Ho letto commenti, impressioni, una retorica pietosa da parte di chi fino a ieri diceva peste e corna sui rifugiati. Sono così bravi a fregarsene di quello che succede nel mondo e dei motivi che spingono la gente a fuggire da case, città, nazioni. E l’Europa invece che fa? Semplicemente vive di negoziazioni. Due vite al posto di una o mezza vita invece che tre. Io non li voglio e te li prendi te. L’immigrato nemico, il rifugiato che non merita pietà e neppure una foto del genere fa cessare il rumore di tanti razzisti che trovano tutte le scuse per recitare il motto “prima gli italiani”.
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Il buon razzista
Il buon razzista dice che colpevoli della strage di migranti sono altri, ovvero quelli che gli danno speranze e così li inducono a “sradicarsi, viaggiare, morire”. Un po’ come dire che colpevoli di tante forme di relazioni politiche disfunzionali sono i cittadini che chiedono tante cose e poi non ne ottengono nemmeno una. Il buon razzista dice che bisogna essere realisti, mai buonisti, perché è proprio la pietà che uccide gli immigrati. Invece se gli dici di no, subito, allora potrebbero comodamente morire in casa propria e non sarebbe affare nostro.
Formigli, Buonanno e le offese ai Rom e a Dijana Pavlovic
Su questa vicenda non potrei dire meglio di quel che ha scritto Angela. Vi suggerisco di leggerla, condivido il suo pezzo e vi auguro buona lettura!
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Formigli, tu quoque!
di Angela Azzaro (da Il Garantista)
Lunedì sera gli spettatori di Piazza Pulita (La7) hanno avuto modo di assistere a una scena per cui – una volta tanto – ha senso scomodare la grande filosofa e giornalista Hannah Arendt, quando parla della“banalità del male”. Come altro infatti definire le offese che il parlamentare Ue, Gianluca Buonanno della Lega, ha rivolto nei confronti dei rom? Li ha chiamati «feccia della società».
Sì, ha detto proprio così. Feccia della società. E ha preso pure un sonoro, lungo applauso. C’è solo un modo per descrivere questo orrore, l’offesa più l’applauso, banalità del male, perché il male – il razzismo, la mancanza di pietas, la mancanza di umanità – è diventato banale perché diffuso, normale, accettato. Continua a leggere “Formigli, Buonanno e le offese ai Rom e a Dijana Pavlovic”
Roma negata di Scego – Bianchi. L’Italia rimossa tra percorsi postcoloniali e ritorni di colonia
da Carmilla (Via Incroci De-Generi)
Da noi il viaggio di migrazione si chiama tahrib e il sentimento del viaggio si chiama buufis. Ho sempre trovato la parola buufis una parola allo stesso tempo inquietante e bellissima. Nella lingua corrente buufis significa gonfiare. Si gonfia una ruota, un palloncino. Ma si gonfia anche la speranza. Ed è questo significato della parola che si è imposto in questo triste ventennio di guerra civile somala.Buufis, mi ha detto una volta un ragazzo richiedente asilo, è come l’amore, è qualcosa di inspiegabile, ti prende alle viscere e tu non sai bene perché. E’ la voglia, mi ha detto, che hai di cambiare vita, di migliorare la tua situazione. Ilbuufis ti fa scappare da guerre, dittature, da torture, da stupri. Ma il buufis l’ho visto anche in Italia, nei giovani che vanno in Germania o Inghilterra in cerca di lavoro, per cambiare situazione di vita.
Igiaba Scego, Rino Bianchi, Roma negata. Percorsi postcoloniali nella città, Ediesse, p. 44
Il buufis, ossia la voglia di viaggiare intesa come diritto alla mobilità e insieme alla conoscenza, attraversa e muove i percorsi postcoloniali di Igiaba Scego e Rino Bianchi in una Roma negataripercorsa in un alcune tappe fondamentali scandite non solo da monumenti, strade, piazze, ma anche dai volti fotografati dall’obiettivo di Rino Bianchi. Un processo, dunque, di attraversamento e di riappropriazione dello spazio urbano, volto a decolonizzare lo sguardo e risignificare gli spazi, rivendicando una storia comune.
