Antiautoritarismo, L'Inchiostrato, R-Esistenze

Racconto del primo Maggio. Omaggio ad Andrea Pazienza

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di Inchiostro

Vuoi mettere risorgere?!

Il momento più bello è stato un bacio sulla guancia.
Ok, lo ammetto, io sono un Penthotal. Sono quello sfigatissimo personaggio disegnato dalle mani attente e sensibili del Paz!, al secolo Andrea Pazienza.
Ogni tanto, quando penso a lui, penso al suo nome. E, ogni volta, ne concludo che sia una bella sfiga chiamarsi Andrea, che in greco significa uomo virile: un nome con un significato così del cazzo, così maschile, fallocentrico, non può far altro che portarti ad essere l’esatto opposto.
A un’amplificazione della sensibilità che, magari, ti porta a morire d’overdose a Montepulciano, in una squallida estate di fine anni ottanta, quando avevi ancora tanto da dare, da dire, da disegnare.
Quanto ci manca il Paz!, in questi giorni.
Quanto ci sarebbe servita, oggi, una sua vignetta veloce, schizzata, realizzata nella notte, a caldo.
Quanto ci sarebbe servita, oggi, la sua ironia.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, R-Esistenze, Sessualità, Storie

La groupie della casa occupata che la dava a tutti

IggyCyrindaDavidLisa

Compagna A:

Vedi, quella è una groupie dei compagni della casa occupata. Cerca un modo per fare parte del gruppo e si infila in tutti i letti disponibili. Si scopa tizio, poi si scopa caio. Poi fa la carina con me solo perché sono la ragazza fissa del leader. Tra me e lei c’è molta differenza. Io non ho bisogno di farmi i compagni per starci dentro. Non è giusto. Potrebbe trovare una motivazione politica, invece non ce l’ha. Però una volta gliele ho cantate: ma chi credi di essere, tu, che vai in giro per la casa mezza nuda e fai la stronza anche col mio ragazzo? Se noi compagne dovremmo essere più aperte? Ma l’apertura c’è, per le cose politiche. Io sono una che fa battaglie antifasciste, antisessiste, ma quella, scusa se te lo dico, anche se non mi piace usare ‘sta parola, è proprio troia.

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Antiautoritarismo, Attivismo, Comunicazione

Della comunicazione politica e le barricate virtuali

Rispondo a questo, scritto su FaS che ragiona in modo critico rispetto a quello che ho scritto QUI.

Credo che sia un ottimo ragionamento ma che non mi propone una alternativa allo squadrismo online, perchè la comunicazione è sempre comunicazione che ha una ricaduta anche nelle lotte e nelle relazioni reali, e questo lo sa chiunque gestisce la comunicazione e le relazioni virtuali specie se a distanza tra un luogo all’altro, di città in città, finanche dall’estero, per restare in relazione con compagne e compagni. Con la comunicazione riesci anche a tessere reti di soggetti, così come s’è fatto per realizzare qualche iniziativa, perché la “comunicazione politica” produce cultura e, appunto, anche politica. Diversamente potremmo chiudere tutti ‘sti blog, i profili facebook, twitter, alcuni dei quali mi sembrano diventati ormai delle barricate virtuali, claustrofobiche, in cui si attesta la misura della purezza della compagnitudine a partire dal commento che fai passare o meno, dalla gente con cui discuti, dallo stesso modo in cui decidi di analizzare i problemi, con le ronde d’ordinanza che ti dicono che di questo non puoi parlare e di quell’altro neppure, ché altrimenti segnano il tuo nome sul libro nero.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, Attivismo, Comunicazione, Precarietà, R-Esistenze

Proposta di Manifesto per una Rete tra compagni/e: chiunque tu abbia votato!

cazzateVedo una sofferenza, per la frattura, la tensione che si taglia col coltello, tra compagni e compagne, chi ha votato M5S e chi ha votato altro o non ha votato affatto, chi tenta di sostenere le proprie ragioni e chi altre, con una discussione che mi pare si stia consumando tutta a sinistra, dove la frattura si è determinata, e con l’impossibilità per i vari gruppi di ragionare in modo laico, senza esigere scomuniche in un senso o nell’altro, senza voler per forza dimostrare che chi l’ha votato ha scelto il Male e chi non l’ha votato sia un imbecille. La critica politica fatta senza riuscire a parlarsi per davvero, con l’unica intenzione di accusare e ribadire le proprie verità e dunque quella critica in realtà diventa ostile, è il segno di un rifiuto totale, una esclusione anche umana, con relativa perdita di punti di riferimento, radicamento, rete sociale, talvolta amicale, perfino familiare dove si discute animatamente tra persone che la pensano in modo opposto.

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Contributi Critici, Critica femminista

La mia esperienza dentro Snoq

Un intervento di Thehighpeak, che era intervenuta a commento del mio duro post sul tema, a proposito della sua esperienza dentro uno dei comitati di Se Non Ora Quando. Lei opera una distinzione tra gruppo dirigente e gruppi territoriali, cosa della quale io sono perfettamente consapevole, poi pone dei quesiti e apre una discussione che val la pena sicuramente di fare. Nel merito e su contenuti e pratiche che si possono portare avanti. Un grazie a lei e buona lettura a voi!

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Seguo il consiglio di Abbatto i Muri dopo questo post e cerco di raccontare la mia esperienza in SNOQ. E a dirla tutta per me è stata una bella esperienza! Si è fatto un gran parlare di SNOQ rischiando credo a volte di confondere la “dirigenza” con le persone che ci mettono passione e esperienza sul territorio. Queste persone non sono un gruppo omologato, ma hanno le loro idee contrastanti, discutono, si confrontano e portano contenuti e attenzione in luoghi dove altrimenti verrebbero ignorati.

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Affetti Liberi, Autodeterminazione, R-Esistenze, Storie

Pareti umane

La cosa brutta è quando attorno a te si ergono quattroparetiquattro e tutte senza porte né finestre. Allora non ti resta altro da fare che andar di testa, poi di spalla e poi urlare perché alla fine anche tu vuoi respirare. Non basta l’aria di muffa che sta in quel posto interno e ti chiedi come facciano quelle pareti a volgere parte del muro fuori senza avere la tentazione di dissolversi, far circolare il sole, l’aria, il vento, le ragioni.

Quando ho incontrato un tale si poneva come fosse una parete e poi c’ho parlato ed è diventata una poltrona, comoda, e sedendomi ne ho compreso anima e tessuto. Così di qualche donna che in realtà poi mi svelava che ero stata una parete anch’io. Parete, dici? Si si, proprio parete, e io tentavo di aprire un varco, di farti sentire qualche cosa ma lo spessore qualche volta non coincide con l’essenza piena e una identità intelligente e allora ci sta pure che tu sia tanto idiota in qualche caso.

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Attivismo, Femministese, Satira

Trans-former femminista

Una compagna in tre diverse circostanze. E vi giuro che le ho sentito dire esattamente queste cose.

In assemblea di sole donne: “riconosco che il separatismo ha una sua utilità…”

Bene, brava, bis.

In assemblea mista con uomini in minoranza: “rispetto tutti i femminismi incluso quello separatista…”

Bene, brava, bis.

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