Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze, Violenza

Dl #femminicidio, marketing istituzionale e i compromessi sulla pelle delle donne

Il Dl contiene quel passaggio che consente l’invio di centinaia di militari in Val Susa a creare il fortino più inespugnabile che ci sia attorno ai cantieri della Tav. In questi giorni il ministro dell’interno pronuncia una dichiarazione che sa di beffa perché parla di sovranità dello Stato, che quei quattro straccioni della Val Susa vorrebbero mettere in discussione, e ne definisce l’intoccabile autorità contro una non riconosciuta sovranità territoriale, ovvero di chi in quel territorio ci vive.

Se il Decreto non viene convertito in Legge entro il 15 ottobre con una discussione compiacente e accondiscendente alla Camera il Senato sarebbe pronto a blindarlo con la fiducia. Ma come si giustifica l’emergenzialità della questione? Di nuovo con la lotta alla violenza sulle donne. Il Decreto sarebbe straordinario, eccezionale, salva la vita delle donne, dunque a partire dallo stesso giornale che conduce una spietata campagna di criminalizzazione contro i #NoTav arriva il marketing che promuove il Dl come indispensabile.

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Comunicazione, Critica femminista, Femministese, R-Esistenze

#Boldrini: tu non sei tutte le donne!

545932_10201812828943227_1277368083_nCosa avrò mai io in comune con la presidente della Camera Laura Boldrini? Niente. Lei è benestante e io precaria. Lei occupa da che ho memoria una posizione di prestigio e io ho fatto lavori di ogni tipo per campare. Lei lancia allarmi sulla maniera in cui viene offesa su internet e io le ricordo che ogni volta che apre le danze sul fronte della cattiveria sul web raccoglie l’attenzione di uno dei tanti cavalieri paternalisti in giro per le istituzioni che ne approfitta per operare più controllo, più censura, sulla rete. E la censura e il controllo non servono a salvare le donne offese come lei ma a reprimere il libero pensiero e la libera critica di chi presto non potrà più neppure dirsi a sostegno teorico delle lotte NoTav perché t’arriva una denuncia per associazione a delinquere.

Ad ogni modo ogni volta che ascolto la Boldrini mi ricordo di tutto quello che non sono io e non mi riconosco proprio perché sono una donna, femminista, non-lamentosa, al limite arrabbiata perché, ad esempio, mentre ella discuteva di cyberbullismo e odio in rete io, che l’odio in rete l’ho analizzato in tutte le sue forme, denunciavo come girovagassero squadrismi di donne che in nome della inviolabilità dei nostri corpi, galvanizzate dalla crociata in itinere a salvamento delle femmine al cui soccorso è intervenuto Letta, Alfano e ministeri vari con un decreto legge che manda l’esercito a sorvegliare la Tav (inequivocabilmente femmina), si permettevano di insultarmi, perseguitarmi, diffamarmi, segarmi opportunità relazionali e anche professionali.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista

#Boldrini vs #M5S: ma che è ‘sta fretta di convertire in legge il Dl Femminicidio?

not-in-my-nameSe dal 14 agosto le donne saranno un po’ più protette, e questo è solo il primo passo, dovremmo essere tutti orgogliosi.” – dice Franceschini secondo l’ennesimo articolo dell’Unità che ci tiene a fare apparire i “grillini” come brutti, sporchi e cattivi. Ma come, qui si parla nientemeno che di f-e-m-m-i-n-i-c-i-d-i-o e voi osate sollevare questioni di altro genere? Da ora in poi chiunque si frapponga tra la totale legittimazione di questo decreto legge, dei tempi di discussione e conversione in legge, sarà etichettato come chi é contro le donne.

Cara #Boldrini, quel decreto legge non piace alle stesse donne che lottano contro la violenza sulle donne e la convocazione al 20 di agosto, in assenza dell’intero contesto parlamentare in gran parte a fare altro, non consente una discussione seria. Capisco che vi sia l’urgenza di archiviare questo decreto legge come fosse un successo estremo di questo governo ma la fretta? Non è quella che non consente un dibattito democratico, quando c’è la massima attenzione e la massima presenza, che potrebbe dare voce anche a tutte le critiche di cui lei non ha riportato neppure una virgola?

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Antiautoritarismo, Comunicazione, R-Esistenze

Semantica di regime: il decreto del fare (schifo?) e il bon ton web

Se sei parte oppositiva allora quando presenti emendamenti e discussioni ai decreti stai mettendo in atto pratiche democratiche.

Se sei al governo e chi è all’opposizione fa la stessa cosa, ovvero fa quello per cui è pagat@, allora si chiama “ostruzionismo del m5s”. Anzi, oramai anche se si oppongono quelli di SeL sui media è sempre “ostruzionismo del M5S” perché mediaticamente funziona meglio dato che ormai la campagna denigratoria di cui gli m5s sono stati fatti oggetto ha raggiunto più o meno lo scopo.