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Il controllo delle migrazioni europee in mano alle lobby
Di Natascia Silverio
La Commissione Europea investe nell’industria privata milioni di euro di fondi pubblici per proteggere le frontiere esterne dell’Europa
Oggi e domani si tiene a Bruxelles il vertice in cui verrà designato il prossimo presidente della Commissione Europea. Si parlerà anche del nuovo documento programmatico e di immigrazione. Renzi, alla vigilia del semestre di presidenza italiana dell’UE, dichiara che “l’Europa dovrà avere la forza di gestire in modo unitario e condiviso ciò che sta accadendo nel Mediterraneo internazionalizzando l’intervento umanitario con un investimento molto forte in Frontex” e accenna anche a “destino e valori in comune”. Proponiamo di seguito la prima parte della traduzione di un articolo, pubblicato su Setmanari Directa, che documenta il forte legame di Frontex con le industrie private del settore della sicurezza. In questo senso i “valori in comune” dell’UE sono, in realtà, gli interessi delle lobby che restringono la libertà di movimento dei migranti.
L’Agenzia Europea per la Gestione delle Frontiere Esterne degli Stati Membri dell’Unione Europea, comunemente conosciuta come Frontex, è operativa dal 1 Maggio 2005. L’agenzia era stata promossa l’anno scorso dal Consiglio Europeo e le viene attribuito come obiettivo principale il miglioramento della gestione delle frontiere esterne degli stati membri dell’UE e il coordinamento operativo tra questi stati. Frontex li assiste nella formazione delle guardie di frontiera, tiene traccia degli sviluppi della ricerca pertinenti al controllo e alla sorveglianza delle frontiere esterne e coordina con gli stati voli congiunti di espulsione.
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Sono migrante, clandestina, sex worker e chiedo la regolarizzazione
Sono migrante e di mestiere faccio la prostituta. Arrivo da lontano e vivo con difficoltà la mia scelta. Non sono vittima di tratta, la migrazione è stata una mia scelta così come la prostituzione. Il mio è un lavoro che mi permette di realizzare qualcosa per me e i miei figli. Ne ho due e stanno con mia madre, nel mio paese, purtroppo, perché le leggi sono complicate e conviene un po’ a tutti mantenerci in condizione di clandestinità.
Ho avuto un problema e sono in attesa di capire quello che mi succederà perché per restare in Italia c’era una persona che mi aveva assunta, con regolare contratto, per fare le pulizie a ore. Questa persona è stata in qualche modo intimidita, ha avuto paura di essere accusata per favoreggiamento, non solo del reato di immigrazione clandestina ma anche di prostituzione, perciò non mi ha rinnovato il contratto e il mio permesso di soggiorno è scaduto. Non ho allora più un lavoretto diurno e sono in attesa di risposta per la mia richiesta di rinnovo del permesso e tutto ciò nonostante io abbia soldi da parte, paghi regolarmente l’affitto e riesca a mandare i soldi a mia madre affinché cresca bene i miei figli.
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Lo sbarco dei migranti a Palermo e le mamme di Modica
Sono alle prese con una traduzione che non riesco a finire (ad averci il tempo, mannaggia!) per raccontare meglio cos’è Frontex. Secondo Wikipedia sarebbe una agenzia esterna per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea. Secondo altre fonti sarebbe una agenzia privata che prende soldi dalla comunità europea per sorvegliare le frontiere, raccattare e deportare in modo asettico migranti che provano a raggiungerci. In tutto ciò, nella collaborazione con alcuni stati, per esempio la Grecia, di Frontex si parla non precisamente bene e per il resto possiamo vedere come le forze governative italiche siano parecchio propense a rifocillare questa struttura. Così per il nuovo centro destra, così per il Pd. Uno dei servizi per i quali la gente al servizio di Frontex è collaudata è appunto quello di intercettazione e trasporto migranti fino ai centri di identificazione ed espulsione (Cie) o ai luoghi di “ospitalità”.
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Leghisti di centro/sinistra: autoritari e razzisti per bontà!
Leghisti di centro/sinistra. La loro emergenza è fatta di stranieri, prostitute e poveri accattoni. Di “pacchetti sicurezza” e ordinanze pro/decoro per ripulire le loro città da migranti mal tollerati, da poveri e da puttane (migranti pure quelle o anche trans) ne ho contati veramente tanti. Proseguono la gentrificazione e anche un piano anti/degrado perché i poveri, i migranti e le puttane in giro per alcuni quartieri fanno abbassare i prezzi delle ricche proprietà. ‘Sti sindaci sceriffi hanno problemi con le solite persone, quelle che non possono espellere, perché, fosse per loro, costruirebbero un lager, un muro e un Cie, in ogni angolo del loro paradiso. I senegalesi li fanno fuori presto. I rumeni, che hanno diritto di viaggiare in Europa, un pochino meno. Ma in generale vanno smontate le loro argomentazioni veramente ridicole. Qualunque persona loro vogliano marginalizzare c’è sempre un clan che vorrebbero sconfiggere.
