Antiautoritarismo, Comunicazione, Critica femminista

Pd-Snoq: come essere “donne” (di partito) e dettare la “linea” sul femminismo

Su la 27esimaora se la suonano e se la cantano. Una senatrice neoeletta del Pd, branco Se Non Ora Quando, dice che il femminismo ideologico (cioè?!?) andrebbe sostituito dal “femminismo pragmatico” che è stato praticato negli ultimi due anni a partire dalla piazza del 13 febbraio, nazionalista, patriottica, antiberlusconiana, escludente, discriminatoria, bipartisan, politicamente trasversale, interclassista, targata Snoq.

Nel dibattito a tratti surreale che si è scatenato sulla stessa testata c’è un minimo di indignazione e scoprono oggi, per la prima volta, chiacchierando comunque tra “storiche”, che Snoq e il Pd, quali inibitrici di movimenti femministi e stabilizzatrici di sistema, hanno fagocitato, colonizzato, normalizzato, usato, svuotato di senso, orientato e diretto anche a legittimare le donne del Pd, le candidate, tutte cose che a me, che personalmente non sono stata gregaria di nessuna Snoq, non sorprendono per niente.

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