Quando Angela si sposò non aveva neppure sedici anni. Lui ne aveva trenta, e già era una fortuna che non ne avesse quaranta. A quei tempi capitava di frequente vedere matrimoni tra uomini adulti e donne-bambine. La storia che sto per raccontarvi è passata di bocca in bocca, da una generazione all’altra, e risale ai primi anni del ‘900. Siamo in Sicilia, a quei tempi un’isola dura, con i campi aridi pieni di pietre pesanti e i contadini sfruttati dai feudatari. Angela sposò il fratello di una guaritrice. Una di quelle che a quei tempi aggiustavano le ossa e curavano certe malattie con la magia buona. Riti per togliere i “vermi” dalla pancia, per guarire il torcicollo, per alleviare dolori e pruriti. Se c’era di mezzo una malattia la gente chiamava il medico e la guaritrice, e non necessariamente in quest’ordine. Poi la premiavano con qualche uovo, un bicchiere di farina, a volte con niente.
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