgendomi le peggio parole…il rapporto declinò fino al punto che mi ritrovai in ospedale a farlo cacciare dalla polizia….ma questa è un’altra storia…un’altra vita.
Ora però il rapporto che vivo lo sento in maniera profondamente diversa dal precedente. E si, sento questo bisogno di dolce esclusività.
In conclusione…credo che l’unico concetto su cui TUTTI dovremmo far affidamento è quello di rispettare l’altro, o gli altri. Tutto qui, dopodichè l’amore vissuto in questo modo sarà sempre splendido, sempre degno di essere vissuto a pieno, senza bisogno di sostenere l’uno o l’altro…basta star bene.

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Monogama anch’io. E ne sono felice!

Continua la discussione su monogamia, poliamore, sessualità. Il racconto che leggete sotto è di Giulietta. Buona lettura!

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L’oggetto di questa mail parla chiaro: sono monogama. Cioè, lo sono diventata. Da 10 mesi a questa parte non mi interessa più avere partner diversi, provare a vivere più storielle contemporaneamente. Ma non perché abbia perso il gusto dell'”avventura”, no no, semplicemente perché ho trovato una persona che sessualmente mi diverte e soddisfa come nessuno fino ad ora.
Il mio attuale compagno è arrivato mentre flirtavo con un suo amico e con un altro amico ancora. Lui sapeva, ma ha deciso lo stesso di provarci con me.

Un invito a fare una passeggiata in centro, una breve cenetta insieme e poi dritti a casa sua, nel suo letto, fino al mattino dopo. E da quel momento non ci siamo più separati.
Ed è bellissimo. Mi diverte, mi fa ridere anche mentre facciamo sesso. E mi eccita, accidenti se mi eccita. Mi eccita al punto che se comincia a sfiorarmi con le dita finisce che lo facciamo anche per strada, dietro a un muretto, su un prato. Mi eccita al punto che se mi tocca in un certo modo mentre leggo un libro, devo smettere perché perdo il segno (ebbene si, oltre le gambe io apro anche i libri 😉 ).

Non voglio altri, non mi interessano nemmeno, non li vedo, se anche ci fossero non me ne accorgo. Ed è lo stesso per lui, nonostante sia cresciuto in una sorta di “famiglia allargata” con il padre musulmano “di vecchio stampo” con ben tre mogli. Pensa che sia una cosa sciocca stare con più persone alla volta, che sia una cosa senza alcun senso logico. Dice che se stai bene con una persona, che motivo hai di cercarne altre? E io non voglio affatto che cerchi altre, come non lo faccio io.

Non voglio certo l’esclusiva, solamente spero che fino a che vorrà stare con me non abbia il minimo dubbio sulla sua scelta. Altrimenti è bene parlarne subito e dividerci.
Certo, confesso che mi dispiacerebbe, dove lo trovo un altro che mi fa provare piacere così, come ci riesce lui? Sono convinta che se per me esiste il principe azzurro, l’anima gemella, quello sia lui. Ma attenzione, non è una romanticheria, intendo che se per molte l’uomo ideale è quello da sposare, per me è quello che appena mette le mani nei punti giusti mi manda in visibilio ecco.

Il mio essere monogama non dipende da idee di possessione o da gelosia, o paura di rimanere sola, o che so, qualsiasi altro motivo per cui possa non essere tollerato un tradimento. No, io non sopporterei di sapere che va con altre perché oltre ad essere capace di farmi provare sensazioni davvero belle a letto (e anche altrove) provo grande affetto per lui. Il nostro rapporto è basato si sul piacere fisico, ma c’è tanto rispetto l’uno per l’altra. E stima reciproca. E totale fiducia. E amore, tanto tanto amore.

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Il Poliamore? Rivendico la gelosia, il possesso e la monogamia!

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Poliamore? Io sono monogama. Non riesco a immaginare che il mio compagno vada a letto con un’altra. Non lo tollero. Sono gelosa? Si, moltissimo. Non sospettosa, ossessionata. Gelosa, e basta. Se guarda un’altra mentre lui è con me, per quanto razionalmente io dica a me stessa che non ho motivo per essere insicura, mi sale il sangue agli occhi e sono in grado di piantargli una scenata lì, sul posto, davanti a tutti. Penso che la gelosia, almeno per me, sia la dimostrazione che l’amo. Non fosse così vorrebbe dire che di lui non me ne frega niente.

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