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#SexWorking: I confini di genere dell’Europa
da EuroNomade.Info:
di Antonella Festa e Roberta Pompili.
Il 26 febbraio Il Parlamento Europeo ha approvato la risoluzione basata sul rapporto presentato dalla deputata laburista Mary Honeyball che, pur non avendo carattere vincolante per gli stati membri, indica le linee guida in materia di prostituzione, individuando come riferimento il cosiddetto modello nordico, cioè quello abolizionista in vigore in Svezia, Irlanda e Norvegia e da dicembre anche in Francia. Il voto sulla risoluzione, con 343 favorevoli, 139 contrari e 105 astenuti, è stato trasversale, perché in linea di massima quasi equamente distribuito tra le fila dei conservatori del centro-destra (PPE) e quelle dei Socialisti e Democratici (S&D)
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Giorno della memoria? La banalità del male è adesso!
Oggi è il giorno della memoria? Quello che serve per darci a bere che oggi noi saremmo in democrazia? Cominciamo a ricordare che in Europa esiste una organizzazione militare che stabilmente presidia il mar mediterraneo per fermare l’ingresso degli immigrati. Poi raccontiamo che ci sono migranti che ancora pagano solo perché migranti. Parliamo dei Cie, i nostri lager legalizzati, in cui finiscono rinchiusi per 18 mesi tutti coloro che hanno un colore della pelle, una cultura, una provenienza diversa dalla nostra e vengono considerati merce dal biocapitale.
Parliamo delle organizzazioni cosiddette “umanitarie” che si occupano della gestione dei Cie. Parliamo di chi prende, arresta, espelle, deporta esseri umani o li fa entrare a seconda del fatto che al nostro commercio di carne umana, mano d’opera, badanti, colf, servano oppure no. Parliamo di ebrei, musulmani, rom, gay, lesbiche, trans, ancora offesi adesso e di chi dissente ed è in galera perché hai detto no alla Tav, hai detto no al governo, hai detto no alla politica economica del tuo paese.
Parliamo della gestione dei corpi, delle norme etero/patriarcali e dell’orgoglio da dio/patria/famiglia delle matrone che ci dicono che “mamma è meglio” e se di figli ne fai dieci e invece che pretendere un lavoro fuori casa ti vanti della tua patriottica, nazionalista, familista, casalinghitudine consegnando gestione del corpo e salute fisica ai tutori (patriarchi) allora sei una specie di eroina. Se invece vai in piazza a ribellarti la guardia ti mena, la stampa ti mette alla gogna e certe giornaliste ti fanno la morale e ti insegnano com’era bello quando era peggio (e tieni le cosce strette e stai composta, brutta zoccola).
Parliamo del moralismo d’accatto, della misura giusta per le gonne, della puttanofobia, della persecuzione ossessiva contro le prostitute, migranti, donne, gay, trans, che pur di toglierteli di torno, perché considerati parte del degrado definito da chi specula sulle città e ti obbliga ad un processo di gentrificazione senza fine, emani ordinanze su ordinanze e così li mandi al buio, in periferia, a farsi impallinare dai giovani fascisti, sessisti, transofobi, in vena di puttan tour.
Parliamo di uno Stato che dice di voler proteggere le “nostre donne” e ci usa, considerandoci esseri deboli incapaci di intendere e volere, per legittimare repressione, controllo, tekno-sorveglianza, violazione della privacy, e uno Stato di Polizia.
Parliamo di noi adesso e non nel passato. Perché la banalità del male avviene anche perché mentre siamo concentrati a ricordare quello che non c’è più c’è chi continua a perpetrare schemi autoritari. Però non li chiama “nazismo”. Li chiama “democrazia”. La democrazia di ‘sti cazzi. Anche i nazisti pensavano di essere democratici. Il punto è che chi sa di essere dalla parte giusta della storia paga sempre. Pagavi ieri, paghiamo oggi.
I tiranni e le tiranne sono sempre stati bravi a far pensare di essere vittime di cattivi che presto o tardi rinchiuderai in un lager. E il punto di questa giornata, se volete proprio attribuirgli un valore che vada oltre la solita retorica che legittima, tra l’altro, anni e anni di occupazione della Palestina, è di considerare il fatto che dalla storia bisogna imparare. Ma il punto è che c’è gente che non ha imparato niente. Proprio niente. Con tutto il rispetto per le vittime, di ieri e di oggi.
E buona giornata anche a voi.
#Aborto: abolizionist* del sex working sul carro della lotta pro-choice?
