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Se la non-monogamia non è consensuale non è poliamore

Lei scrive:

“Cara Eretica,
ti scrivo per rispondere all’articolo della ragazza che si definisce poliamorosa.

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Maternità. Cosa ne sappiamo? Come ne parliamo?

di Beatrice Toniolo

L’impegno di andare a trovare una coppia di amici fuori città era preso da giorni. Che qualche giorno fa fosse la Festa della Mamma e io sia riuscita a passarla con una futura mamma, la mia amica, è stato un caso – confortante, perchè avrò pure novant’anni, ma ogni tanto ho bisogno di sentire qualcosa o qualcuno di materno anche io.
Ma ripeto, non era voluto.
Questa coppia di amici, di cui non farò i nomi, sta aspettando una bambina. Ho seguito il loro percorso genitoriale da lontano, tramite messaggi vocali, a causa del mio lavoro, per cui viaggio su e giù per lo stivale. Adesso che sono di nuovo nella  “nostra” regione, posso fare anda e rianda da Firenze per trovarli, perchè non voglio che questa mia amica si affatichi sparandosi ore di treno. Naturalmente, questa gravidanza è l’argomento sovrano e ritengo sia giusto così, soprattutto alla luce del fatto che ha sollevato diversi interrogativi: cosa sappiamo della gravidanza? Come ne parliamo e come parliamo delle donne che diventano madri?
Ne sappiamo poco o nulla, ne parliamo male e delle madri ne parliamo peggio.

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#17Maggio a Parma: Giornata internazionale contro l’omobitransfobia

L’associazione LGBTQIAP+ di Parma Asterisco per oggi hanno organizzato una marcia contro la discriminazione verso tutti gli orientamenti sessuali e identità di genere. Quello che leggete in basso è il discorso di apertura che scritto da Eleonora per Asterisco. Buona lettura e buon 17 maggio a tutt*!

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Oggi è la giornata internazionale contro l’omobitransfobia, una giornata spesso presentata dalle istituzioni e dai media in modo fuorviante: troppe volte infatti l’omofobia è trattata come se coincidesse esclusivamente con la violenza visibile commessa da bigotti e ignoranti e troppe volte si parla solo di omofobia, senza tenere conto della violenza perpetrata sugli altri orientamenti sessuali e identità di genere.

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#Poliamore: Amo due uomini e sono felice così!

Lei scrive:

“Ho da poco visto un articolo su abbattoimuri riguardante il poliamore che mi ha fatto venire il desiderio di raccontare, per la prima volta e anonimamente, la mia storia. Una storia difficile sotto tantissimi punti di vista in cui, però, ho trovato il mio equilibrio.

Iniziamo con ordine. ho diciotto anni. Ho una relazione stabile da diversi anni, piena di amore, passione, comprensione, fiducia. E ogni cellula di me ama il mio ragazzo, C. In contemporanea a C, anni fa, conobbi in un contesto molto “scomodo” R. (scomodo per due motivi: per primo perché il luogo in cui ho avuto e ho tutt’ora modo di vederlo non ha legalmente spazio per una relazione tra controparti, e secondariamente perché tra di noi c’è una differenza di età di parecchi, parecchi anni). Ho sempre saputo, in fondo alle viscere, di amare R., ma i nostri ruoli, le nostre età, e il fatto che entrambi fossimo effettivamente coinvolti amorosamente mi aveva sempre allontanato. Inoltre, per una ragazza minorenne quale ero io al momento in cui ho avuto modo di conoscerlo, tutto mi sembrava costringermi a pensare che fosse l’ennesimo frutto delle mie perversioni.
Mi sono fatta male, ho lasciato che il tempo scorresse sentendomi da un lato confusa perché innamorata fino al midollo di C, dall’altro perché una parte di me sperava di essere ricambiata da R. nonostante l’impossibilità evidente di una relazione. Il problema reale era, alla fine, proprio questo.
Io ero ricambiata. Lo ero, ebbi modo di scoprirlo dopo, e ogni volta che R si avvicinava facendomelo capire, mi sentivo da un lato inorridita e terrorizzata dalle conseguenze che questo avrebbe potuto avere, dall’altro oppressa e mortificata da un mondo che non lascia spazio all’amore genuino per ridicolizzarlo sempre e comunque come una perversione.
Figuriamoci.
Figuriamoci se una diciottenne e un quarantenne possono stare insieme senza sembrare due mostri.
Figuriamoci poi se la diciottenne in questione è fidanzata e ama il suo partner, idem per R. [Read more…]

Serracchiani: lo stupro è stupro, chiunque lo infligga

Serracchiani è scivolata sulla differenza tra stupri italici e quelli commessi da stranieri. Stesso atteggiamento dei leghisti i quali sono sempre pronti a strumentalizzare la violenza di genere in chiave razzista. Ma se Serracchiani si informasse meglio saprebbe che la maggioranza delle violenze in Italia sono commesse da italiani sostenuti da una cultura dello stupro che è universale. Lo stupro è stupro, chiunque lo commetta e una donna stuprata da un italico carnefice non può di certo sentirsi meno compresa, accolta e supportata rispetto a quella stuprata da uno straniero.

