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Qualche considerazione: la molestia non è un “complimento sexy”. Dipende da come parli, come ti avvicini, se ti strusci, se dici che sono bona o dici che mi tromberesti e tutte queste attenzioni, per quanto io non ritenga che sia buono usare metodi giustizialisti, in linea con il clima forcaiolo di questo tempo, possono essere ben apprezzate o anche no. Il punto è che se tu dai fastidio in genere una donna te lo fa capire, con uno sguardo, o si allontana, o te lo dice e se non capisci ci sta che ti molla un calcio, ti schiaccia un piede o ti dà un pugno. Negli autobus in cui resistono le manomorte di città ho spesso usato i tacchi per schiacciare i piedi. Ho usato gomitate dirette alle costole di chi mi si strusciava e poi ci sono di quei “complimenti” che mai vorresti ricevere. Un vecchio, una volta, disse che ero sua nipote e che dovevo andare con lui a prendere un gelato. Era un pedofilo, disgustoso, e il disgusto si può anche compensare con un calcio, perché ci sono volte in cui ti senti vulnerabile, sporca, solo perché qualcuno ti ha chiamata in modo volgare, e come si reagisce a tutto questo? Io rispondevo con battute ironiche, in genere evitavo scontri o evitavo (ed evito) di intraprendere baruffe con gente che però l’avrebbe meritato. Quel che temevo era che i miei amici si ergessero a paladini paternalisti e per difendermi scatenassero la rissa. Ho anch’io le mani, se devo difendermi, non vedo perché non le posso usare.
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