Dunque sono cattivi, cafoni, incompetenti, fascisti, stronzi, spreconi, ignoranti, insultanti, etc etc etc etc, e fanno ostruzionismo al “decreto del fare“. E quando si dice “decreto del fare” non si spiega mica se al suo interno c’è un po’ di cacchetta buona per chiunque, soldi distribuiti a garanzie di gente già privilegiata, norme che non servono a nessuno. No. Basta dire “decreto del fare” e in una logica santanchiana basterebbe questo a dover sciogliere ogni dubbio. Ché non ti venga in mente che si possa anche trattare di un “decreto del fare (schifo)” perché il verbo fare è stato promosso fino all’estremo della sua positività, il cui contrario non è il non-fare ma è “ostruzionismo dell’m5s”.

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Acchiappa Mostri, Comunicazione, R-Esistenze

#NoTav: Quei cattivoni del Movimento Cinque Stelle e il decreto emergenze

E dunque tra le altre cose, mentre fanno scelte più o meno condivisibili, succede che dopo il faro in negativo perennemente puntato su di loro, i gufi che gufano, popolarità in picchiata, disiscrizioni di massa, allontanamento di tutta l’orda di gente che dopo la prima fase vittoriosa s’era presentata alle riunioni sperando il movimento fosse permeabile a candidature di riciclati e “brava gente”, ingenuità politiche, esercizi d’autoritarismo tra scomuniche ed espulsioni, nervi che saltano, difficoltà di orientarsi nell’assenza di una linea politica precisa e di una coesione consolidata, scopriamo anche che questi cattivissimi, più cattivi degli alfano, dei letta, del pd, del pdl, cattivi più della cattiveria stessa, mettono i bastoni tra le ruote perfino quando c’è di mezzo un decreto che parla di soldi ai terremotati.

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Acchiappa Mostri, Comunicazione, Femministese

#Grillo Vs #Boldrini: trova la misoginia!

Non ho seguito questa faccenda e d’altronde se dovessi seguire tutti i battibecchi tra Grillo e quelli che gli contestano le dichiarazioni farei notte. Ultimamente pare che egli abbia detto qualcosa che ha fatto arrabbiare un sacco di gente. La presidente della Camera ha commentato e lui ha commentato a sua volta. La sua risposta per i maggiori quotidiani online, che non mancano di inserire una sua foto di quelle in cui lui appare un po’ Duce, così come su Berlusconi si dà la costante immagine di un vecchio corrucciatissimo, è diventata un attacco e dall’attacco per qualcun@ siamo passati alla misoginia. Misoginia non so riferita a cosa. Misoginia perché quello che viene definito attacco è rivolto ad una donna? Mah! Resto molto perplessa.

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Antiautoritarismo, Comunicazione, Ricerche&Analisi

Giornalismi corporativi contro Il Movimento Cinque Stelle

Anche a non essere grillina alla fine i grillini ti diventano simpatici. Umanamente simpatici. Perché una cosa è la critica politica, che certi quotidiani non sono in grado di articolare, e una cosa è il dileggio continuo cui sono sottoposti. Ho tante critiche dal punto di vista politico da fare e le faccio. Quel che non tollero è che si spacci il gossip di quartordine e lo squadrismo giornalistico per “informazione”.

Il giornalismo che fa cecchinaggio per abbattere movimenti e partiti d’altronde lo conosciamo. Basta demonizzare l’avversario, farlo apparire stupido, sporco, ridicolo, ignorante, malato, vecchio, sporcaccione, brutto, idiota, antipatico e il gioco è fatto.

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Comunicazione, Precarietà, R-Esistenze

Movimenti sotto-accusa: #M5S fuori dal parlamento e a scuola di partito!

Ieri sera ho visto Report. Molto interessante, come sempre. Ad un certo punto arriva il servizio sui finanziamenti al Movimento Cinque Stelle. Ci sono cose dell’M5S che non mi piacciono, politicamente dissento, mi confronto, ma squalificare i soggetti dei quali non condivido alcune posizioni con leggine scomunica-movimenti (il Pd che dopo lo sbarramento maggioritario che ha buttato fuori i partiti di sinistra ci riprova sempre) o mettendo in campo sospetti mi sembra di una scorrettezza assurda. Avevo da dire qualcosa sul progetto di legge che l’M5S vuole presentare per l’ineleggibilità di Berlusconi, perché uno che viene votato da 9 milioni di persone, per quanto sia quanto di più lontano da me, non puoi farlo fuori in questo modo. Però poi vedo questo servizio e aspetto lo scoop. Semplicemente lo scoop non c’è. Si scopre l’acqua calda.

