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Vorrei fare la camgirl ma mi sento insicura

Lei scrive:

Cara Eretica, sono una donna di 40 anni e sono disoccupata da due per motivi prima di famiglia e poi perché reinserirsi nel mercato del lavoro per me è molto difficile. Non ho particolari titoli e specializzazioni e mi sono fermata al diploma che come sapete non serve a molto. Avevo maturato un po’ di esperienza in un settore ma ora non spendibile perché dalle impiegate si aspettano la luna e io non gliela posso dare. Mi sono molto flagellata pensando fosse colpa mia, perché ho lasciato gli studi e perché mi sono dedicata a tante cose che non mi sono utili adesso. Ciascuno crea il proprio destino, mi dicevo. Poi ho cambiato idea. In realtà il destino lo crea chi gestisce l’economia e lascia che i datori di lavoro trattino le persone come oggetti da sfruttare e poi da buttare via.

Un giorno mi sono imbattuta in un tizio su facebook e con lui abbiamo prima stretto un’amicizia e poi abbiamo cominciato a scambiarci video e foto erotiche. Prima di quel momento mi sentivo una chiavica e non pensavo di poter ancora suscitare un certo tipo di emozioni. Mi sono ricordata dei tuoi post sul revenge porn e ho pensato alla soluzione che proponi. Se lui un giorno mi tradirà io pubblicherò le mie foto autonomamente. Non mi interessa e non mi sento in colpa per quello che ho fatto.

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Perché negli ospedali ad assistere i parenti devono essere solo donne?

sono stata assente per un po’ di giorni a recuperare la mia salute traballante e a pensare, a distanza, senza l’influenza dei commenti da moderare, delle pagine da gestire, delle storie cui dare visibilità. guardare le cose da lontano, acquisire distanza è sempre una buona cosa. aiuta a recuperare, senza rabbia né pregiudizi, una visione quieta delle cose. aiuta a recuperare lucidità.

nessuna guerra con i maschilisti né con le femministe autoritarie. nessuno spreco di energie e perdite di tempo. solo l’attività del pensare rapportandomi al reale. c’era una donna con una bambina malata dalla nascita. nessuno a darle una mano. lamentava di non avere sorelle e di aver perso la madre molti anni fa. nessun cenno al padre della creatura o altri uomini di famiglia. poi l’ho visto, l’uomo, il padre e i due fratelli della donna. ospiti in quella stanza d’ospedale a portare pasticcini che la bimba non poteva mangiare e a rimpinzare la donna che prima dei dolcetti avrebbe voluto un po’ di aiuto.

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Sono omosessuale e sono stato molestato, perseguitato, stuprato!

Lui scrive:

Cara eretica,

sono un giovane ragazzo che avrebbe voglia di gridare al mondo alcune cose, e vorrei far sentire la mia voce tramite questa piattaforma, perché so che molte persone potranno capire quello che sto per comunicare. Sin da piccolo ho avuto uno strano rapporto col sesso maschile, ho sempre pensato che in qualche modo, volesse predominare. Molti nonni, e molti padri, sono un esempio calzante di quello che intendo. Sin da piccoli veniamo educati a dover rispettare le loro figure in modo diverso da quelle femminili. Sono un ragazzo e non posso capire a fondo cosa significhi subire il predominio del sesso maschile, visto da un punto di vista femminile. Ma posso assicurarvi che sono riuscito a provarlo anche essendo un maschio. Da piccolo, quando gli altri bambini maschi mi prendevano in giro perché non ero interessato al calcio, o alle donne nude sui primi telefoni, fino ad oggi.

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Riprendere piano il contatto con il proprio corpo

Lui scrive:

Ciao, Eretica. Rieccomi (ecco il suo precedente post – ndb) per aggiornare e/o parlare di me e della mia “distanza” col mio corpo. Sono tornato dalla psichiatra per un riaggiornamento sulla mia situazione e riguardo il dosaggio del farmaco (Citalopran).

Punto saliente: sì, lei avverte che il mio corpo è desensibilizzato alle carezze, al contatto; i miei recettori sono chiusi in una “trappola”. Lo avverte dai racconti delle mie esperienze sentimentali.

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Di Franca Leosini e delle due intervistate Sabrina e Cosima Misseri

E niente. Ho visto la seconda parte dell’intervista di Franca Leosini a Sabrina e Cosima Misseri e continuo a pensare, come per la prima parte, che abbia commesso degli errori. Chiedere a Cosima Misseri se negli ultimi tempi avesse o meno rapporti sessuali non mi è sembrato non necessario. Come se nelle altre coppie dopo vent’anni e passa di matrimonio ci si incontrasse sempre con spudorata passione (provo a usare parole che potrebbero piacerle). Chiedere conferma del fatto che fossero le donne a governare in quella casa, come se governare significasse avere un’indole da assassina, anche questo non mi è sembrato necessario. Dire a Sabrina Misseri che “non era una libellula”, anche se con scuse allegate, mi è sembrato assolutamente inutile oltreché ingiusto.

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Diario di un aborto: prima dose del Mifepristone

Lei è arrivata alla prima fase dell’aborto dopo aver raccontato il Pre. Per leggere le prime due puntate di questa sua esperienza seguite in basso i link. Buona lettura!

Mia Cara Eretica,

Oggi ho assunto la prima pillola (Mifepristone, quella che interrompe il nutrimento all’embrione).

L’ho ingerita di fronte alla dottoressa, con un sorso abbondante di acqua (era piuttosto grossa). Tra i sintomi che possono manifestarsi abbiamo un primo sanguinamento e lievi dolori simil-mestruali (abbastanza rari), nausea e vomito (meno rari). Sono passate 5 ore e non ho nulla. Nulla oltre all’influenza; che tra il freddo della neve e i mezzi pubblici mi ha fatta vivere il tutto con ulteriore sensazione di debolezza e anestetizzazione. Mi sentivo così mentre in sala d’attesa facevo trascorrere la mezz’oretta di osservazione. Fissavo il vuoto e mi sentivo un po’ come se la vita mi lasciasse.

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Il padre di famiglia

Il padre di famiglia è, in assoluto, il mio cliente preferito.

Di lui potrei scrivere tantissimo, il nostro rapporto è fatto di assoluto rispetto e di una grande confidenza.

Con lui parlo e basta, lui mi ha mostrato una faccia inaspettata dell’essere una sexworker.

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