Autodeterminazione, Storie

Donne e maternità: un racconto horror

Essere madre è la cosa più bella del mondo. Lo status sociale di una donna, quando è madre, diventa improvvisamente alto. La donna madre viene citata con rispetto in caso di femminicidio e stupro. Se non sei madre tutto può accadere e a nessuno gliene frega un caxxo. Perciò eccomi qui, con la pancia che cresce, milioni di consigli non richiesti da parte di perfette sconosciute, tanti stereotipi inviati telepaticamente da figure ambigue, che stanno sullo sfondo, come a voler manovrare i fili che reggono le mie scelte. Lui si dichiarava felice per la notizia, naturalmente lo voleva maschio, in un secondo tempo gli sarebbe piaciuta anche una femminuccia, per fare coppia, celebrando il binarismo biologico per eccellenza. Così avrebbe potuto sperimentare su entrambi diversi modelli educativi. Le femminucce sono più gentili, armoniose, i maschietti amano sporcarsi e i papà li portano a vedere le partite di calcio. Dovevo soddisfare queste richieste, perciò venivo monitorata come se fossi una cavia da laboratorio. La perfetta riuscita dell’esperimento sociale avrebbe donato frutti nuovi per alimentare la cultura patriarcale.

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Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Culture, R-Esistenze

Madri cattive, non madri e madri post mortem

Tempo fa sono stata a Bologna dalle bellissime amiche del Sexyshock per parlare di “Madri Cattive”, un ottimo libro che vi consiglio di leggere che l’autrice, Caterina Botti, ci ha presentato come fosse una confidenza spartita tra vecchie amiche. Caterina parla veloce e con voce pacata. Si sente che quello che racconta lei lo ha rimuginato per tanto tempo e pensa che ti ripensa ne è venuto fuori un libro che parla di maternità stretta dalle dimensioni obbligate, dagli “stili di vita” imposti a fare la differenza tra una madre buona e una cattiva, dalle terapie che non
lasciano alcuna scelta.

Lei parla di gravidanza e parto e ci tiene a specificare che il punto non è che ogni donna deve partorire ne’ che
essere madre debba essere l’esperienza fondante dell’essere donna come troppe volte ci sentiamo dire. Sceglie però di parlare di parto perchè le interessa e ha visto che nessuno se ne occupa. Perchè si parla di molte esperienze delle donne senza però poi concentrarsi su quella che a noi stesse pare di dover vivere come “natura” comanda. Non so voi ma a me è capitato di partorire in una dimensione quasi surreale in cui non ho scelto nulla.
Arrivi con le doglie in ospedale e da quel momento, a meno che non segui percorsi precisi e alternativi, non hai più diritto di parola su quello che ti sta capitando.

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