Antisessismo, R-Esistenze

Di quelle donne che vogliono compiacere certi “maschi”

No, non è vero che le femministe odiano gli uomini. A meno che gli uomini non siano tutti violenti e stronzi e sappiamo che non è così. Non odiamo nessuno. Ci interessa però parlare di quegli uomini che ci fanno del male e che continuano a raccontarsela per evitare di rimettersi in discussione. Nel bel mezzo di questo dibattito, frequente e oltremodo disincantato, almeno così è da parte nostra giacché non ci aspettiamo niente di buono, ecco le donne che vogliono compiacere il “maschio”. Da cosa si distinguono? Dalla carica di livore che impiegano parlando con altre donne. Quel livore che adoperano nascondendosi dietro il “maschio” evitando di dire che loro, spesso, le donne le odiano davvero e per conto proprio. Ci sono donne che odiano le donne, quelle che difendono il maschilismo e che lo supportano senza pausa. Quelle che ridono alle battutine sessiste e poi ci invitano a non incazzarci e a non fare le isteriche.

Ci sono quelle asservite al patriarcato che empatizzano con il vittimismo di certi maschi e mai con le donne che raccontano di aver subito violenza. Sono le stesse donne che se non la pensi come loro ti augurano di essere stuprata dal primo nero di passaggio, adottando così tutta una serie di stereotipi sessisti e razzisti che il “maschio” italico insiste nel voler proclamare come caratteristiche dell’uomo vero. Quando discutiamo di qualcosa che ci riguarda e che in realtà riguarda anche loro, riguarda anche quelle donne che senza le femministe oggi non potrebbero neppure uscire di casa, sono loro, le donne, ad essere meno timide e più violente. Applicano una violenza scritta e orale che ci lascia tramortite.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie

Una famiglia naturale… contro-natura

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Lei scrive:

Ciao Eretica,

seguo da tempo il tuo blog, trovando spesso spunti di riflessione interessanti sulla società di oggi, il ruolo delle donne, gli stereotipi di genere e molto altro.

Vedo che hai dedicato parecchio spazio al tema della famiglia, delle sue diverse forme, dei pregiudizi che molti nutrono nei confronti di ciò che non è la canonica coppia uomo-donna con figli. Personalmente, sono convinta che le diverse “famiglie” possano convivere, e che l’etichetta di “contro natura” che in tanti ancora affibbiano, ad esempio, alle famiglie allargate o omogenitoriali sia in realtà molto più opinabile di quanto si possa pensare.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Precarietà, R-Esistenze, Storie

La “prostituta di altri tempi” e l’invidia delle altre donne

“Si vede che temono la concorrenza” mi dice la “prostituta d’altri tempi” che ho conosciuto in ospedale. Siamo ancora nella stanza delle diurne, anche in questa giornata prefestiva, e le mostro il commento di una abolizionista della prostituzione che più o meno insulta una compagna che ha decostruito la “narrazione tossica” sulla “prostituta nigeriana” che viene tirata fuori ogni qual volta si tenta di ragionare di regolarizzazione del mestiere, non già per le vittime di tratta, per le quali la legge già prevedere pene precise, ma per quelle che si prostituiscono per libera scelta.

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