La battaglia per la libertà di scelta in fatto di sessualità, contraccezione e aborto, rischia di essere l’ulteriore treno unificante che anestetizza le precarie, omettendo la questione fondamentale dell’assenza di reddito, deresponsabilizzando razzismi, da parte di quelle che poco o nulla dicono sulla vergognosa esistenza dei Cie e del reato di immigrazione clandestina, e sdoganando sovradeterminazione da parte delle abolizioniste della prostituzione che subito hanno abbracciato la causa per riaffermare la propria impostazione autoritaria.
Lo dico a ragion veduta perché così si muove la WomenLobby europea e così si muovono le prepotenti neocolonialiste e abolizioniste francesi. Lo stesso, a quanto pare, si avviano a fare anche in Italia nicchie paternaliste e neofondamentaliste che insistono nel disconoscimento dei soggetti quando si parla di sex workers e usano pretesti per accreditarsi in contesti femministi.
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#Forconi e i migranti chiusi nei nostri lager
“Denudati, messi in fila, umiliati, sottoposti a disinfestazione. Sono le immagini girate dal tg2 nel centro di contrada Imbriacola, a Lampedusa; scene che richiamano un passato lontano che nessuno avrebbe voluto più vedere.
Donne, uomini, eritrei, somali, siriani, ghanesi, kurdi, spogliati nel cortile del centro di prima accoglienza e soccorso per poi essere raggiunti dal getto di una pompa per debellare una malattia che gli viene attribuita quasi da protocollo, ma che in realtà, nella quasi totalità dei casi, viene contratta solo una volta giunti in Italia proprio a causa delle condizioni di “accoglienza” a cui sono sottoposti.
Tra loro anche i sedici superstiti del naufragio del 3 ottobre scorso, i testimoni del procedimento aperto dalla Procura di Agrigento contro gli scafisti ed i trafficanti, che da mesi sono costretti a vivere in condizioni deplorevoli.”
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#20N: vertice Italia/Francia. La #sollevazionecontinua!
Domani a Roma c’è il vertice Italia/Francia. Ragionano di polizie europee che meglio possano tenere d’occhio l’arrivo dei migranti (a contrasto dell’immigrazione), poi di dare via l’alitalia a air/france, se ora la piglia, e di stringere un accordo di ferro per fare la Tav Torino/Lione. A queste cose il governo tiene moltissimo. Sembrano le urgenze più urgenze che ci siano.
Voi ricordate le centinaia di morti migranti ripescati a Lampedusa? Sostanzialmente la tragedia, della quale si accorgono solo ora denunciando l’emergenza, è stata utile a dirottare soldi per spese militari e a ragionare di pattuglie poliziesche europee che diventino ancora più poliziesche. Qualcuno auspicherebbe perfino l’impiego delle forze Nato, tanto per non farci mancare nulla, per la felicità, immagino, dei leghisti che vedranno ben realizzato il concetto di frontiera protetta contro l’invasione degli stranieri.
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Davvero la tratta non è connessa alle politiche migratorie? Ulteriori note su un dibattito infinito (e spossante)
Continuando un appassionato dibattito di questi giorni relativo alla proposta di legge francese che mira a punire i clienti delle prostitute, e citando inoltre molte statistiche, qualcuno ha recentemente sostenuto che “la tratta esiste e non è connessa alle politiche migratorie”.
La questione è certamente interessante e sensata. Ma per rispondere a quest’impegnativa affermazione, occorre chiarire quale siano i presupposti. Se si parte infatti dalla prospettiva dello Stato e di chi, per così dire, stabilisce i termini del discorso, le conclusioni non possono che essere quelle appena riportate: la tratta esiste!
Laura María Agustín, la Francia e le “femministe”. Note su un dibattito infinito
Com’era ovvio attendersi, il recente dibattito francese sulla prostituzione e, in particolare, intorno al disegno di legge che di fatto vieta lo scambio sessuale punendo i clienti delle sex-worker, ha infiammato il tono delle polemiche in Francia così come in Italia e in altri paesi.
Come avviene da anni, e sintetizzando brutalmente, il conflitto in corso è quello che divide “proibizionisti” e “non-proibizionisti” (schieramenti in realtà articolati, divisi e auto-etichettatisi in vario modo). In Francia, dunque, sembra che a trionfare siano al momento le posizioni che per comodità possiamo chiamare “proibizioniste”, con somma soddisfazione di certe aree politiche e d’opinione (femministe e non solo), che stanno cogliendo l’occasione per estendere il dibattito al di fuori dei confini francesi.