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Il consiglio di Margaret Atwood alle giovani femministe: “Tenetevi informate, siate vigili.”

L’autrice de Il Racconto dell’Ancella esorta a “prevenire il passo indietro che sta facendo il mondo, specialmente per quanto riguarda la salute delle donne.”

Di Claire Fallon (traduzione di Beatrice Toniolo – testo in lingua originale QUI))

La giornata internazionale delle Donne ha portato con sé un miracolo: Margaret Atwood, autrice del classico femminista ambientato in un futuro distopico Il Racconto dell’Ancella, ha riempito la rete di regali: il nuovo trailer della serie televisiva prodotta da Hulu basata sul suo libro; ha preso in mano il controllo dell’account Instagram della serie e ha creato un thread di domande-e-risposte su Reddit divenuto un post ricco di ispirazione femminista.
Specialmente durante l’attività su Reddit, la professionista della fiction speculativa ha offerto agli utenti  approfondimenti sulla sua opera, sulla nuova serie Il Racconto dell’Ancella e la lotta femminista. Uno dei temi maggiormente trattati è stato il suo romanzo distopico – sia perchè la serie verrà trasmessa a breve (sta già andando in onda su Hulu ndb), sia perchè la storia narrata appare più attuale che mai. Il Racconto dell’Ancella è ambientato negli Stati Uniti, dove un regime teocratico ha preso il potere e ha riportato indietro di secoli i diritti delle donne.

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La morte di una sex worker non fa notizia

 

C’è una storia della quale non si parla sui grossi media perché in fondo della vita o della morte di una sex worker non interessa a nessuno. Non c’è una beddamatresantissima che è stata uccisa sottraendola ai figli. Non c’è una moglie sottratta al marito. C’è solo una puttana come tante la cui vita dipende dallo stigma crudele che la colloca tra quelle che saranno in pericolo per le modalità errate in cui si affronta il problema. D’altronde quando si parla di violenza di genere non si includono le sex workers accoltellate, strangolate, uccise. Nessun@ chiede il loro parere per ragionare di prevenzione e soluzioni. La legge contro il femminicidio specifica che l’aggravante scatta quando c’è un legame affettivo tra carnefice e vittima. Una puttana non ha un legame affettivo con chi decide di derubarla, stuprarla, ucciderla, perciò la sua vita, in termini penali e culturali vale meno.

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Intervento del Collettivo – di sex workers e loro alleate – Ombre Rosse

INTERVENTO IN PLENARIA (23 APRILE) DEL COLLETTIVO OMBRE ROSSE
27 APRILE 2017 | NONUNADIMENO

dal sito di NonUnaDiMeno:

Non mi sento piu’ schiava di quando facevo la commessa, la barista, la babysitter etc.
Mi sentiro’ sempre schiava in un mondo dove ogni soggettività è costretta ad avere soldi per qualsiasi cosa.

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Sex work is work – by Cagne Sciolte

Questo è un documento scritto e diffuso dalle Cagne Sciolte a proposito della discussione sul sex working all’interno del movimento Non Una Di Meno. Buona lettura!

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Dobbiamo essere forti, dobbiamo essere militanti, dobbiamo essere pericolose. Dobbiamo renderci conto che ‘Cagna è bella’ e che non abbiamo nulla da perdere. Niente di niente.”

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A chi importa di una sopravvissuta?

lei scrive:

se sfiori la morte e sopravvivi ti senti invincibile. quello che non metti in conto è il fatto che devi badare al trauma successivo. vivo con la paura da anni oramai. come posso spiegare… non trovo le parole. mi sono persa e ho sopravvalutato la mia capacità di rinascere. è sparito il ricordo delle sue mani attorno al mio collo. sparito il rumore delle ossa rotte. a distanza di anni ricordo cose diverse, coloro la realtà di differenti sfumature. faccio di tutto per nascondere agli altri la mia sofferenza perchè non voglio essere considerata una vittima. una sopravvissuta, casomai, ma non una vittima. sono sopravvissuta ad una guerra contro un sistema di valori che mi ha sconfitta. credevo di poter sfidare la sorte, di poter dominare il pregiudizio, dirigerlo, addomesticarlo con l’amore, il sesso, con offerte tangibili che fungono da mediazione tra te e il resto del mondo.

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