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Orange is the new Black – la serie televisiva

Orange is the new black è una serie televisiva statunitense ispirata alle memorie di Piper Kerman. Piper finisce in carcere per aver trasportato una valigia piena di soldi di provenienza illecita. All’epoca stava con Alex, implicata nel narcotraffico internazionale e che in un modo o nell’altro riusciva e riuscirà a scaricare sempre tutte le responsabilità su Piper.

La serie televisiva è fatta bene, riesce nell’impresa di raccontare il carcere in modo disincantato, senza dividere il mondo in buoni e cattivi e senza colludere con quell’impostazione repressiva e securitaria che immagina la galera come soluzione per tutti i mali. E’ una serie fatta per intrattenere un pubblico più o meno adulto, con scene di sesso esplicito, soprattutto lesbico, con la definizione di dinamiche relazionali complesse che non vengono mai rappresentate con un comodo chiaro/scuro.

Le donne in galera non sono vittime ma come ogni altra persona in carcere sono la somma di una serie di eventi che le ha portate lì. Hanno scelto, si sono trovate a vivere alcune circostanze, erano troppo addentro al proprio vissuto per pensare che vi fossero delle regole da rispettare e alla fine si beccano una punizione fatta di isolamento, perdita di benefici e comodità, e qui si parla di una doccia calda, una crema per il viso, una pinzetta per togliere il lungo pelo che nasce frequentemente sul mento, gli assorbenti, gli ormoni per la carcerata trans, la possibilità di leggere un libro senza essere continuamente interrotte da una manica di folli che non ti danno tregua, perché il carcere è innanzitutto questo: bisogna resistere alla convivenza con persone che non sceglieresti mai di avere accanto.

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FinchéMorteNonViSepari

Cattiva se racconti il tuo personal/politico

Non puoi dire questa cosa, mi dicevano.

– Perché non rispetti il punto di vista di chi pone l’agenda delle priorità politiche femministe.

– Ma quell’agenda non dovrebbe partire dal personal/politico?

– Ah, si, ma certo. Ma non dal tuo. Piuttosto un personal/politico un po’ mio, un po’ di quell’altra, un po’ come ti dico io.

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