Antiautoritarismo, Antifascismo, Attivismo, Contributi Critici, La posta di Eretica, R-Esistenze

Il fascismo non è un’opinione

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di Irina

Succede pochi giorni fa in una biblioteca comunale di Ferrara. Nell’atrio centrale viene allestito un banchetto con libri sulla Resistenza in occasione del 25 aprile. Tra questi trionfano (esattamente al centro del tavolo, sotto la locandina di presentazione) due titoli dell’autore Giampaolo Pansa più un terzo volume collocato sulla sinistra. Mi rivolgo alle bibliotecarie chiedendo chi fosse il responsabile di tale disposizione, spiego il mio punto di vista e chiedo che i libri vengano tolti da quel tavolo. Mi viene risposto che probabilmente la volontà della biblioteca era quella di garantire molteplici punti di vista. Nei giorni successivi, cercando di coinvolgere i miei concittadini, arrivano le risposte ufficiali della responsabile della biblioteca, del direttore del polo ferrarese e dell’assessore alla cultura: garanzia del pluralismo secondo i primi e competenza esclusiva dei bibliotecari nell’operare tale decisione per il secondo.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Contributi Critici, Critica femminista, Recensioni

Libertà (evitare le crociate di liberazione delle altre donne, please!)

Il libro si chiama “Manifesto per un Nuovo Femminismo“, edito Mimesis a cura di Maria Grazia Turri, economista, filosofa, che si occupa di comunicazione presso l’Università di Torino. Libro a più voci che trattano, ciascun@ in un capitolo proprio, vari argomenti: Incertezza, In-Differenza, Inquietudine, Ironia, Libertà, Natura, Pornografia, Scienza, Sesso, Simboli, Specchio, Stereotipi, Virilità. Non condivido tutto ma mi pare interessante leggerlo e allo stesso modo, sebbene su alcuni punti non mi trovi d’accordo (soprattutto nella definizione di divisione del lavoro su spinta capitalista che esclude come incarico funzionale a quelle regole economiche il ruolo di cura e la riproduzione) vi passo l’intervento, lungo, di Valeria Ottonelli, docente di Filosofia Politica ed Etica Pubblica all’Università di Genova, già autrice del libro “La libertà delle donne: contro il femminismo moralista“, che in questo caso si occupa di “Libertà”.  Buona lettura!

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Libertà

di Valeria Ottonelli

Molte delle rivendicazioni da parte e per conto delle donne, nel nostro discorso pubblico, sono rivendicazioni di ruolo e di status, non rivendicazioni di libertà. Si tratta di richieste di eguaglianza, o di parità, o di riconoscimento della differenza. Con declinazioni anche molto diverse, sono tutti modi per mettere in discussione la posizione sociale delle donne, le condizioni materiali e simboliche delle loro relazioni col resto del mondo e le conseguenze ancora pesanti di secoli di dominio, oppressione e sfruttamento. Le rivendicazioni in nome della libertà sono cosa diversa, e non sempre vanno di pari passo con quelle rivolte a eliminare le gerarchie di status o le ingiustizie di trattamento. Sono anche molto più difficili da formulare, se possibile più contestate e sicuramente più pericolose.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Precarietà, R-Esistenze, Storie

25 aprile e Liberazione visti da mia nonna

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I liberatori non erano migliori di quelli dai quali dicono di averci liberati. Questo è quello che ho sempre saputo con chiarezza a partire dai racconti di mia nonna. Ce n’è uno, in particolare, che vorrei condividere con voi. Ricordando che resistenza e autodeterminazione dei popoli è molto meglio che essere liberati e colonizzati e che le/gli individui resistenti, giusto quando resistono, vengono sempre additati come criminali e terroristi. Buona lettura!

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Quando arrivarono gli americani noi eravamo sempre lì a tentare di sopravvivere alla povertà, alla fame, a tutte le disgrazie che ci erano capitate. Zappavo dalla mattina alla sera, mi svegliavo alle 4 del mattino, portavo avanti la casa e i figli e combattevo contro quelli che fingevano di essere dell’esercito per bussare di notte e rubare ogni cosa, contro le camicie nere che pensavano di avere diritto di prendersi tutto, contro quelli che trascinarono in galera prima mio marito e poi suo fratello perché avevano avuto la brutta idea di portare un po’ di grano a mia sorella che stava oltre il confine del paese. Aveva tanti figli, mia sorella, e suo marito era sfuggito alla chiamata alle armi come tanti della sua età. Si davano alla macchia protetti da queste donne deboli ma in carne che si ponevano a barriera per salvare gli uomini, poiché di morti, già con la prima guerra, ne avevano visti abbastanza.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

#IoMiSalvoDaSola: se vuoi liberarti puoi farcela da sola!

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Lei è Chiara, una delle ragazze del Collettivo di Genere di Firenze. Partecipa alla campagna #IoMiSalvoDaSola con un lavoro dal titolo “Mi salvo da sola” (per l’appunto), che risale alla primavera del 2013.

Qui il link: http://www.behance.net/gallery/Mi-salvo-da-sola/9688563

Chiunque volesse partecipare, ovviamente, può scrivere a abbattoimuri@grrlz.net. La campagna è sempre attiva e anzi direi che può essere un ottimo hashtag novembrino.

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Antifascismo, Comunicazione, R-Esistenze

L’orribile abitudine di condividere le foto dei fascisti a testa in giù

Ma anche basta festeggiare questa giornata condividendo le foto di cadaveri di fascisti a testa in giù. Sarebbe un monito? Un segno di R-Esistenza? Io lo trovo lugubre e tremendo. Sono passati tantissimi anni e ogni azione va collocata storicamente nel tempo e nel luogo in cui è stata compiuta. Non c’é processo né paragone rispetto alle brutalità commesse dal fascismo nei confronti di tantissime, troppe, persone inermi. La guerra è guerra e fa schifo di per se’. So anche questo. Ma oggi?

Oggi che quelle immagini diventano feticcio misero a dimostrazione di una memoria che riduce la Resistenza e la Liberazione a quell’unico atto, quel linciaggio, frutto di rabbia, di comprensibile reazione da parte di persone cui era stato tolto tutto, affetti, vita, certezze, futuro, quanto banalizza la memoria di tante speranze, tanta umanità, tanta lotta in difesa di una idea la condivisione di immagini sotto cui i commenti sono “a morte il fascio” o “questa è la fine che farete tutti“?

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