Antiautoritarismo, Autodeterminazione, R-Esistenze, Recensioni

La giovane comandante che affronta l’ISIS: “Se ti attaccano e ti stuprano, devi difenderti”

Pezzo in lingua originale da eldiario.es firmato Miguel Angel Villena (traduzione di Martina) 

La regista catalana Alba Sotorra presenta la prima proiezione del film Comandante Arian alla Seminci (La Semana Internacional de Cine de Valladolid), un coraggioso e rivendicativo documentario su una unità di miliziane che lottano contro l’ISIS

“Se ti attaccano e ti stuprano, devi difenderti”. Si può dire più forte, ma non più chiaramente. A pronunciare questa frase è la comandante Arian, una giovane trentenne e capo della unità di miliziane che combatte lo Stato Islamico nel nord della Siria.

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Antiautoritarismo, Contributi Critici, R-Esistenze

La violenza torna sempre a casa: intervista ad Arun Kundnani

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Questo è un pezzo pubblicato su OpenDemocracy e tradotto da Margherita D’Arnaldo e Carlo Boccaccino. Buona lettura!

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A seguito degli attacchi di Parigi, quali sono le tragiche e più logiche conseguenze di una guerra senza confini fisici? Arun Kundnani, autore di The Muslims are coming! edito da Verso, si occupa di terrorismo e di politiche di contrasto all’estremismo nel Regno Unito e negli Stati Uniti. In questa intervista spiega e critica le ramificazioni della guerra al terrore, partendo dalla retorica – liberale o conservatrice – utilizzata da intellettuali e commentatori, e arrivando alle teorie sul radicalismo che hanno alimentato i programmi antiterrorismo in Occidente. Secondo Kundnani, l’unica vera alternativa al jihadismo è rappresentata da una politica anti-razzista, anti-imperialista e anti-capitalista. 

Il mondo intero è adesso una zona di guerra? E come si relaziona questa idea con la retorica della guerra al terrore? Continua a leggere “La violenza torna sempre a casa: intervista ad Arun Kundnani”

Antiautoritarismo, Antirazzismo, Pensieri Liberi

Gli attentati a #Parigi e gli sciacalli islamofobi

Sono le 22.00 e io provo a cercare aggiornamenti (in lingua francese) per capire meglio cos’è successo a Parigi. Molti evocano l’attentato al Charlie Hebdo, scambiato per un attentato contro la libertà d’espressione, e anche lì ci fu chi sottovalutò la portata del fenomeno e mancò di analizzare la realtà francese, parigina, le banlieu, la povertà, la disoccupazione, l’integralismo che cresce anche con l’intolleranza e che coinvolge persone che integraliste non sono o che da un lato rivendicano di essere musulman* e dall’altro prendono le distanze dagli attentatori.

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Comunicazione, Critica femminista, Pensieri Liberi

Se le “nostre donne” sposano membri dell’Isis

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Ma voi avete capito qualcosa a proposito delle donne che scappano dall’Europa per sposare e aiutare membri dell’Isis? Io ci vedo un po’ di terrorismo psicologico e pedagogia rivolta alle donne intrisa anche di islamofobia.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

Donne dell’Isis reclutate da estremisti ipnotizzatori

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Da un po’ di tempo non si fa che parlare delle donne dell’Isis. Di tutti gli argomenti che si potrebbero trattare a proposito di questa organizzazione estremista quello che più preme all’occidente, come sempre, è il ruolo, la funzione esercitata dalle donne. Dapprincipio sono stati pubblicati articoli in cui si parlava della maniera orrenda in cui gli uomini dell’Isis trattavano le donne. Vendute come schiave, uccise se non volevano sposarsi, costrette alla riproduzione per generare figli di jihadisti, con dei comandamenti da rispettare sotto stretta sorveglianza di altre donne cattivissime. Dopo un po’ cominciò a circolare un manifesto in cui ‘sta gente spiegava come doveva comportarsi una donna. Niente scuola o lavoro, figli, marito e famiglia, combattenti solo se necessario e sotto gli ordini dei capi maschi, preferibilmente nel ruolo, un po’ più nascosto, di cecchine.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

Donne, se non vi comportate bene, arriva l’Isis e vi fa il culo

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Non è bastato aver diffamato Greta e Vanessa, le due cooperanti rapite in Siria e rilasciate in gennaio, attribuendo a loro ogni genere di nefandezza. L’islamofob@ medio ha deciso che indossare la kefiah significa stare dalla parte dei terroristi. Solidarizzare con la lotta palestinese idem. Essere contrari al razzismo mirato contro persone di religione musulmana non si può. Andare a dare una mano alle popolazioni che ne hanno bisogno non va bene. Perché il fascista medio, italiano, all’estero va solo per colonizzare, partecipare a prove di imperialismo, uccidere, forse, se è il caso, ovviamente per legittima difesa, giacché hanno deciso che quelli dell’islam sarebbero tutti quanti terroristi.

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