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Antiautoritarismo, Antirazzismo, Comunicazione, Culture

#Grillo e #M5S: siete razzisti o no?

Un palermitano si mette a colpire con un martello un po’ di gente a muzzo. Vittime due persone, una coppia di pensionati. Ad impedirgli di colpire ancora furono due ragazzi nigeriani, senza permesso di soggiorno, ringraziati dai poliziotti che proposero alla questura di rilasciargli permessi di un anno (gli furono “concessi”).

Questa storia è avvenuta a Palermo quattro anni fa, a maggio del 2009.  Così racconta “Il Fatto Quotidiano“.

E invece c’è il blog di Beppe Grillo che fa eco ai razzismi della destra creando ulteriori fobie sociali.

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Comunicazione, Culture, Ricerche&Analisi, Satira

Reality MovimentoCinqueStelle Show

E’ semplice. Se costruisci una forza politica attraverso l’uso di un media, se la tua stessa campagna elettorale è stata fatta utilizzando quel media, quello che crei sono attese, emozione, coinvolgimento, voglia di partecipazione, di esserne protagonisti. Non della vita politica del paese ma del reality show che sta andando in onda.

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Antiautoritarismo, Comunicazione

Improvvisamente ricordarono che esistono i poveri (di ipnosi collettive e altre storie)

Non so se ho la statura intellettuale e politica per poter fare queste considerazioni. Però le faccio, da persona che osserva e studia soprattutto la comunicazione.

Sintesi di quel che è successo oggi, in un processo, così come l’ha chiamato Giovanna Cosenza parlando del Papa, di autosuggestione collettiva. L’uso del brand Donna che tutto avalla e tutto legittima. I contenuti di una rivendicazione politica che prima del M5S il Pd neppure pronunciava. Bei discorsi, condivisibili, alla Camera. Bei discorsi al Senato. La scelta di brave persone rappresentative di lotte, qualunque cosa voi ne pensiate, comunque condivise. Quelle in favore dei diritti dei migranti e quelle contro la mafia. Un Papa che si presenta già come un importante fenomeno mediatico che colmerà un vuoto che in Italia è stato in un certo modo usurpato da leader carismatici autodefinitesi guida, Cristo, unti dal signore, e via di questo passo. Tutti quanti improvvisamente ricordano che esistono i precari, i poveri, gli esodati. Tutti lì a saccheggiare contenuti e punti programmatici e a sollecitare azioni che possano creare scissioni interne al M5S sulla cui tenuta sta gufando ogni media, ogni intellettuale, ogni elemento di partito, incluso Berlusconi che, dall’alto della struttura di partito/azienda che lui ha capeggiato, lo definisce setta.

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Acchiappa Mostri, Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Comunicazione, R-Esistenze

Le elezioni Italiane? Contano niente. Euro/dominio e sovranità aziendali!

chicomandaPd e Pdl o Monti lo rassicurerebbero immediatamente. Ma no, non te ne andare, e figuriamoci. Minacci di lasciare in mezzo alla strada svariate decine di migliaia di lavoratori e figurati se non si fa come dici tu.
E’ veramente bello, in ogni caso, sapere chi è che comanda in Italia. Almeno non stai a perdere tempo a leggerti i programmi di partito che non valgono niente perché in soldoni quello che fanno è obbedire, rimuovere e contenere il conflitto, istigare fobie sociali e poi proporsi come riparatori con ricette liberiste, sempre le stesse, privatizzazioni, austerity, prendere ai poveri per dare ai ricchi, e tutto perché bisogna adeguarsi a queste logiche di mercato.

Come se non bastasse c’è chi si diverte a divulgare bufale per il solo gusto di vedere scritto nero su bianco un concetto che può restare in testa. Grillini=terroristi, e questo metodo è palesemente diffamatorio. Non dice ma evoca. Non scrive ma impone un codice semantico che suscita paura.

La paura del “fascismo” rintracciato nelle battute di una onorevole dell’M5S. Tutti gli elementi a sostanziare il terrore che esige soluzioni e interventi importanti e urgenti. Importanti e urgenti.

Euro. Stabilità. Terrorismo psicologico. Shock Economy.

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Antiautoritarismo, Comunicazione, Precarietà, Ricerche&Analisi, Welfare

Tra libertariani e shock economy: come prevenire nazionalismi e vivere felici!

https://www.youtube.com/watch?v=UFFS_aL6R60

Vi propongo di vedere, se non li avete già visti, due documentari che parlano di economia, capitalismo, liberismo, deregulation e molte altre cose. Shock Economy e The Corporation (li vedete uno all’inizio di questo post e l’altro alla fine) sono due documenti che raccontano come ha funzionato e funziona l’economia in molte zone del mondo a partire da politiche economiche occidentali.

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