Le donne del Pd esprimono indignazione per il calendario Pirelli. Tutto ciò dopo la figurina odorosa che ha fatto l’eurodepilata Moretti con i suoi dilemmi sulla peluria e i suoi suggerimenti sull’estetica femminile corrente. Neanche una parola, ovviamente, a proposito della donna migrante sotto sgombero che ha perso un bambino per le manganellate. Nulla che parli di precarietà e della violenza delle istituzioni. Sono invece ancora lì a sposare una linea emergenziale sulla maniera in cui vengono trattate le donne senza ragionare della nudità, reale, che ci procura disagi.
La donna nuda d’oggi è spogliata di qualunque speranza, opportunità e avere. Non ha un reddito, una casa, un lavoro, non ha niente che possa rivestirla di orgoglio e dignità. E’ umiliata, mortificata, come tante altre persone, perennemente costretta a chiedere l’elemosina giacché a rivendicare diritti, in piazza, pena la manganellata d’occasione, non può neppure andare. Deve restare a testa china e sguardo pietoso a prestare la propria immagine di oppressa solo in relazione alle cause che alle donne di governo piacciono di più. Non le è possibile dirsi vittima di quel che vittima la fa di più, perché deve dichiarare d’essere vittima a seconda del partito che le detta il copione. Oggi deve recitare la parte della vittima dell’uomo precario tanto quanto lei, domani dovrà recitare la parte della vittima dell’uomo nero, lo straniero, che viene dai mari, e domani chi lo sa.
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