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Mi trucco e mi vesto come voglio: non per questo sono una “nuova donna”

Lui scrive:

“Ciao Eretica, seguo spesso la pagina e volevo condividere un piccolo sfogo circa i miei pensieri e il mio vissuto. Ho sentito spesso ( anzi, spessisimo ) la frase “gli uomini sono le nuove donne“, e spesso questo splendido slogan l’ho paradossalmente sentito pronunciare da ragazze che generalmente si sentono femministe.

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#MascolinitàFragile: disimparare il #machismo, storia di un uomo

Immagine di Fuxia Block per Sciopero Otto marzo #NonUnaDiMeno

Immagine di Fuxia Block per Sciopero Otto marzo #NonUnaDiMeno

 

Cara Eretica,

sono un uomo, bianco, etero, cis. Avessi voluto vivere secondo le norme maschiliste ed etero/patriarcali sarei stato uno tra i tanti che si cullano sul fatto di avere dei privilegi senza neppure rendersene conto. Invece ho fatto i conti con tutto questo perché quei “privilegi” per me sono stati una condanna.

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#MascolinitàFragile: lontani dal modello machista, noi esistiamo

lacrima

Dear Eretica,

Ti scrivo per aggiungere un sassolino alla campagna mascolinità fragile.

Ti scrivo oggi dopo essere stato paralizzato ed incapace di lavorare per tutta la giornata. La mia ansia e la mia depressione forse dipendono dalla prematura scomparsa di mio padre, forse dagli abusi sessuali subiti da un vicino quando avevo poco più di otto anni, anche, e poi dalla solitudine e dalle difficoltà del quotidiano. Ti scrivo adesso, dopo avere, finalmente, pianto, avendo desiderato di piangere per tutta la giornata senza riuscirci. Senza riuscirci perché l’idea di piangere in pubblico attiva la mia modalità stoica e blocca qualsiasi emotività. Occhi asciutti, singhiozzo scomparso, ma mai scomparso davvero, nascosto, rimosso, per un po’. Perché non basta essere chiuso da solo in un ufficio o solo nella propria stanza o per strada in mezzo agli sconosciuti per scacciare il timore di essere visto piangere. I colleghi potrebbero sentire attraverso il muro, così i coinquilini, e come gli sconosciuti per strada, giudicare. Dico giudicare, ma è una mia razionalizzazione di quello che sento, che posso esprimere meglio solo come una sensazione di oppressione fisica a nascondere, a dissimulare, ad asciugare le lacrime e a fingere di sorridere.

Penso, forse sono io. Questa è una mia necessità. Poi però, aiutato anche dalle tante riflessioni lette sul tuo blog, non posso fare a meno di pensare che questa è, almeno in parte, la conseguenza di uno stereotipo di genere. Uno stereotipo che io vivo e ho interiorizzato. Perché penso alla mia collega che qualche giorno fa piangeva in ufficio perché le mancava il compagno da cui si é separata. All’altra collega che piangeva a Natale, anche lei per solitudine. E penso é normale, che c’é di strano? Una ragazza che piange. Io però, nella stessa situazione, nella stessa solitudine, non piango, non in pubblico. E così, non ho mai visto un collega e nemmeno un amico maschio piangere. Non sarebbe normale vederlo. Normale, nel senso di frequente, atteso. Non succede e cosi` non succede a me. Sono i miei colleghi uomini tutti felici e sereni?

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#MascolinitàFragile: la paura di svelare i miei desideri di sottomissione

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Ciao!
Ho letto più volte questo blog. Scrivo per la campagna #MascolinitàFragile.
Sono un ragazzo di 23 anni. Sono sempre stato timido, fin da molto piccolo, sia in generale che nei confronti dell’altro sesso. Nel corso dell’adolescenza ho avuto spesso problemi per una spiccata e, a volte, spropositata empatia e sensibilità nei confronti degli altri. Sono sempre stato appassionato d’arte, di filosofia e di musica; passioni che mi portano a passare molto tempo da solo.

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#MascolinitàFragile: racconto di come il machismo ha infettato la mia vita

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Cara Eretica,
seguo con grande passione “Abbatto i Muri” scoprendo tante storie interessanti che mi stimolano a lottare, nel mio piccolo, attivamente per i pari diritti. Ho imparato tanto grazie ai frammenti di vita e alle informazioni che quotidianamente riporti e per questo ti ringrazio.

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#MascolinitàFragile: la difficoltà a relazionarsi con l’altro sesso al di là dei ruoli imposti

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Sono un uomo di 26 anni e non ho mai avuto un rapporto completo con una donna, ma questo racconta ben poco di me.
Fin dai tempi del liceo preferisco e ricerco la compagnia femminile, ho molte amiche donne e sento che quel che più mi manca dall’assenza di una relazione amorosa è proprio la relazione, la possibilità di approfondire e conoscere meglio anche me stesso attraverso l’altra e la complicità. La dimensione sessuale certo può rappresentare talvolta un’ossessione, ma talvolta penso che la verginità è qualcosa di cui mi vorrei liberare non tanto per la ricerca del piacere del coito quanto per avere un pensiero in meno per la testa.

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#MascolinitàFragile: vi racconto il corpo, la pelle, la mia intimità

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Sono un uomo, ho 28 anni e sono vergine.

Naturalmente quest’ultima parola è semplicemente ridicola, ma la uso per intenderci. Credo sia la prima volta che lo comunico esplicitamente, a parole.

Non ho mai vissuto un momento di intimità con un’altra persona.

Non so spiegare perché, posso solo raccontare un po’ della mia storia, la storia di una mascolinità fragile.

Da piccolo non mi piaceva il calcio e mi piaceva leggere, mi incazzavo e piangevo per le ingiustizie. Classica femminuccia, insomma.

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