Culture, Ricerche&Analisi, Violenza

Lettere al carcerato femminicida: perché le donne scrivono agli assassini

Tra la fine degli anni ottanta e i primi anni novanta, internet non era come ora, secondo un documentario su crime history (rintracciato su web in inglese), negli Stati Uniti scoppiò uno scandalo su un gruppo di associazioni religiose che consigliava alle donne di scrivere ad uomini in galera senza spiegare il motivo per cui stavano scontando la condanna. Alcune donne divennero vittime dei loro amici di penna non appena questi ultimi uscirono di prigione e la cosa destò scalpore. Inorridite le associazioni che ritenevano un criminale non potesse mai volgere mano violento contro un’anima buona, come se le prime vittime del criminale fossero meno che anime buone. Inorridite le istituzioni che diederò la colpa alle donne scriventi, nonostante fossero state assillate dall’idea che solo loro avrebbero potuto salvare quei criminali.

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Autodeterminazione, Critica femminista, Il Femminismo secondo la Depressa Sobria, R-Esistenze

Interiorizzazione del maschilismo

Nasciamo femmine, ma non per questo abbiamo coscienza dei nostri diritti. L’educazione ricevuta ci dice chi siamo, cosa possiamo fare e cosa potremo diventare. Molto spesso l’educazione si basa su stereotipi, sessismo e misoginia. Prima di sapere chi siamo qualcuno decide qual è il nostro genere ed è già una forzatura. Perché nascere con un sesso femminile non ci rende per forza donne. Ma se riconosciamo che è quello il nostro genere, dopo aver cercato di setacciare nei meandri di culture e mentalità ostili, cosa più difficile é liberarsi nel maschilismo interiorizzato. Quando vediamo nelle altre delle rivali, delle nemiche, scegliamo la strada più semplice ovvero quella che ci è stata fornita dagli uomini. Compiacersi del fatto di saper chiamare puttana una donna, perché ti sta sulle ovaie o perché pensi che lei sia responsabile per il tradimento del tuo compagno, è indice di interiorizzazione del maschilismo. Quando diamo della puttana ad un’altra donna non solo lo diciamo a lei ma stiamo limitando noi stesse, stiamo veicolando una cultura che limiterà noi e le nostre figlie. Stiamo divulgando una cultura che detta alle donne le norme da seguire per essere accettata dalla società, una società le cui regole sono date dai maschi. Stiamo così favorendo la cultura patriarcale, mentre sorvegliamo il modo di vestire o di truccarsi di una donna. Stiamo insultando noi stesse se permettiamo alla logica misogina di farci odiare il nostro stesso genere.

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