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Il padre di famiglia

Il padre di famiglia è, in assoluto, il mio cliente preferito.

Di lui potrei scrivere tantissimo, il nostro rapporto è fatto di assoluto rispetto e di una grande confidenza.

Con lui parlo e basta, lui mi ha mostrato una faccia inaspettata dell’essere una sexworker.

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DULCIS IN FUNDO – L’Intersezionalità ai tempi dello specialismo

di Monica Scafati

La verità è che ognuno parla da solo, o a una platea scarna, perché ognuno ritiene di potersi esprimere senza avere minimo conto di quanto hanno detto gli altri. Ogni esternazione risulta in questo modo autoreferenziale, e non c’è modo di produrre discorso. I fattori possono essere molti, e lo sono di fatto. Mi interesserebbe attardarmi a prenderli in esame, ma se ci si permette di soffermarsi in qualche dove prima di arrivare al punto si è già cestinati. La questione è il punto, non ciò che tra punto e punto si inscrive, nonostante la brevità sia diventata un problema, che lo si ammetta o no. La brevità, prodotto necessario della velocità, della concitazione, e soprattutto -magari paradossalmente- dell’abbondanza.
Ognuno dice, scrive, si esprime, e si attesta in uno spazio che può esser piccolo, grande, o variabile, e in quello spazio proprio detiene ragione e verità. Il mondo è tutto in rete, tutto e tutti in un paio di click.

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Quello che succede prima di un aborto – parte seconda

Lei continua a raccontarci della sua esperienza prima di arrivare all’aborto. Cosa fa, luoghi ai quali rivolgersi. Perché anche le altre non si sentano sole. QUI la prima puntata del suo racconto. Eccone una seconda.

“Cara Eretica,

Oggi sono stata in consultorio. Ho scelto di fare tutto a Modena, pur non risiedendovi, perché io e il mio compagno potessimo affrontare tutto insieme. Ieri ho avuto 2 crisi di pianto mentre ero con lui. Non ci vedevamo da poco meno di un mese e ci desideravamo. Ma una volta iniziata la penetrazione, non potevo fare a meno di pensare che lì avevo ‘qualcosa’.

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E se un giorno mio padre – nero – fosse ammazzato per strada?

Lei scrive:

“cara eretica, sono una ragazza di 19 anni e se esistesse lo ius soli sarei una cittadina italiana. i miei genitori ci hanno portati qui quando mio fratello e mia sorella avevano poco più di 5 anni e io stavo nella pancia di mia madre quindi sono nata qui. la nostra pelle è nera anche se fino a poco tempo fa non me ne preoccupavo perché viviamo in un piccolo centro in cui tutti ci conoscono.

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La menopausa e il deserto dentro

Lei scrive:

Cara Eretica,

ieri hai pubblicato il messaggio di una donna in pre-menopausa e leggendo mi è venuto il magone perché sto vivendo la stessa cosa con la differenza che la mia libido è indefinitamente in sciopero selvaggio. Tutto ciò unito alla crescita orrenda dei peli delle sopracciglia (prima erano cortissimi e ora a momenti mi entrano nell’occhio), al fatto che non riesco a perdere un grammo e che la mia pancia si sia gonfiata a dismisura, alle caldane che mi pigliano dalla nuca risalendo a infiammare il mio cervello, ai cambiamenti d’umore talmente repentini da farmi sentire sempre a disagio con me stessa.

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Sono in pre-menopausa e non me ne vergogno

Anna scrive:

Ho 48 anni e sto entrando in menopausa. Lo dico forte, perché ce n’è bisogno.
Bisogno per cosa? Per accendere una luce su una fase della vita, che come mi son resa conto a mie spese, viene sistematicamente rimosssa e stigmatizzata a tutti i livelli.

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Idy Diene, senegalese, ucciso a Firenze: così il dopo elezioni con la vittoria della destra.

A Firenze un tale esce di casa e spara più e più volte, uccidendolo, ad un senegalese, un figlio di un Dio minore. La notizia è già stata quasi archiviata. L’assassino dice che sia stato un caso – ed è subito raptus, come quando si giustifica la violenza di genere attribuendola alla follia – ma su quel ponte passa tanta gente e dunque la scelta chissà quanto sia stata casuale. Chissà quanto abbia inciso la cultura d’odio diffusa contro gli stranieri. Non è stato il primo ad uccidere un senegalese a Firenze. Qualche anno fa un tizio militante di casapound aveva sparato a caso uccidendo due senegalesi e ferendone altro. La comunità ricevette subito solidarietà, manifestammo nel luogo dell’uccisione e nelle piazze ma, in realtà, ci sembrò una faccenda enorme, inverosimile, proprio a firenze, città in cui l’antifascismo esiste e si oppone ai pensieri revisionisti.

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